Cosa piove dal cielo? Di Sebastiàn Borensztein

Tutto accade per una ragione, anche le cose che sembrano non averne

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Roberto è un uomo duro e scorbutico. Reso associale dalla guerra delle Falkland, passa la sua vita in solitudine attenendosi a rituali sempre uguali: spegne la luce per dormire alle 23:00, mangia sempre le stesse cose alla stessa ora e conta tutte le viti che gli consegnano in negozio.
Ha anche un hobby particolare: ritaglia dai giornali ogni notizia di morti assurde.
 
Un giorno, per caso, incontra Jun, giovane cinese in Argentina per fare visita a suo zio. Jun, che parla solo cinese, si trasferisce a casa di Roberto, il quale fa di tutto per liberarsene così da poter tornare alla sua vita lineare.

Tutto ha un senso? Secondo Jun sì, anche la mucca che piovendo dal cielo ha ucciso la sua fidanzata. Non si sa ancora quale sia il senso di questo incidente tra il macabro e il ridicolo, ma la storia, proprio sul finale ce lo svelerà.

L'incursione di Jun nella vita di Roberto è a dir poco surreale.

Alla ricerca delle sue radici, ormai rimasto solo, costringe Roberto ad uscire dalla routine, da quella vita sempre uguale, vissuta nella totale solitudine, che lo porta a rinunciare a tutto, comprese le attenzioni della bella e innamorata Mari.

E sarà proprio Jun a risvegliare in Roberto gli istinti primordiali e a fargli capire che la vita è troppo bella e importante per viverla stando fermi.
 
Una commedia più profonda e intensa di quanto si possa pensare leggendo la trama, con dei momenti assolutamente esilaranti e altri più tristi e commoventi.
 
Mal distribuito, come la maggior parte dei film interessanti, e perfettamente interpretato dal protagonista, Ricardo Darìn (Il segreto dei suo occhi).
 
Cosa piove dal cielo? ha vinto il premio Marco Aurelio al Festival del Cinema di Roma.


Cosa piove dal cielo?
Titolo originale: Un cuento chino
Regia di: Sebastiàn Borensztein
Con: Ricardo Darìn, Muriel Santa Ana, Ingacio Huang
Genere: commedia
Anno: 2011
Durata: 90 min.

Tag:  Cosa piove dal cielo?, Sebastiàn Borensztein, Ricardo Darìn, Argentina, solitudine, rituali, Festival del Cinema di Roma

Commenti

05-05-2012 - 10:44:54 - anonimo
Mal distribuito? che vuol dire? poche copie? forse l'autore dell'articola non ha molta dimestichezza con la distribuzione cinematografica che in grossa parte dipende dal giudizio di esercenti e agenti. Nell'art house, che di anno in anno peggiora le sue performance, si parte sempre con poche copie (il cui costo di stampa si aggira intorno ai mille euro a copia) per poi eventualmente aumentare se i riscontri sono buoni. Non è stato cosi per cosa piove dal cielo, uscito con 30 copie e ha chiuso a 270K euro. The artist uscito con 50 copie è poi scalato a oltre 100 a cavallo dell'oscar.
07-05-2012 - 21:33:26 - Andrea Tonetti
Mi riferivo al fatto che, per esempio, nella mia città il film sia stato proiettato in una sala. Considerando che a commedie orrende o film d'azione vergognosi vengono dedicate, a volte, anche 10 sale ritengo che Cosa piove dal cielo? sia stato mal distribuito. Secondo me meritava più sale. Tutto qui.
08-05-2012 - 17:29:33 - Laura
Cavolo , Mr Andrea Tonetti , d'ora in avanti devi essere più preciso quando scrivi altrimenti ti piombano subito addosso come dei falchi :-))))) Però , se non altro, il tuo commentatore anonimo ci ha illuminato sulle regole della distribuzione cinematografica !
01-06-2012 - 15:13:16 - marco
purtroppo è il pubblico a decidere quante copie verranno distribuite... un po' come gli ascolti dei programmi televisivi e nessun esercente ha interesse a vedere la sua sala vuota a fronte di un bel film.
Di' la tua


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