Pietro Ponte, pasticcere notturno a Roma,
sogna di fare l'attore e abita con la cugina.
In cerca di un posto dove vivere da solo, trova una casa antica a un prezzo stracciato. La prende in affitto sperando che un vecchio amore possa decidere di stabilirsi lì con lui. Le cose, però, non vanno come avrebbe voluto.
Non solo il suo vecchio amore non ne vuole sapere di lui, ma nella casa ci sono i fantasmi: una vecchia compagnia teatrale composta da tre donne, quattro uomini e un bambino.
I fantasmi pensano di essere ancora in vita, negli anni della seconda guerra mondiale.
Pietro, da sempre confuso sessualmente, all’inizio cerca di cacciarli dalla sua abitazione, ma poi, elogiato dalle parole d'amore di uno di loro, decide di accettarne la presenza.
La sua carriera di attore intanto non decolla e i fantasmi continuano a chiedergli di rintracciare una loro compagna: Livia Morosini.
Pietro, grazie anche all'aiuto del travestito Ennio e della Badessa, riuscirà a trovarla ancora viva.
Una dura verità lo attende. E attende anche i suoi amici fantasmi.

A due anni di distanza da
Mine Vaganti, Ferzan Ozpetek si allontana dai film che lo hanno consacrato, girando
una pellicola senza genere.
Inizia come una commedia, con qualche risvolto horror, per poi cercare una deriva drammatica tentando anche di commuovere.
Il problema è che troppi generi insieme disorientano lo spettatore che non sa se ridere, sorridere, intristirsi o piangere.
Fatta la tara a tutto questo il film è, tecnicamente, un capolavoro.
Gli attori sono tutti perfetti, in particolare Andrea Bosca e Paola Minaccioni.
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I
costumi sono meravigliosi e meravigliosamente portati da Margherita Buy e Vittoria Puccini. Elio Germano, finalmente non "romano" ma "siciliano", dimostra ancora una volta le sue ottime doti attoriali.
Le
musiche sono impeccabili in ogni momento, così come le luci.
L'unica cosa che singhiozza un po' è proprio la storia, tanto che da spettatore ho atteso invano, fino alla fine, che succedesse qualcosa di "ozpetekiano".
Un film che, preso singolarmente, potrà anche piacere, ma se analizzato e paragonato a quanto fatto precedentemente dal regista turco, rischia di deludere i suoi fans.
Criticato ma, a parer mio, azzeccato il cameo di Mauro Coruzzi (Platinette) nel ruolo della Badessa.
Regia: Ferzan Ozpetek
Con: Elio Germano, Paola Minaccioni, Andrea Bosca, Margherita Buy, Mauro Coruzzi, Beppe Fiorello, Vittoria Puccini
Durata: 105 minuti
Genere: Commedia, Drammatico
Uscito nelle sale: venerdì 16 marzo 2012