This Must Be The Place di Paolo Sorrentino

Il successo se n'è andato e ha lasciato dietro delle vittime: una di queste sei tu

di Andrea Tonetti

Pubblicato venerdì, 21 ottobre 2011

Rating: 4.7 Voti: 13
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Cheyenne, vecchia rockstar fuori moda, passa le sue giornate deambulando, facendo la spesa, visitando un’amica e sua figlia, andando al cimitero e al centro commerciale.

Affiancato da una moglie che lo ama al di là di ogni comprensione, rischia di cadere in depressione a causa della noia.

Terrorizzato dagli aerei si reca in nave negli Stati Uniti al capezzale dell’anziano padre.
A causa della lunghezza del viaggio vi arriva, ma solo per trovare il padre già morto.

Leggendo i diari del genitore apprende che l’anziano, ex prigioniero ad Auschwitz, aveva trascorso gli ultimi anni della sua lunga vita alla ricerca di un ex nazista senza riuscire a trovarlo.

Sentendo di avere molte colpe da espiare (due suoi fans si erano suicidati seguendo i testi delle sue canzoni), Cheyenne parte alla ricerca dell’ex nazista guidato dai diari del padre. Il viaggio sarà l’occasione per indagare su chi sia lui veramente e segnerà, nonostante l’avanzata età, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
 
This must be the place è un capolavoro, un gioiello di quelli che rimarranno nella storia. E’ un film che rasenta la perfezione per le immagini, i dialoghi, i colpi di genio, le metafore, la fotografia, le emozioni che riesce a trasmettere. E sopra a tutto è la prova d’attore di un Sean Penn talmente bravo da far pensare che quello che si vede sullo schermo sia il suo vero io.

Certo, il film pesca da Lynch, Kerouac e altri scrittori americani, però è di una tale bellezza che riesce a essere originale, nuovo, innovativo e bellissimo.

La rock star Cheyenne - secondo me ispirata a Ozzy Osbourne e Robin Smith - rappresenta la fotografia di ciò che non vediamo mai: una rockstar in pensione.
Le sue movenze lente e la ripetitività dei gesti esprimono perfettamente quale futuro ci sia dopo una vita di eccessi e dopo che il pubblico ha smesso di applaudire. Il suo trucco, che lo rende quello che è, piano piano sparisce e si comincia a vedere l’uomo: chi è, chi avrebbe potuto essere e chi ha deciso di diventare.

Il viaggio in solitaria, e lontanissimo da casa, è un modo per il protagonista di capire e scoprire le cose importanti: Cheyenne tornerà a riempire la piscina di casa sua, come la mamma e il bambino incontrati nello Utah, o si perderà nella sua solitudine come l’indiano apparso dal nulla?
 
Paolo Sorrentino ha girato un film meraviglioso e ha inventato, in maniera geniale, un personaggio indimenticabile che lo porterà nell’Olimpo dei registi ricordati per sempre.

Andate a vedere This must be the place perché è un film che fa bene all’anima.


This Must Be The Place
regia di Paolo Sorrentino

cast: Sean Penn, Judd Hirsch, Frances McDormand, Kerry Condon, Eve Hewson, Joyce Van Patten, David Byrne, Shea Whigham, Tom Archdeacon, Harry Dean Stanton, Seth Adkins, Simon Delaney, Gordon Michaels, Robert Herrick, Tamara Frapasella, Sarab Kamoo, Liron Levo
genere: drammatico
durata: 118 min
uscito in Italia: 14 ottobre 2011

Tag:  This Must Be The Place, Paolo Sorrentino, Sean Penn, rock star, viaggio, colpe, capolavoro

Commenti

22-10-2011 - 19:32:42 - franci
è un capolavoro mancato con non pochi difetti. la sua migliore sceneggiatura resta a oggi "l'uomo in più" la sua migliore regia "il divo"
16-11-2012 - 14:12:47 - anonimo
"rischia di cadere in depressione a causa della noia", scrive l'estensore del pezzo di Cheyenne. Caspita, uno più avvilito, demoralizzato, abbattuto, in crisi, incavo, magone, prostrato, triste, carico di sconforto, annichilito lo devo ancora trovare e mi scrivete che "rischia di cadere n depressione?". http://mattax-mattax.blogspot.it/, capirete meglio
Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni