THE VILLAGE DOC FESTIVAL anche quest’anno porta il cinema del reale per le strade di Milano. Il primo festival di documentario nella metropoli lombarda ha per il 2012 un programma molto ricco, di cinema e non solo. Le iniziative si svolgeranno soprattutto nel quartiere milanese della Barona, che per sette giorni si trasformerà in un multiforme spettacolo di immagini di sostenibilità: un autentico cinema itinerante tappezzerà spazi pubblici, piazze e parchi con immagini che raccontano la realtà di altri quartieri in ogni parte del pianeta.
La manifestazione è organizzata dall’associazione
Libero Laboratorio che da anni promuove l’audiovisivo, curando soprattutto la produzione documentaristica e il dialogo tra linguaggi e culture eterogenee.
L’obiettivo dice Alessandro Acito - direttore del Festival - è “portare il cinema del reale dentro la metropoli, raggiungendo anche chi di documentari solitamente si interessa poco”.
Le iscrizioni si sono chiuse con oltre 430 film candidati provenienti da tutto il mondo.
Il filo conduttore è la sostenibilità, intesa non solo in chiave ecologica: storie di integrazione sociale, dialogo interculturale, pratiche a basso impatto, rivalutazione dei valori locali, innovazione dal basso e modelli di sviluppo a misura d’uomo.
Come nelle precedenti edizioni, i film si inseriscono in un
fitto programma di eventi, che culmineranno nelle
giornate conclusive, dal 28 maggio al 3 giugno. L’agenda del Festival comprende
workshop sulla produzione audiovisiva indipendente,
laboratori di mobilità sostenibile e
filiere agroalimentari a basso impatto, che si uniranno ai libri per proporre due
degustazioni letterarie. Il 29 maggio, alla Libreria Gogol, ci sarà il leggendario
chef Alfonso Iaccarino, con il suo
La dieta del cuore (Mondadori). L’1 giugno sarà la volta di Fernando Coratelli, con
Quando il comunismo finì a tavola (Caratteri Mobili).
La giuria del concorso principale riunisce nomi di primo piano: Huaqing Jin, documentarista indipendente in Cina e regista presso Zheijiang Satellite TV; Etienne Yamamoto, produttrice cinematografica brasiliana e coordinatrice della Mostra Cine e Direitos Humanos na America do Sul; Enrico Bisi, regista freelance di documentari e cortometraggi; Barbara Sorrentini, giornalista cinematografica e curatrice di rubriche radiofoniche specializzate; Justyna Tafel pluripremiata regista polacca; Roberto Quarta, direttore del gemellato Ecologico International Film Festival.
Oltre al premio della giuria del concorso principale, verrà anche assegnato il premio Miglior Documentario di Evasione, scelto dai detenuti del carcere di Bollate. Si ripeterà anche la formula del Premio BalDoc, dedicato alla memoria di Enzo Baldoni, assegnato da giovani e cittadini che ogni anno vengono coinvolti nelle attività di Libero Laboratorio.
Al termine della kermesse cinematografica,
le attività di Libero Laboratorio
proseguiranno lungo tutta la penisola: a partire dal
Cilento fino ad arrivare
all’entroterra umbro. Prime tappe di un calendario che andrà infittendosi in estate e autunno, consultabile direttamente sul
SITO.