Stalking: l'intervista

Abbiamo intervistato gli Avvocati Alessandro Pistochini e Verena Pusateri dello studio legale di Milano "Crippa-Pistochini" per approfondire l'argomento Stalking

di Silvia Menini

Pubblicato lunedi, 21 marzo 2011

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In che cosa consiste innanzitutto il reato di stalking? Quando una persona può ritenersi stalkizzata?
Lo stalking (che letteralmente significa “fare la posta”) si realizza, ai sensi dell’art. 612 bis cod. pen., attraverso una serie di condotte reiterate di minaccia e di molestia, volte a ingenerare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia o di paura o un fondato timore per l’incolumità propria, di un prossimo congiunto o di persona legata da una relazione affettiva oppure a costringere lo stesso ad alterare le proprie condizioni di vita.
Due sono dunque gli elementi essenziali per riconoscere lo stalking: la reiterazione di condotte minacciose o moleste, che possono assumere la più svariata forma esecutiva (sms, telefonate, mail, appostamenti, pedinamenti, contatti via facebook o altri social network) e la sussistenza di uno stato di ansia o di paura, tale da costringere la vittima in alcuni casi anche a mutare le proprie normali condizioni di vita (cambiare numero di telefono; cambiare orari o percorso per raggiungere il posto di lavoro; farsi accompagnare per attendere alle ordinarie attività quotidiane).

Come è stato vissuto l'introduzione del Decreto Legislativo del 23 Febbraio 2009? Cosa è cambiato da allora?
A quasi due anni dall’entrata in vigore della legge che ha introdotto il reato di atti persecutori nel nostro ordinamento penale (art. 612 bis c.p.), possiamo affermare che è stato colmato un vuoto normativo a tutela dei “soggetti deboli” (quasi sempre le donne), di fronte a quelle che spesso risultavano essere delle tragedie preannunciate. Il legislatore attraverso tale norma ha inteso garantire una tutela anticipata e più effettiva a situazioni di sopraffazione psicologica e persecutoria, che fino ad allora non avevano trovato un’autonoma collocazione normativa, ma venivano fatti discrezionalmente rientrare nelle fattispecie di molestie, maltrattamenti o di lesioni (nei casi più gravi). Accanto all’introduzione della specifica norma nel codice penale, il legislatore ha anche introdotto altri due strumenti di tutela anticipata.
Una prima forma di tutela è rappresentata dall’istanza di ammonimento: la vittima può - sino a quando non sia stata proposta querela - rivolgersi all’Autorità di Pubblica Sicurezza con un esposto nel quale chiede l’adozione da parte del questore di un formale provvedimento di ammonimento nei confronti dello stalker. Il legislatore ha poi introdotto anche una specifica misura coercitiva: il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa ex art. 282 ter c.p.p. Trattasi di un unicum nel nostro codice di procedura penale: uno specifico strumento cautelare finalizzato ad interrompere le condotte persecutorie connotate da rilevanza penale ai sensi dell’art. 612 bis cod. pen., in un momento storicamente antecedente alla verifica processuale e all’accertamento della responsabilità penale dell’indagato.

Come viene considerato il reato di stalking nelle aule giudiziare italiane?
Il reato di stalking  non è rimasto – a differenza di altre fattispecie di recente conio - lettera morta nel nostro codice penale, ma vive nelle aule giudiziarie ed offre una risposta giuridica efficace ad un fenomeno sociale dilagante che, fino alla riforma dell’aprile 2009, varcava i nostri Tribunali solo quando la persecuzione degenerava in gravi fatti di sangue. E’ un fenomeno che suscita una grande attenzione non solo da un punto di vista mediatico, ma anche da un punto di vista giudiziario. Sono già numerose le pronunce di condanna in tema di stalking, ma altrettanti sono gli interrogativi che restano aperti di fronte ad una norma che non è precisa e rischia di essere tacciata di dubbi interpretativi e di applicazioni “socialmente orientate”, cioè volte a punire un fenomeno sociale, piuttosto che reprimere una condotta penalmente rilevante.

Quali sono le pronunce in tema di stalking che hanno fatto più discutere?
Ha sicuramente fatto discutere la pronuncia della Corte di Cassazione del 21 gennaio 2010 (seguita da altre pronunce dello stesso tenore) che ha ritenuto sufficiente, per la sussistenza del requisito della reiterazione della condotta persecutoria, anche soli due episodi di molestia o di minaccia.
Altra recentissima pronuncia che sta facendo discutere è quella, sempre della Cassazione, del 7 marzo 2011, in cui è stato affermato che è sufficiente che gli atti ritenuti persecutori (una serie di danneggiamenti e atti di vandalismo nei confronti dell’auto della vittima) abbiano un mero effetto stabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima. Entrambe le pronunce tendono ad allargare i confini dei requisiti previsti dalla fattispecie di reato e ad estendere di conseguenza le maglie della punibilità.
Ovviamente, come ogni fenomeno penale volto ad assicurare una tutela anticipata della vittima, anche lo stalking, deve essere trattato con cautela e deve “entrare in punta di piedi” nelle aule dei nostri Tribunali, in modo da evitare che uno strumento di reazione penale (effettivo e necessario per garantire la tutela dei soggetti deboli) diventi un mezzo per reprimere un fenomeno sociale. Altra pronuncia da menzionare, quanto all’esemplarità e durezza della pena inflitta, è la pronuncia del Tribunale di Monza, in composizione monocratica, dell’8 febbraio 2011, che ha condannato un uomo a 6 anni di reclusione, inter alios, per il reato di stalking, perpetrato nei confronti dell’ex fidanzata (per la vicenda di cui si è parlato in un precedente articolo su MRS: "Lo stalking e la legge").     

Come si può evitare che si strumentalizzi tale introduzione nei rapporti di coppia conflittuali facendone così perdere il valore?
Un ruolo fondamentale viene sicuramente svolto dall’avvocato, che riveste una delicata funzione di filtro, perché deve valutare con estrema cautela la situazione che gli viene rappresentata, per evitare strumentalizzazioni o distorsioni della realtà e conseguentemente del dato normativo. Egli dovrà, proprio per tale motivo, avvalersi in alcuni casi anche dell’ausilio di esperti (medici-legali, psichiatri, psicologi), affinchè possano dare un contributo tecnico e scientifico all’individuazione delle cause che hanno condotto allo stato di ansia e di terrore della vittima. Laddove, infatti, tale cause non fossero integrate dalle condotte persecutorie, non ci troveremmo di fronte allo stalking.

Lo stalking può essere considerato una patologia delle relazioni? Identikit dello stalker?
A nostro avviso il fenomeno dello stalking non è una patologia della coppia, ma è un problema del singolo individuo, che si riverbera sulla vita di coppia. E’ sicuramente un reato “trasversale” che colpisce ogni tipologia di individuo, indipendentemente dalla sua età, estrazione sociale o dalla sua educazione o cultura.  Lo stalker possiede dei problemi relazionali ed ha verosimilmente alle spalle un trascorso già problematico che lo porta a non riuscire ad accettare e superare la fine di una relazione o di una storia d’amore e che per tale ragione diventa un persecutore.

Quali sono i primi passi da fare per chi ne è vittima?
Un primo consiglio è sicuramente quello di conservare eventuali dati (sms, mail, telefonate) che possano cristallizzare le condotte persecutorie. Laddove la situazione dovesse degenerare, la vittima dovrà valutare se rivolgersi all’Autorità di Pubblica Sicurezza e richiedere l’istanza di ammonimento, oppure se presentare direttamente una querela. E’ importante a tal fine segnalare che la querela deve essere presentata entro il termine di 6 mesi. Lo stalking è uno strumento efficace di tutela e le numerose condanne che vengono inflitte sono segno di effettività della risposta penale (spesso tacciata di essere sorda alle richieste di garanzia dei cittadini) e sicuramente un messaggio positivo per tutte quelle donne (ma non solo le donne) che sono ancora intrappolate nella paura di reagire nei confronti dei loro carnefici.

Avv. Alessandro Pistochini e Avv. Verena Pusateri
Studio Legale Crippa Pistochini
Corso di Porta Vittoria n. 10
20122 Milano

 
E-mail: a.pistochini@crippapistochini.it
v.pusateri@cr
ippapistochini.it
Tag:  stalking, studio Crippa-Pistochini, donne, legge

Commenti

24-03-2011 - 03:53:12 - james bond
Heila Ms./Mrs., Già meglio... voto: 5 ; o vedo con piacere che il commento al precedente articolo è servito a dare informazioni più corrette. In tutta franchezza, a mio avviso, il Sig. Stefano Magni, suo collega - probabilmente perchè "uomo"- ha trattato l'argomento a diritto di cronaca e in modo molto più obiettivo. Questo per lo meno è il mio punto di vista... spero non mi prenda per un STALKER giornalistico ps: Ottima l'idea di inserire un referente legale ... sebbene!!! sarebbe stato forse meglio un link al blog/sito della legge che hai citato il 15 marzo, per due ragioni: 1) appunto perchè fai riferimento a quella legge, e sicuramente a quel portale l'utente può avere tutte le info di cui necessita 2) in questo modo inserisci un "insersione promozionale" di uno stuidio legale senza però dichiarare che è un inserzione, lo è? Altra cosa... io mi sono firnato JAMES BOND ... e non Jhonny Stalker o col mio nome di battesimo... Fatto sta che la mia NUOVA EX ha letto l'articolo e il commento.. e mi ha fatto un BelMazzo.. e cosi mi è sorto un dubbio... MA la privacy di commenta è protetta? >r.s.v.p grazie 007
24-03-2011 - 04:03:46 - james bond
E' possibile che la giornalista, quando donna, si spogli della veste professionale e tornando a essere donna ritrovi la solidarietà femminile nel connfessare a una delle sue amiche che ... appunto il suo ex si è appunto messo a commentare con esperienze personali questa nuova formula di legalità ; ) Se risponde senza fare passaparola in redazione tra le sue colleghe si guadagna un applauso altrimenti si merita questa vecchia battuta: Un cinese con accento da "cinese in coma"dice: Co-sa ci fa-nno quatlo galline al polo Nord? .... Il CIRCOLO POLLARE ARTICO!!!! saluti ; )
24-03-2011 - 04:13:42 - james bond
per intenderci esiste un portale dedicato... http://www.stalking.it/ e linkarsi a piu portali aumenta il rating ... sei a 4.... dovresti stare sopra il 5 buona giornata ...
24-03-2011 - 06:15:01 - james bond
scusa ... ma dormo poco... sono pignolo ..tifo per l'informazione corretta... e mi piace commentare ... le pecche altrui ; ) tout court... "Strettamente collegate all’esigenza di autonomia e di credibilità del giornalista sono quelle norme che lo vogliono estraneo ad iniziative di carattere pubblicitario". Innanzitutto, sottolineando il diritto dei cittadini “di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dai messaggi pubblicitari”. La norma è la diretta conseguenza di quanto stabilito dal D.Lgs. 25 gennaio 1992 n. 74, attuativo delle direttive europee in materia di pubblicità ingannevole. In particolare, l’art. 1, comma 2°, stabilisce che “La pubblicità deve essere palese, veritiera e corretta”; e l’art. 4, comma 1°, la vuole “chiaramente riconoscibile come tale” e, con specifico riferimento alla pubblicità a mezzo stampa, “distinguibile dalle altre forme di comunicazione al pubblico, con modalità grafiche di evidente percezione”. In pratica, va scongiurato il rischio di commistione tra pubblicità e informazione. fonte: http://www.difesadellinformazione.com/26/la-deontologia-del-giornalista/
30-03-2011 - 23:55:00 - Anna Battaini
James, (o qualunque sia il tuo vero nome) sono Anna Battaini una dei redattori di Mondo Rosa Shokking. Sono totalmente basita dal tono delirante dei tuoi commenti e dalle accuse che muovi a persone che nemmeno conosci. Prima di parlare o di scrivere generalmente si dovrebbe connettere il cervello. Comincio rispondendo alla domanda sulla privacy: quando un lettore, qualunque lettore, scrive un commento lo fa in modo totalmente anonimo, infatti se non inserisci alcun nickname nell'apposita casella il commento va online ugualmente con la dicitura "anonimo". Non c'è l'obbligo di registrarsi per poter commentare, non esiste un "mediatore" e facciamo affidamento sulla capacità dei nostri lettori di autoregolarsi. Se la tua ex ha visto quello che hai scritto è perchè è una nostra lettrice, se ha riconosciuto il tuo stile di scrittura "particolare", forse l'astio che trapela dalle tue parole è lo stesso che usi quando dialoghi con lei. Non basta nascondersi dietro uno pseudonimo per diventare qualcun'altro. Riguardo l'accusa che rivolgi alla nostra collega: Silvia Menini è una collaboratrice di MRS che scrive articoli in modo professionale, le tue illazioni offendono lei e tutta la redazione. Questa intervista è stata da lei realizzata su mio suggerimento, ecco perchè rispondo io. Un' amica, avvocato oltre che nostra lettrice, mi aveva segnalato un importante caso di stalking recentemente vinto da uno studio legale milanese. Il caso è quello illustrato nell'articolo di Silvia del 15 marzo 2011 (Lo stalking e la legge) articolo in cui viene citato anche il portate www.stopstalking.it/sito/ L'occasione di poter realizzare un'intervista agli avvocati che avevano vinto quella causa mi è sembrata molto interessante per noi e per i nostri lettori, quindi li ho messi in contatto. Si tratta di un'inserzione promozionale? NO, si tratta di un publi-redazionele? NO, si tratta di fare INFORMAZIONE! Vedo che sei particolarmente interessato a commentare gli articoli sullo stalking e il rapporto deludente uomo/donna, sia che si tratti di realtà sia che si tratti di finzione letteraria, vedo anche che la quasi totalità dei commenti portano la data della stessa notte. Non ti conosco e spero che questo interesse non sia dovuto ad un tuo personale vissuto. Ti chiederei una gentilezza nei confronti di tutti noi della redazione e anche degli altri lettori. Quando nel cuore della notte vieni colto da crisi di insonnia, invece che "postare" direttamente sulle pagine di MRS scrivi i tuoi pensieri su un documento di word. Se il giorno seguente, dopo averli riletti, smaltiti i fumi dell'alcol, pensi ancora che possano fornire un serio contributo ai contenuti di questo sito e non servano solo a scaricare la tua acredine, postali pure, altrimenti esiste il cestino.. usalo!! Grazie per l'attenzione Anna.
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