Viviana Varese

Direttamente dall'edizione 2011 di Identità Golose, Intervista enogastronomica liberamente ispirata al gioco di Proust con i migliori talenti della cucina.. stellati e in erba

di Anna Battaini

Pubblicato mercoledì, 8 giugno 2011

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Foto Brambilla - Serrani courtesy of Identità Golose
Qual è il tuo primo ricordo legato al cibo?
Il mio primo ricordo forte è una granita di tea che mangiavo da bambina, la faceva Salvatore del bar a Maiori con il sorbetto di limoni di Amalfi

Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
La solarità

Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
L'amore

E quello che cerchi di usare il meno possibile?
Lo zenzero

Quando non cucini qual è la tua attività preferita?
Rilassarmi

Se potessi riportare in vita uno chef scomparso e farti regalare una ricetta, chi  sceglieresti?
Mio padre che era un grandissimo rosticcere, faceva degli arancini..!

Qual è il tuo motto?
Forza fatica e fa ambress, è la formula delle tre F (ndr.: fa ambress significa far veloce)

Quale consideri il tuo più grosso successo?
Cercare di rimanere sempre me stessa.. e riuscirci

Il momento più felice della tua vita?
Ce ne sono tanti, non riesco a sceglierne uno particolare. Però no, la risposta ce l'ho eccome.. Ogni volta che mi innamoro!

Per quale personaggio storico avresti voluto cucinare?
Per uno contemporaneo e spero davvero di poterlo fare un giorno: Renato Zero. Io sono sorcina da tutta la vita.. mamma sorcina, papà sorcino. Sono sincera, se mi dicessero: "Questa sera viene a cena Renato Zero, io chiuderei il ristorante e cucinerei solo per lui.
(ndr.: Il messaggio è chiaro, Caro Renato c'è una chef famosa che non vede l'ora di farti assaggiare la sua cucina, vale proprio la pena fare un salto a Milano!)

A quale avresti volentieri aggiunto un pizzico di veleno nel piatto?
Bin Laden

La tua più grossa stravaganza?
Direi che ne ho parecchie, sarebbe difficile sceglierne una. Diciamo che ogni tanto quando sono in cucina mi parte l'embolo e non riesco a rimanere seria. Sparo c*****e a raffica e per i ragazzi è difficile continuare a lavorare perchè sono piegati dal ridere.

La cucina è una forma d'arte, parlando di altre forme d'arte, chi è il tuo pittore favorito?
Mi piacciono gli impressionisti, li adoro tutti, ma in particolare Monet. E poi amo tantissimo anche Van Gogh. Mi pace molto Picasso, che con gli impressionisti e con Van Gogh non centra nulla, ma mi piace lo stesso.

E il compositore?
Non vorrei ripetermi dicendo Renato Zero, quindi Roberto Murolo, mi piacciono molto le canzoni napoletane del suo periodo ed è stato un grande compositore.

L'ultimo libro che hai letto?
Sto leggendo La parte più tenera di Ruth Reichl. Lei è una giornalista enogastronomica fantastica e scrive benissimo di cucina.

Quale tema musicale potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?
La collina dei ciliegi di Battisti

Un sogno nel cassetto?
Mi piacerebbe aprire una pizzeria d'autore. E' parecchio che ci stiamo pensando. Fare una pizza usando gli ingredienti dell'alta cucina, a Milano. Noi siamo piccoline, facciamo le cose in proprio e non abbiamo grossi nomi o grandi finanziatori alle spalle, quindi ci vuole del tempo per poter realizzare i progetti.

Le donne passano ore e ore in cucina nell'arco della loro vita, eppure gli chef più famosi del mondo sono da sempre quasi tutti uomini. Sai dirmi perché?
Perchè è difficile fare questa vita, perchè ti toglie un saccodi tempo. Perchè devi avere un partner che abbia la voglia di sopportarti e supportarti, altrimenti rimani single. E' un lavoro che poche donne riescono a condividere con la famiglia, specie se hanno dei bambini.  A meno che non si tratti di un'attività di famiglia. Io e i miei fratelli siamo cresciuti nella cucina di un ristorante perchè anche mia mamma cucinava, ma se non hai quel genere di supporto è molto difficile. Non è certo perchè le donne non abbiano la forza per fare le chef, in alcuni casi sono anche più forti e più resistenti perchè hanno la determinazione.

Hai mai usato la cucina come arma di seduzione?
Qualche volta

Ha funzionato?
Si, certo!

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Tag:  Viviana Varese, Alice Ristorante, Identità Golose, Un risotto per Milano, Risotto fondente cipollotto di Tropea, Chef

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