Black Orphan

Women is the New Black, di Giuseppe Paternò di Raddusa.

di La Redazione

Pubblicato giovedì, 22 febbraio 2018

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Black Orphanè qualcosa che, se glielo consentite, si permetterà di giocare con la vostra mente e i suoi angoli più arrugginiti, senza sacrificare una sana portata di entertainment.

La serie - prodotta in Canada e ideata da Ideata da Graeme Manson e John Fawcett -  rappresenta uno degli esempi più interessanti di televisione di qualità, in grado di riflettere con intelligenza sul concetto di identità.  

Questo perché la protagonista, la criminale di mezza tacca Sarah (Tatiana Maslany), scopre di essere una tra tanti cloni sulla faccia del globo che hanno le sue medesime fattezze – e, sia chiaro, inclinazioni d’animo che più diverse non si potrebbero.

Una nerd, una madre dei suburbs, una serial killer e molto altro: le sfaccettature con cui Sarah è chiamata a confrontarsi sono spietate, imprevedibili e multiformi – oltre che il sogno di qualsiasi attore che si rispetti, e in questo la Maslany si impone come grande, sorprendente scoperta dell’intera operazione.

Distribuita in Italia su Netflix, Black Orphanriesce a dosare con perfezione la componente drama a un’anima fantascientifica coinvolgente, nel corso di cinque stagioni al cardiopalma. 
Tag:  Black Orphan, Serie tv, Women is the the New Black, Giuseppe Paternò di Raddusa

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