Collateral

Women is the New Black, di Giuseppe Paternò di Raddusa.

di La Redazione

Pubblicato mercoledì, 14 marzo 2018

Rating: 5.0 Voti: 2
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Cosa significa, oggi, produrre una serie televisiva ambiziosa e affidarla alle (solide) spalle di una protagonista femminile?

Non vuol dire cavalcare una tendenza ma accettare definitivamente un dato di realtà – e finalmente:  ruoli che dieci anni fa sarebbero stati assegnati senza colpo ferire ad attori maschi finiscono tra le mani e i talenti di attrici di spessore. È quello che succede con Collateral, la serie britannica di BBC TWO - disponibile su Netflix in Italia.

Un racconto in quattro episodi che parte con il botto: un omicidio, quello di un fattorino di nome Abdullah, che viene ucciso a colpi di pistola dopo aver consegnato una pizza a una giovane e disinibita madre di famiglia. Cosa succede dopo? Collateral, grazie a un impianto ponderoso e robusto immaginato dallo sceneggiatore David Hare (quello di The Hours e The Reader, oltre che apprezzatissimo drammaturgo in patria), riesce a catturare sin dalle prime sequenze.

A fare il grosso, tuttavia, è – come ricordato in apertura – la vigorosa performance della protagonista, Carey Mulligan: l’attrice interpreta la detective Kip Glaspie, colei che presidia le indagini, una donna complessa dal passato singolare (no, nessuno spoiler). La forza della prova della Mulligan, con una recitazione trattenuta, lontana da ogni sforzo di intensità da attrice giovane, è il quid che affina Collateral e lo rende un giallo, come si diceva una volta, dal ritmo serrato, metallico, inafferrabile – in positivo.


Un thriller in quattro puntate che raccontano quattro giorni alle prese con intrighi, bugie, contraddizioni che attraversano temi e aspetti della nostra contemporaneità con un occhio al genere e un altro a una compatta, tradizionale anima thriller.
Tag:  Women is the New Black, Giuseppe Paternò di Raddusa, Collateral,

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