Doctor Foster

Women is the New Black, di Giuseppe Paternò di Raddusa.

di La Redazione

Pubblicato lunedi, 2 luglio 2018

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Doctor Foster è la serie che vi pentirete di aver visto - ma che, a conti fatti, è una delle più interessanti sul panorama.

Disponibile in Italia su Netflix e trasmessa per la prima volta nel 2015 da BBC One, nel Regno Unito, Doctor Foster èil racconto in cronaca di un viaggio verso l’inferno, quello compiuto dalla dottoressa che dà il titolo all’opera (due stagioni, 2015 e 2017, da cinque episodi ciascuna).

La professionista Gemma Foster, orfana di entrambi i genitori dall’adolescenza, scopre che l’apparentemente perfetto quadro famigliare di cui è regina in realtà presenta diverse crepe: il marito Simon, probabilmente, la tradisce.
 

Il vero problema emerge quando la donna scoprirà un vero e proprio complotto ordito ai danni di un carattere - il suo - complesso e sfumato. Forse troppo.

Bando agli spoiler, Doctor Foster è un’interessantissimo racconto sull’ansia e sulla paranoia che sfocia nella definizione di un personaggio, quello della protagonista, che non è semplicemente sgradevole: è la sovversione di tutto quello che ci aspetta, un oceano di emozioni contrastanti e contraddittorie che ne acuiscono l’ambiguità.

I tratti poco accennati e sconvolgenti che solitamente il consumo culturale riserva ai personaggi secondari o agli “antagonisti” in Doctor Foster ruotano intorno al ruolo principale; adesso, però, non vorremmo davvero svelarvi troppo. La serie, scritta dal drammaturgo inglese Mike Bartlett, ogni tanto annaspa in qualche ingorgo narrativo troppo “audace”, da cui si risolleva grazie all’intensa prova della protagonista (Suranne Jones) e di un cast efficace e in gran forma.
Tag:  Women is the New Black, Giuseppe Paternò di Raddusa, serie tv, Doctor Foster

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