FEUD - Bette and Joan

Women is the New Black, di Giuseppe Paternò di Raddusa.

di La Redazione

Pubblicato mercoledì, 10 gennaio 2018

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Mai finzione fu più verosimile - e attuale: Studio Universal ha lanciato FEUD - Bette and Joan, la serie antologica in otto puntate dedicata alle rivalità più aspre nella storia. Il primo tassello si concentra sulla “lotta” che vede in prima linea le dive Bette Davis e Joan Crawford, inclini a detestarsi l’una con l’altra per quasi cinquant’anni di vita.

Firmata da Ryan Murphy - uno dei nuovi re Mida della tv americana, la mente che sta dietro a Nip/Tuck, Glee, American Horror Story, l’imminente American Crime Story sull’assassinio di Gianni Versace (che non pochi problemi sta sollevando da parte della famiglia dello stilista…) -, FEUD è, con tutta onestà, una delle visioni migliori degli ultimi anni.

In primo luogo: è attuale, come scritto in incipit, senza volerlo. In questi giorni, in cui il black dress delle attrici ai Golden Globe come risposta agli abusi dell’ambiente (e non solo) la fa da padrona sui mass media di tutto l’universo creato, FEUD amplifica la portata del suo messaggio ricordando come le due dive protagoniste, più che odiarsi, sono state aizzate dai maschi che stavano alle loro spalle.

Jack Warner, boss della casa di produzione omonima, Robert Aldrich, il regista di quel Che fine ha fatto Baby Jane?  che le ha unite sul set in un momento di disperazione dissacrante, i mariti, gli amanti, e via di seguito… Per tutto questo tempo avremmo potuto essere amiche?, recita il genio della recitazione Davis sul finale dell’horror di Aldrich, odiata-ammirata dalla rivale Crawford, la ragazza più bella del mondo - e sirena dello schermo magnetica, nonostante una vita privata da manicomio (nessun riferimento a Mammina cara, che noia…).

E poi, al di là di tutto, c’è FEUD. Una serie epidermica, cangiante, in apparenza compilativa: un ritratto impietoso di una Hollywood carnefice, che trova in Jessica Lange (Crawford) e Susan Sarandon (Bette Davis) due protagoniste straordinarie - affiancate da un supercast che comprende Alfred Molina, Stanley Tucci, Judy Davis, Jackie Hoffman, Alison Williams e camei di lusso come quelli di Kathy Bates, Sarah Paulson e, per la gioia dei cinefili, del regista John Waters nei panni del maestro della serie B William Castle (che diresse Crawford in Cinque corpi senza testa).

Otto puntate di magniloquenza e di rabbia, in cui si riflette sulla solitudine, sui rimorsi, sulle paranoie. Le faide non sono mai legate all’odio, sono legate al dolore, puntualizza nella prima puntata il premio Oscar Olivia de Havilland, interpretata da una scintillante Catherine Zeta-Jones. E sono legate al dolore anche nel caso di Bette e Joan. 
Tag:  Feud, serie tv, Bette and Joan, Women is the the New Black, Giuseppe Paternò di Raddusa,

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