Godless

Una città delle donne tra le polveri del West, di Giuseppe Paternò di Raddusa

di La Redazione

Pubblicato martedi, 3 luglio 2018

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È disponibile su Netflix, è stata ideata da Steven Soderbergh (e dallo Scott Frank autore tra gli altri di Minority Report di Spielberg e The Interpreter di Pollack), è il racconto – disperato e incantevole – di una città delle donne. Tra le polveri del West.

Si tratta di Godless, una delle serie più interessanti in circolazione. Avete presente Donne verso l’ignoto di William Wellman? Le donne di La Belle, la città di Godless, sebbene siano stanziali – e non in cammino – come quelle del film del 1951, sono altrettanto agguerrite, poco inclini al compromesso, fortissime.

Il ragionamento sulla femmina che è al centro di una serie western è certamente sacrosanto, ma lievemente anacronistico: in Godless la presenza femminile non è più soltanto la concessione politica da quota rosa. Piuttosto è un elemento ponderante, violento, extra-maschilista.

Le donne sono le uniche sopravvissute di una città mineraria dove gli uomini sono tutti passati a miglior vita; le donne, ancora loro, la difendono con forza dagli attacchi di violenti predatori che corrono tra le arsure del vecchio West cercando di generare odio e violenza.

Godless è una riflessione contemporanea che racconta di vicende femminili in un contesto da sempre incline a interagire solo con il maschio. Non vuole rivendicare nulla: soltanto riportare il tutto su un piano narrativo robusto, coinvolgente. Vi piacerà – non fosse altro perché nel cast ci sono Michelle Dockery di Downton Abbey (ah, la sua Lady Mary…), Merritt Wever di Nurse Jackie e il grande Jeff Daniels, nei panni di un fuorilegge alla disperata ricerca dell’ex amico che lo ha tradito (Jack O’Connell) e che ha trovato rifugio a La Belle.
Tag:  Godless, Netflix, serie tv, Giuseppe Paternò di Raddusa

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