Lady Dynamite: una serie cancellata (che vale la pena recuperare)

Women is the New Black, di Giuseppe Paternò di Raddusa.

di La Redazione

Pubblicato mercoledì, 31 gennaio 2018

Rating: 5.0 Voti: 3
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
 Lady Dynamite, disponibile su Netflix, è una serie americana – creata da Pam Brady e Mitch Hurwitz – che mette in luce un aspetto interessante.

L’autobiografismo, se trattato con lucidità e non in quanto mezzo espressivo fine a sé, funziona sempre.
Andiamo con ordine: perché tale assunto? Perché Lady Dynamite, brutalmente, è la sua protagonista, Maria Bamford, una stand-up comedian californiana che dà il nome al personaggio protagonista della serie e che non ha mai fatto mistero – lo rivelano i suoi sketch – di aver sofferto di una profonda depressione.

Lady Dynamite è il resoconto, tra passato e presente, di come il disturbo bipolare abbia condizionato la vita della protagonista – che si chiama, appunto, Maria Bamford.
Dialoghi e personaggi gioiosamente surreali accompagnano le due stagioni della serie: nel corso della prima Maria, dopo sei mesi di ricovero in un centro di recupero, decide di riprendere le redini della sua esistenza. Nella sua mente – e sulloschermo – scorrono intanto i flashback che rivelano dettagli fondamentali della sua vita, dai rapporti coi genitori a quelli con gli amici.

Lady Dynamite è una serie volutamente imperfetta, selvaggia, disordinata. Gioca sulla vulnerabilità del personaggio centrale e ne fa il punto di forza, sovvertendo ogni forma di pietismo e sputando fuoco su temi come depressione, ansia e suicidio.
Questo, però, non è bastato: i vertici di Netflix hanno cancellato la serie dopo le prime due stagioni. Val bene il recupero. 
Tag:  lady dynamite, serie tv, Women is the the New Black, Giuseppe Paternò di Raddusa

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni