Unbreakable - they’re alive, dammit!

Women is the New Black, di Giuseppe Paternò di Raddusa.

di La Redazione

Pubblicato giovedì, 1 marzo 2018

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Ideata da Tina Fey e Robert Carlock (la magica coppia dietro al geniale 30 Rock), prevista inizialmente per essere trasmessa sulla NBC e invece diventata in fretta un prodotto di punta di Netflix, Unbreakable Kimmy Schmidt.

Il lavoro di Tina Fey, forse una delle più interessanti autrici e interpreti comiche sulla piazza anglofona, è perfettamente in linea a 30 Rock e a Good News, l’altra serie di cui è produttrice esecutiva: un osservatorio parossistico e colorito sulle bizzarrie e le assurdità dei nostri tempi.

Kimmy Schmidt è, in questo caso, il nome della protagonista, reduce da quindici anni di prigionia dentro un bunker, “diretto” da un prete/santone/predicatore. La ragazza approda a New York City, dove fronteggia un bestiario di umanità che, serie dopo serie, compone i tasselli della sua nuova vita.

Kimmy ha il volto radioso di Ellie Kemper, interprete perfetta per raccontare l’ingenuità e il candore di unavittima a tutti gli effetti, una superstite di guerra che con gioia riscopre quanto il mondo possa essere crudele, è chiaro, ma anche divertente.

Al suo fianco si muovono la sua eccentrica padrona di casa (Carol Kane, strepitosa), un migliore amico ingombrante ed egocentrico (Tituss Burgess, la vera rivelazione della serie) e Jacqueline, datrice-di-lavoro, ricca socialite con un passato doloroso da nascondere, cui Jane Krakowski (già memorabile Jenna in 30 Rock) offre tutto il suo enorme talento.
Tag:  Women is the the New Black, Giuseppe Paternò di Raddusa, Unbreakable,

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