Consolle Rosashokking con LaDj

Brillante e intelligente, quando mette i dischi pensa a far scatenare il pubblico, ma anche alla salute dei giovani in discoteca. Questa settimana incontriamo Silvia Riolo, in arte LaDj, che scopriremo non essere da sola in consolle..

di Karin Tononi

Pubblicato sabato, 26 giugno 2010

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Silvia Riolo, LaDj
LaDj è nata a Catania dove tutt’oggi vive.
Artisticamente parlando, il suo percorso è iniziato dal teatro e, anche per questo motivo, vive la consolle come se fosse un palcoscenico.
Reduce dalla fantastica esperienza del WMC 2010 di Miami, sempre più spesso viaggia con i suoi dj set. E, nell’immediato futuro, è previsto per lei un tour che toccherà Tunisia, Turchia e Grecia, per terminare l’estate ad Ibiza.

Solitamente si esibisce in uno speciale dj set a 4 mani suonato in coppia con suo marito, Max Riolo, durante il quale, oltre a mettere dischi in simultanea, fanno animazione vocale multilingue e ricoprono il pubblico di gadgets.

Il genere che suona è dalla deep e tech house, fino all’elettronica con puntatine verso la commerciale. E ci svela che quando suona porta sempre con sé un portafortuna: la lampadina tascabile di Hello Kitty, rigorosamente bianca e rosa!


Karin VS LaDj

Karin: Ciao Silvia, come hai iniziato a diventare dj?
LaDj: Avevo 13 quando ho iniziato a frequentare i pomeriggi giovani in discoteca. Come le mie amiche guardavo sempre la consolle ma, a differenza loro - che più che altro volevano “farsi” il dj - io sognavo di “fare” la dj, desiderio che si è realizzato per amore, quando ho incontrato colui che sarebbe divenuto il mio compagno di vita e di lavoro: mio marito, il quale mi ha sottoposto ad un vero e proprio addestramento “militare”, per scongiurare il rischio di incappare in magre figure, come spesso accade in questo ambiente ai nuovi arrivati. E, per fortuna, ha funzionato.

K: Come vi siete conosciuti?
LaDj: Il destino ha congiurato un bel po’ per farci incontrare nuovamente, dopo che Max mi tagliò la strada in automobile, provenendo da uno stop, quando avevo 19 anni… Frequentavamo le stesse comitive, eravamo spesso nello stesso posto, ma nessuno ci aveva mai presentati; la svolta definitiva è avvenuta quando Max è stato chiamato dal mio editore per lavorare con me ad un programma radiofonico: non ci siamo più separati, recuperando il tempo perduto. Cinque mesi dopo eravamo marito e moglie.

K: Quindi si può dire che ti godi tutto l’amore della vita insieme?
La Dj: Sì, ed è bellissimo! Non capisco le coppie che “devono mantenere i propri spazi”, a mio modo di vedere non hanno scelto il partner giusto e cercano di allontanarsene per un po’. Quando condividi le stesse passioni, non ti pesa stare 24 ore su 24 con la persona che ami. Anzi, a ben pensarci, se ami qualcuno le passioni non hanno poi così tanta importanza, basta la persona in sé.

K: E come vivete il rapporto di coppia in consolle?
LaDj: Esattamente come in ogni altro momento della giornata. C’è molta complicità e, grazie al fatto che ci somigliamo molto anche nel carattere, l’intuito ci permette di sentire “a pelle” cosa sta facendo (o sta per fare) l’altro.

K: Come vi preparate per la serata? Chi prepara i dischi?
LaDJ: Se suoniamo in coppia, ai dischi pensa rigorosamente Max. Chi lo sente se mi dimentico una traccia che vuol suonare, e non la trova! Per ciò che riguarda i preparativi in generale, abbiamo le nostre routine scaramantiche. Te ne racconto una: non usciamo mai di casa per andare a suonare o non partiamo mai per un tour, senza che la nostra gatta abbia prima fatto la cuccia in cima alle valigie ed alle flight cases. Ci porta fortuna!

K: chi di queste coppie musicali vorresti sentire in consolle: Annie Lennox e Dave Stewart o Jennifer Lopez e Marc Anthony?
LaDj: Tra le due coppie, senza dubbio la Lennox e Stewart, ma mi piacerebbe tanto vedere Francesco Totti e Ilary Blasi! “Ahò, che vor’ dì mixer? Non stamo mica a fà lo zabajone!”

K: Tra gli Ex? Pink con l’ex Carey Hart o Dita con Marilyn Manson?
LaDj: Direi Dita e Manson, più che altro per capire cosa potessero avere in comune ai tempi del loro matrimonio…

K: Il tuo rapporto con “il viaggio”? Dato che suoni spesso anche all’estero..
LaDj: Io adoro viaggiare, il mio primo aereo l’ho preso quando avevo solo 2 mesi! Ovviamente non posso ricordarlo, ma ho conservato il biglietto. Da allora ho viaggiato tantissimo, visitando mete consuete come la Francia o l’Inghilterra, ma anche inusuali come la Giordania.

K: Quella della dj donna è una figura molto richiesta. Secondo te ci sono ancora distinzioni tra uomo o donna dj? Possiamo dire che l'importante è la musica, o fa ancora differenza il sesso in consolle? (Topless dj a parte..)
LaDj: Per me non c’è mai stata una distinzione. In quanto lavoro, un uomo ed una donna possono svolgerlo allo stesso modo ed anche con lo stesso gusto musicale. Purtroppo in Italia si pensa alle donne dj come a bamboline decorative per fare scena e non si cerca la qualità della loro performance. Io, naturalmente, in quanto donna, amo presentarmi al meglio, ben vestita e curata nei minimi dettagli. Ma poi mi piace che, quando inizio a suonare, il pubblico si dimentichi del mio aspetto perché catturato da quello che so fare dietro ad una consolle.

K: Quanto "rosa" c'è nel tuo quotidiano?
LaDj: Faccio prima a dirti cosa non ho, di rosa.. Praticamente tutto quel che è stato fabbricato in questo colore lo compro e, se ancora non esiste, dove possibile, lo faccio realizzare appositamente! Come la mia nuova Smart, creata in Flamingo Pink apposta per me. Del resto, dopo “mamma”, “rosa” è stata una delle prime parole che ho pronunciato!

K: Il tuo look in consolle?
LaDj: Rosa ad oltranza, tempestato di paillettes, lustrini e strass. Li ho persino sulle cuffie e sulla flight case.. Adoro l’effetto che danno con le luci della disco! Comunque, abbigliamento rigorosamente comodo e “testato”, affinché nulla si sposti o sia scomodo quando mi scateno in consolle.

K: Tu e Karin DePonti siete 2 donne dj testimonials di un progetto musicale che vuole contrastare l’abuso di alcol, fumo e droghe nelle discoteche, insieme all’alta velocità sulle strade. “Non Fuma” è il titolo del brano d’esordio di Pink Trilly. Com’è nata questa collaborazione tutta al femminile?
LaDj: Grazie all’intuito di Riccardo Sada, giornalista musicale da sempre impegnato nel sociale, puntando su uno slogan semplice e di facile impatto che facesse presa sui giovani, per sensibilizzarli ed aiutarli a comprendere che, quando si gioca con la salute facendo uso di alcool e stupefacenti, non c’è modo di tornare indietro. Così come non si deve rischiare la propria vita e quella degli altri mettendosi a sfrecciare ad alte velocità quando non si è in grado di capire quel che si sta facendo ed i rischi che si corrono.

K: Puoi consigliarci 10 brani (titolo + artista + anno di uscita + genere musicale) da mettere nell'ipod, "rosashokking" naturalmente!

LaDj: Con piacere! Noterete che amo tutti i generi musicali…
Future Brain - Den Harrow (1985 - Italodisco)
From Disco 2 Disco - Whirlpool Production (1996 - House)
I Say Yeah 2010 Max Riolo Rmx- Stefano Secchi feat. Orlando Johnson (2010 - House)
Love Generation - Bob Sinclar (2005 - House/Dance)
Superman - R.E.M. (1986 - Pop/Rock)
Independent Love Song - Scarlet (1995 - Pop)
Labyrynth – Elisa (1997 - Pop)
Tra palco e realtà – Ligabue (1997 - Pop/Rock)
It's My Life - Bon Jovi (2000 - Rock)
Mini Skirt – LaDj (2010 - House)



Guarda il video da You Tube con alcune delle serate di LaDj


 
Tag:  LaDj, Max Riolo, Hello Kitty, WMC 2010 di Miami, Riccardo Sada

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