Dj Fabrizia in consolle

La sua passione per la musica l’ha portata a vivere a Londra. Oggi l’italianissima dj Fabrizia suona in locali e party di tutto il mondo e questa settimana è ospite della nostra Consolle Rosa Shokking

di Karin Tononi

Pubblicato sabato, 5 novembre 2011

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Fabrizia Corsi, in arte semplicemente Fabrizia, nata a Trieste nel 1980, vive a Londra, per l’esattezza a Shoredich, il quartiere dei "party" e dell'arte "sperimentale". In consolle suona il genere House, precisamente Tech House, Techno e Tribal House. Negli ultimi tempi suona spesso al Café 1001 di Londra e al Public Life (un vecchio bagno pubblico sotterraneo riconvertito e situato davanti a una chiesa). In consolle si sente istintiva e la vive come un tutt'uno con la musica e la gente che le sta davanti. Indossa sempre un braccialetto in pelle nera e gli occhiali da sole: “Sono quelle cose che, quando mi accorgo di non averle con me, corro a casa a prendere”. Vive ciascun dj set come se, ogni volta, dovesse partire per un'avventura. Pronta a tutto, “In consolle mi piace stupire”, conferma!


Karin vs Fabrizia dj

Karin: Ciao Fabrizia, da un grande amore per la musica, a un percorso internazionale come dj. Ci puoi raccontare come questo sogno sia diventato realtà?

Fabrizia: Ogni weekend, per anni, ho viaggiato ovunque per inseguire le serate più belle e i miei dj preferiti. Non bastava mai, non ero mai stanca. Finché un giorno, come se mi fossi svegliata da un lungo letargo, ho capito cosa volevo fare nella mia vita e ho cominciato a sentirmi felice. Un mio carissimo amico, ora noto come dj Simon Adams, quando gli confessai la mia passione per la musica house mi chiese subito se volevo imparare a suonare. Allora ci eravamo appena conosciuti, nell'estate del 2004. Stavo ancora finendo la tesi di laurea, ma gli dissi subito di SI. Da quel momento la mia vita è cambiata, al pari di obiettivi e personalità. Come regalo di laurea ho ricevuto una colletta per comperare giradischi e mixer. Per un paio di mesi sono andata regolarmente a lezione da Simone, quindi mi sono laureata, ho fatto le valigie per Londra, ho "nascosto" 20 dischi e cuffie nella borsa e sono partita, ufficialmente per fare un corso d'inglese. Avevo un biglietto senza ritorno... Dopo un mese avevo già conquistato le mie prime date per suonare. Ho letteralmente bussato alle porte dei locali chiedendo se serviva un dj. Avevo accettato lavoro come barista in un locale a Soho solamente perché avevano il giradischi. Quindi andavo qualche ora prima al lavoro per esercitarmi. La fortuna ha voluto che il manager del club di fronte a quello in cui lavoravo, sbirciando dalla finestra, mi avesse notata suonare. All'epoca non c'erano molte ragazze DJ e non avrei mai avuto molta credibilità se non mi avesse vista con i suoi occhi. Per quattro anni ho fatto la dj nello stesso locale nel cuore di Soho come resident, ogni settimana. A quel punto da cosa è nata cosa. Ho conosciuto tutti in quel piccolo club. Si è sparsa la voce e attualmente ho già fatto il giro del mondo.

K:Quanto tempo ci hai messo per imparare a suonare?
F: Circa due anni. Avendo cambiato tanti locali ho fatto molte ore alla consolle. Forse troppo? Bè, sono molto critica con me stessa!
 
K: Ci puoi raccontare com'è la tua consolle? Dove si trova in casa? Rivelaci qualche chicca per conoscere la tua personal-postazione.
F: Ehm, non suono mai a casa, mi annoio da morire senza pubblico. Infatti devo far pulire i giradischi che sono parecchio impolverati.
 
K: Quanto ti sta dando Londra in merito al tipo di musica che suoni?
F: Ho scelto Londra perché sono convinta che se riesci a realizzarti qui, poi puoi andare ovunque. È il posto più difficile da affrontare per un DJ (e non solo), c'è la competizione maggiore di qualsiasi altro luogo. Solamente così però si impara in fretta: gli stimoli musicali e le opportunità sono infinite.
 
K: Vivi il club anche come clubber ?
F: Poco, ma il primo mese che sono stata qui li ho provati un po' tutti. Se vuoi ascoltare buona musica devi abbandonare il tipo di club "glamour" in stile Italiano. Più ti allontani dai posti commerciali e lussuosi e ti avvicini ai luoghi oscuri, nascosti e meno pretenziosi, più la musica è interessante e sperimentale. Spesso sono proprio delle stanze uniche, nere, senza posto da sedersi, solo con un bar che serve drink in bicchieri di plastica. Ciò che crea l'atmosfera sono le luci, la musica e la stravaganza delle persone che partecipano alla festa.
 
K: Donne dj: l'Italia vs Uk.  Chi vince?
F: Purtroppo penso che l'Italia non sia nemmeno paragonabile alla scena UK dal punto di vista delle DJ femminile. In Italia non ci sono tante occasioni per trovare il proprio spazio e suonare ogni settimana davanti a un pubblico molto diverso, come a Londra. Quando parlo di Italia intendo comunque le mie zone. Magari a Milano, Roma o in riviera romagnola è diverso.
 
K: Quale viaggio- djset non dimenticherai mai?
F: Diciamo che non scorderò mai nessuno dei miei set all'estero. Sono stati tutti esperienze unica per vari motivi. Quello che forse mi ha lasciato il più bel ricordo è stato un set ad un party privato...con 2000 persone in una spiaggia vicino ad Alessandria d'Egitto. C'era un atmosfera unica. L'organizzatore del party era anche un mio carissimo amico, quindi mi sono sentita davvero a casa. All’estero in molti posti la gente è più ricettiva che a Londra, perché non c'è la stessa scelta di locali ed eventi. Quindi appena c'è qualcosa di diverso la notizia gira molto velocemente ed è più facile diventare popolari. Mi hanno considerato una celebrità perché tutti avevano già avuto notizia del mio arrivo. C'erano foto mie ovunque, e tutti volevano avere una foto con me. Ho dovuto nascondermi in Facebook per settimane. E a distanza di un anno ricevo ancora messaggi dalle persone che erano al party, le quali mi chiedono di tornare. Una soddisfazione unica per me.
 
K: L'altro lato di Fabrizia, ti piace cucinare? Come sei nel quotidiano?
F: Adoro cucinare. Mi rilassa tantissimo. Sono iper salutista e sto molto attenta a cosa compro e cucino.
 
K: I tuoi piatti preferiti?
F: Goulash, cozze alla marinara, cheviche di pesce (piatto messicano), insalata di papaya (piatto vietnamita).
Da cucinare: Cucino spesso veloci stir fry orientali di verdure con carne o pesce e riso integrale;
Da suonare: Tribal house;
Da mangiare: Cucina vietnamita;
Da ascoltare: Chill out/deep house.

K: Qual è il tuo stilista preferito?
F: Da quando ho iniziato a suonare ho un po' tralasciato la passione per la moda. Anche perché a Londra non importa molto cosa indossi. Comunque mi piace Dolce & Gabbana. Qui adoro i vestiti di Religion ( una piccola catena di 3 o 4 negozi con uno stile molto trendy, adatto alla notte).
 
K: Per una dj donna cosa IN e cosa OUT?
F: IN essere gentile, rispettosa e professionale con il dj prima e dopo di te; guardare e considerare il pubblico. OUT essere troppo pieni di sé atteggiandosi da diva, da modello o da oca giuliva, suonare ubriache (sfatte), non degnare di uno sguardo o di un sorriso il pubblico.
 
K: Quanto è importante per te il look quando suoni?
F: Direi parecchio, il mio "trade mark" sono gli occhiali da sole e i tacchi, sempre. Di solito cerco di lasciare le braccia o spalle scoperte, perché non si vede altro dietro la consolle, dato che sono piuttosto minuta. Cerco sempre di vestire semplice, ma con qualche accessorio. Mai con vestitini o colori da bambolina sdolcinata, tipo barbie.
 
K: Hai notato se tra le clubber inglesi va di moda un particolare accessorio?
F: A seconda dal tipo di locale e musica c'e la tendenza a indossare cose diverse. Ma non è come in Italia. Non c'e l'accessorio della stagione che se non hai sei OUT. C'è molta più libertà, il che porta spesso a mettere un’accozzaglia di cose che non centrano niente l'una con l'altra. Molte poi sono diventate di moda un po’ per necessità. I leggings per il clim, ad esempio, almeno puoi indossare più spesso abiti o pantaloncini corti con i sandali. I top tipo baby doll, o comunque larghi, sono sempre in voga perché aiutano la linea. Quest'anno dopo il matrimonio reale c'e stato il boom dei vestiti verde, soprattutto nei locali eleganti. Anche il decolté color carne. Vanno molto gli anni quaranta al momento, quindi ci sono tante ragazze che usano il rossetto rosso fuoco e i capelli raccolti in stile molto Dita Von Teese. Tantissime fanno uno chignon effetto cipolla, che non credo prenderà piede in Italia...
 
K: Hai qualche progetto per quest'anno?
F: Produrre più musica possibile ed eventualmente andare qualche mese all'estero per suonare, se si presenta l'opportunità giusta. Faccio parte di Starbelle che è una collective di donne dj e musiciste. Uno degli scopi principali è di promuovere residency e serate alle ragazze del gruppo.

K: Puoi consigliarci 10 brani da ascoltare nel nostro ipod rosa shokking?
Koen Groeneveld & Addy Van Der Zwan “Wheep!” (2011 – minimal house)
Oliver Klein ”Suspenders” (2011 – house)
Electric Tango “Sax Story” Dino's Original mix (2011 - house)
Metro Area “Miura” (2002 – deep house)
Andy Cato “La Luna”  (2006 – tribal house)
Swimming Places “Julien Jabre” (2005 - house)
David Amo, Julio Navas & Mar-T “People From Ibiza” Terrace mix (2011 – progressive house)
Flight Facilities ft Giselle “Crave You”  (2010 – electro/house)
Jason Bye “Pac Jam” Extra Play mix (2010 - dance)
Dark Society “Porn Rouge” (2011 - house)


Fabrizia dj sul web:
Tag:  Dj Fabrizia, dj donna, house, Londra

Commenti

08-11-2011 - 06:36:52 - Paola Bassanese Energya
E' piu' o meno un anno che seguo DJ Fabrizia a Londra e devo dire che le sue serate sono fantastiche e coinvolgenti. Brava Fabrizia!
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