Riccardo Sada, autore del libro Ladyjay, in consolle Rosashokking

In uscita in tutto il mondo un libro made in Italy dedicato alle donne dj con interviste, storie e immagini. Tra le protagoniste: Asia Argento, Ellen Allien, Miss Kittin, Sonique, Tanya Vulcano, Lisa Lashes, Monika Kruse e molte altre! Ladyjay: 'uno schiaffo ai pregiudizi, una carezza al vinile'

di Karin Tononi

Pubblicato sabato, 3 dicembre 2011

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Una postazione sulla quale fino a qualche anno fa troneggiava solo il fiocco azzurro, negli ultimi tempi ha visto aumentare la presenza in rosa. Donne diventate “di moda”, le “donne dj”.
 
Le dj, si sa, ammirano e si ispirano ai colleghi maschi, che spesso però sembrano non avere troppa fiducia in loro. Esistono comunque le eccezioni: c’è chi in loro ci crede e s'impegna come “insegnante”.
 
E molte donne dj non deludono le aspettative, dimostrando che in consolle sanno emanare, con professionalità, energia (non solo attraverso la tecnica e la selezione musicale, che restano in ogni caso elementi fondamentali per un buon dj-set), creatività, stile, sensualità e curiosità. Donne che ancora una volta si dimostrano multitasking: dj, madri, mogli, lavoratrici, producer, imprenditrici, le quali ottengono sempre più spesso un successo più che meritato.
 
Riccardo Sada, autore del libro Ladyjay, non si è ancora fermato nello sviscerare e scoprire questo mondo, sarà perché giornalista, o perché appassionato da sempre nel mondo del djng. Basta leggere il suo curriculum per averne la prova: dal '91 inizia a produrre brani dance e nel '95 pubblica il libro “La Storia della House Music”; nel ’96 è Dance Communication Manager della casa discografica Media Records, nonché inviato per l’organo ufficiale dell’Associazione Italiana Disc Jockey, Jocks Mag, e collaboratore di Trend. Direttore di thedanceweb.com e di altre testate, scrive e ha scritto per Discoid, DiscoMix, Tendence, Tutto Musica & Spettacolo, Kiss Me, Acid Jazz, New Age, Trax, Match Music Magazine e Beat. Nel ’98 è addetto stampa di Shibuya Superclub; nel 2001 è autore per la trasmissione televisiva Underground Café, in onda su Odeon Tivù. Quindi nel 2002 è tra gli inviati speciali di “Welcome To The Jungle” su Rin - Radio Italia Network. Successivamente diviene vice caporedattore della rivista Musicgel, contenuta nel mensile All Music Magazine, e nel 2004 scrive il libro sulla house music “Houseology”. Sino a giugno 2011 è stato promoter delle iniziative radiofoniche e label manager del dj Joe T Vannelli e attualmente è corrispondente per il “Provenzano Dj Show” sull’emittente m2o, oltre che collaboratore dei mensili DJmag Italia, Nightlife, caporedattore del settimanale Stadio 5 e direttore di Jocks Mag.

E arriviamo dunque ad oggi, dicembre 2011, con l’aggiunta della sua ultima “creatura”: Ladyjay, un libro da lui scritto, composto e mixato. Detto ciò, benché sia un maschietto, non potevamo non averlo come ospite d’eccezione della nostra rubrica Consolle Rosashokking!


Karin vs Riccardo Sada
 
Karin: Ciao Riccardo! Quando e come ti sei avvicinato al mondo della consolle in rosa e quindi alle donne dj?
Riccardo Sada:Mi sono avvicinato nel ‘96, quando approdai in Media Records, una forte indie label bresciana. Ai tempi a seguire la house c’era Babayaga, una dj che conobbi nel ’90 al Celebrity di Binasco: a Brescia faceva la talent scout. Mi venne in mente subito una compilation di brani di sole donne dj, mixata ovviamente da una dj. Ero troppo avanti, probabilmente: di quindici anni. Ma alla fine ce l’ho fatta e oggi è allegata al mio nuovo libro, “Ladyjay”.

K: Il tuo lo consideri più un amore per l’arte del djing, per la musica o per il clubbing?
Riccardo Sada: Le tre cose sono confinanti: la musica abbraccia il djing e il clubbing. È passione, comunque. E senza questa non fai strada.

K: Perché hai sentito la necessità di dedicare un libro alle donne dj?
Riccardo Sada: Perché nessuno ci aveva mai pensato. Le donne spesso nel clubbing passano per le più deboli e serviva qualcuno che le facesse conoscere per il loro vero aspetto, quello interiore. Non c’era un libro sulle donne dj e così l’ho scritto io.

K: Hai vissuto i loro dj-set più come clubber, cogliendo l'energia del loro set, come osservatore attento al suono e alla tecnica (da produttore musicale) o con curiosità giornalistica?
Riccardo Sada: Anche in questo caso mi sono calato in tutti e tre gli aspetti. Molte di loro hanno una carica aggressiva e sensuale che è davvero energia unica, allo stato puro, e alcune sono dotate di grande tecnica. La curiosità giornalistica non ha fatto altro che incentivare la mia avanscoperta.

K: Il logo di Ladyjay è rosashokking, complimenti per la scelta del colore...
Riccardo Sada: Grazie. Ho la casa arredata tutta di quel colore. In gergo tecnico è un magenta saturato: è il Ral 4010, nella tabella dei colori. Qualcuno lo chiama anche… tele magenta. Simpatico, no?

K: Quando hai iniziato a scrivere Ladyjay?
Riccardo Sada: Le prime righe, mah, penso verso il 2004, poi altri pensieri nel 2006 dopo l’uscita del mio secondo libro, “Houseology”. Dal 2007 mi sono messo di buona lena e di mese in mese, di dj in dj, nel 2011 l’ho terminato.

K: Tra i capitoli ce n’è uno dedicato alle loro stranezze: ce ne puoi svelare qualcuna?
Riccardo Sada: Il 2005 è stato l’anno del boom, parecchie dj erano nella Top 100 di DJmag e in seguito si è sviluppato un fiorire di associazioni e manie varie. Penso che a breve la cosa si ripeterà. Quest’anno, invece, nessuna dj presente nella prestigiosa classifica. La cosa è ciclica.

K: Fare la dj o essere una dj: come si può definire? Un lavoro, un ruolo, un’arte innata?
Riccardo Sada: Dipende chi, cosa, quando, dove, come e quando lo fai. Artista era Michelangelo o Raffaello, forse. Ma non è detto che da una consolle o da uno studio di registrazione non possa nascere qualcosa di stravolgente. Allora è arte. E poi è tutta soggettività.

K: Come lo vedi attualmente lo scenario femminile in consolle? E in futuro?
Riccardo Sada: Vedo un bivio, una diga. Da una parte le belle che vogliono essere brave. Dall’altra, le brave che vogliono essere belle. Perché una dj è, secondo me, un dj (ovvero un maschietto) che… può avere una marcia in più.

K: Una donna dj, che vuole farsi notare nel suo lavoro, quando secondo te riscontra il giusto riconoscimento e inizia quindi a entrare nel circuito del club?
Riccardo Sada: Quando dall’altra parte ci si accorge che c’è fermento. Quando dico… dall’altra parte, mi riferisco all’altra parte rispetto al mixer, alla gente che sta in pista, sino ad arrivare agli adepti che stanno dietro alla scrivanie e che voglio scritturarti per una prestazione. Direi di evitare di prendere in considerazione i social network e anche i media in generali, che possono essere conquistati a suon di denaro. Per farti conoscere serve passione, deleghe, lavoro, costanza, sostanza, stile, metodo, energia. L’energia che spreca una dj per disapprovare il sistema può essere convogliata meglio, magari nella fase creativa e organizzativa. Poi, se bari con gli altri, bari con te stessa. Non esistono la fortuna e la sfortuna: la vita e soprattutto il business sono terreni.
 
K: Ci sono donne dj che si dedicano al 100% a questo lavoro? Come riescono a conciliare consolle e famiglia? E secondo te i dj uomini come vedono le colleghe donne? Riconoscono il valore delle loro capacità?
Riccardo Sada: Ci sono parecchie donne dj che si dedicano totalmente al lavoro di dj anche in Italia, ma parecchie stanno all’estero. Questo perché, al di là dei miti televisivi nostrani, tutto ciò che appartiene all’intrattenimento nel nostro paese è considerato una specie di hobby. Se sei un cantante, ti chiedono che mestiere fai in realtà nella vita di tutti i giorni. E non è rispettoso ciò. Sono poche invece le dj che riescono a conciliare famiglia e lavoro, perché la notte ti strappa l’anima, è l’inferno, è ritmo, è trasgressione, è a volte pericolo, è poca lucidità e tanta perdizione. Sono elementi, questi, che mandano in frantumi, se non prima dopo, qualsiasi coppia: le vere dj suonano sempre e di notte e nel pomeriggio sono obbligatoriamente in studio a lavorare, quando avrebbero tempo per fare le brave mogli o le mamme attente? I dj maschi vedono le colleghe come elemento di disturbo: spesso si fidanzano, ma le storie non vanno avanti per scontri magari inerenti ad aspetti tecnici ed artistici e non personali. Il dj, in modo particolare quello italiano, vede la dj come fumo negli occhi, cosciente che solo lei ha quel valore aggiunto, cioè grazia, sensibilità e sensualità, che fa spesso la differenza. I dj ridono quando si trovano davanti una scappata dal Grande Fratello e intenzionata a fare la dj. Ma si disperano quando arrivano certe valchirie dalla Germania o dall’Inghilterra che sono capaci musicalmente di spezzarti le gambe durante una serata. Preciso comunque che doti come grazia, sensibilità e sensualità a volte affossano la performance di una dj quando questa commette un errore: con difficoltà riuscirà a riprendersi. L’uomo è più impulsivo e meno riflessivo: cade e si rialza. L’uomo riconosce il valore delle brave dj, ovvio: ma è un pensiero che si tiene ben stretto. Non lo condivide.
 
K: Cito dall’'intervista fatta a dj Colette per questa rubrica: "Il rapporto tra dj uomo e dj donna è ancora piuttosto ridicolo, ma considerando quanto lontano siamo arrivate, è bello vedere sempre più donne dietro la consolle".C'è qualche episodio che vuoi raccontarci di alleanza in consolle tra i sessi?
Riccardo Sada: All’estero c’è poca distinzione morale e culturale su donne o uomini dj. Si sente parlare di djane e djette, dipende dalla nazione. Solo una semplice distinzione, che comunque fa poca differenza. È come stare davanti alle porte della toilette. Dove entri? Ma l’arredo dell’interno è identico. L’igiene no: c’è allora qualcosa che ci differenzia. La parità dei sessi deve essere una parità morale. Ma si accetti la diversità fisica. Colette magari non frequenta club underground, dove le luci sono lontane dalla consolle, dove non puoi barare con un mixato già pronto. Tu sei lì e il pubblico dall’altra parte: in mezzo, solo la tua musica. Quella fa la differenza.

K: Qual è il paese che si difende meglio a livello di donne dj e perché?
Riccardo Sada: La Germania, oggi. E l’Australia un domani. La Germania, e la Merkel lo insegna, è meno bigotta e più intraprendente di stati come Usa o similari: dà chance indipendentemente dal fatto che tu sia carina o meno. C’è una meritocrazia quasi… punk. L’Australia invece contagia da mesi il mondo (con le Nervo, Dj Sassy, Sarah Main, Michelle Owen) e fa quello che avrebbe dovuto fare il Regno Unito: buzz.

K: Quale djsetin rosa non dimenticherai mai? Perché?
Riccardo Sada: Miss Kittin ai Magazzini Generali di Milano, perché una che suona a piedi nudi, s’incazza col pubblico che la boicotta e spegne il mixer, che canta col microfono su basi create ad hoc, beh, è geniale. Lei è la Joan Baez della consolle. Poi Ellen Allien, padrona sempre della situazione. Infine, Manuela Doriani, che è un Tir, un mulo: non la ferma nessuno. Tre vulcani, a loro modo.

K: Puoi farci una classifica, sulla base del tuo gusto personale, di dj in rosa suddivise per paesi? Chi ritiene possa meritarsi “il primo posto” e perché?
Riccardo Sada: Certo:
Usa:DJ Rap, perché è un po’ un mito, mette quasi in soggezione.
Giappone:DJ Licca, davvero stravagante nella scelta del look.
Olanda:100% Isis e Shinedoe, che sono quasi complementari come sound.
Spagna:Tanya Vulcano, da Ibiza con calor e con un groove balearico.
Canada:Misstress Barbara, una leggenda.
Romania:Claudia Cazacu, scappata da casa ora è regina della trance.
Germania:Ellen Allien e Miss Kittin - anche se la seconda è nata in Francia - mitiche soprattutto insieme.
Inghilterra:Smokin Jo, una puledra mai domata, e Sister Bliss, dj e componente dei Faithless.
Francia:DJ Diamond, che è finita su Playboy, e sa suonare molto bene. Si può essere brave e belle allo stesso tempo.
Africa:DJ Syren, la più credibile
Brasile: K-Milla, niente samba, solo elettronica.
Australia: le Nervo, che sono due sorelle gemelle lanciate da Armin e poi Guetta: uniche.

K: Per una dj donna cosa è IN e cosa è OUT?
Riccardo Sada: Può essere “IN” un valore aggiunto qualsiasi. È “OUT” invece non essere se stesse. Spesso alcune sono state smascherate.

K: Lo stilista che secondo te è più adatto a vestire una dj?
Riccardo Sada: Dipende dal volto, dal target. Non c’è una donna uguale all’altra sulla terra e quindi non esiste una dj uguale all’altra nel clubbing. Sono uniche. E dovrebbero farselo da sole il guardaroba. Sono creative. Personalmente, le vedrei vestite con abiti H&M. Niente griffe, niente alta moda, niente tacchi. Scarpe da tennis e via.

K: Ci racconti in breve i vari progetti che hai in attivo con Ladyjay?
Riccardo Sada: Il libro “Ladyjay” esce a metà dicembre. Sul mio canale Youtube SadaTV se ne parlerà a giorni. Intanto proseguo la direzione di alcuni periodici, scrivo articoli per mensili, scrivo libri (uno anche su come diventare dj che uscirà a febbraio 2012) e produco brani musicali. Ce n’è di carne al fuoco!

K: Al libro è allegata una compilation di tracce prodotte da donne dj e mixata da una donna dj che è stata ospite anche della nostra rubrica, Manuela Doriani (anche curatrice della prefazione del tuo libro). Puoi elencarci la tracklist?
Certamente.
  1. Chiara Robiony & The Axcess - Monday You Leave Me (The Axcess Mix)
  2. Janet - Lesbian (Andrea Tigli Remix)
  3. Sydney Blu - Give It Up For Me (Deadmau5 Remix)
  4. Barbarina DJ - Burla! (Original Mix)
  5. Giulia Regain - My Son Is Crazy (Original Mix)
  6. DJ Layla feat Alissa - Single Lady (Radio Edit)
  7. Karin De Ponti - Charlie Is Back (Bosley 99 Remix)
  8. Manuela Doriani presents La NaNa - Na Na (Guby Dogmaphia Rmx)
  9. Niki Belucci - Get Up (D.O.N.S. & DBN Meeting at The Beauty Salon Main Mix)
  10. Babayaga - Osaka Punk (Club Mix)
  11. Ninfa - My Babe Left Me
  12. Simona Gee feat.F.C.hacket - I Have A Dream (Iron Hammer Alternative Remix)
  13. Paola Peroni - Trip On The Moon
  14. Silvia Riolo a.k.a. LaDj - Feel The Difference (Original Mix)
  15. DJ Monique - Destination Universe
  16. DJ Lady Jam Jam - The Phuture (N+K Workin' Remix)
  17. Stefy NRG - The Promise You Made
Bonus track: DJ Kristyn - Feel So Boom (Radio Edit)


Riccardo Sada nel web:
Tag:  Riccardo Sada, Ladyjay, libro, dj donne, giornalista musicale, produttore, Manuela Doriani

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