Il gioco d’azzardo si tinge di rosa

di La Redazione

Pubblicato lunedi, 28 gennaio 2019

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Nella storia del gambling, termine che gli anglosassoni impiegano per indicare il gioco d’azzardo, c’è spazio anche per l’altra metà del cielo, vale a dire le donne.

Da sempre l’uomo, in questo caso inteso come specie, scommette sull’esito di eventi futuri. Siano essi d’origine naturale oppure da lui stesso architettati. Ma le prime notizie certe su gruppi di donne che trascorrevano parte del loro tempo giocando d’azzardo le rintracciamo soltanto nell’Inghilterra del XVIII secolo. Ovviamente si trattava di signore facenti parte dell’aristocrazia. Il tempo libero per la maggior parte delle persone è, difatti, un’invenzione recente, dello scorso Novecento. Non abbiamo cognomi certi a proposito di queste signore, di sicuro sappiamo però che furono indicate con l’appellativo di “faro ladies”. Perché? Semplice, il faro era un gioco di carte importato oltremanica dalla Francia e popolare all’epoca quanto il poker.

Per i primi nomi certi dobbiamo però aspettare solo qualche decennio e, per così scrivere, attraversare l’oceano Atlantico.

E’ nel polveroso west che si fanno largo tre figure arrivate fino ai giorni nostri: Poker Alice, Calamity Jane e Madame Mustache.

Alice Ivers, era una ragazza d’origine britannica, almeno stando ai suoi racconti, che aveva imparato a giocare a carte semplicemente osservando il marito ai tavoli dei saloon. Rimasta vedova decise di trasformare il gioco nella sua fonte di reddito. Insomma, una sorta di giocatrice d’azzardo professionista ante litteram. Il suo nome, che ben presto divenne Poker Alice, spopolò nelle città del Colorado e del New Mexico.

Di Martha Jane Canary-Burke è stato scritto tutto e il contrario di tutto. La prima donna pistolero, capo mandria, avventuriera, pare avesse un debole anche per il tavolo verde.

Sulla provenienza di Eleanor Dumont, alias Madame Mustache, le notizie sono contrastanti. Per qualcuno era d’origine francese. Per altri era nata negli Stati Uniti d’America, ma in una città, New Orleans, dove i francesi erano di casa. Diventò famosa per la capacità di guadagnarsi da vivere giocando al blackjack o agli altri giochi tipici dei saloon e che oggi ritroviamo in parte anche su casino.netbet.it. Soprattutto è conosciuta per avere aperto a Nevada City il “Vingt-et-Un”. Come recitava un’inserzione pubblicitaria su un giornale locale, si trattava del “best gambling emporium in northern California”, vale a dire il “miglior emporio per il gioco d’azzardo nella California del nord”. Al suo interno, da regolamento, erano ammessi soltanto gli uomini ben curati e ben educati.

A concludere la nostra carrellata non poteva mancare un aneddoto che chiama in causa la disposizione delle slot machine nei moderni casinò.

Queste macchinette si trovano quasi sempre agli ingressi o nelle prime sale poiché furono introdotte come sorta di passatempo per quelle moglie o fidanzate che avrebbero accompagnato la propria dolce metà a giocare una mano a poker, blackjack o tentare la sorte alla roulette.
Tag:  casinò, poker, gioco d’azzardo, Poker Alice, Calamity Jane, Madame Mustache

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