Intervista a Jessica Cibin, concorrente di The Apprentice

Una laurea alla Winchester University e un posto da titolare in un’agenzia di recruiting di modelli, hostess e interpreti, Jessica ha voluto intraprendere una nuova e stimolante esperienza, partecipando al programma trasmesso su Cielo

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Photo by Tiziano Marcoccia
Molti dei nostri lettori avranno certamente già visto, sul piccolo schermo, questa ragazza: si tratta di Jessica Cibin. Milanese doc e classe 1986, ha partecipato al talent show The Apprentice, in onda tra settembre e ottobre 2012 sul canale Cielo.

Il programma, condotto da Flavio Briatore con il supporto di Patrizia Spinelli e di Simone Avogadro di Vigliano, è costruito sul format statunitense creato da Mark Burnett insieme con Donald Trump: in questo reality, quattordici concorrenti – spesso uomini e donne d’affari con professioni già ben avviate – si cimentano in numerose sfide per avere l’ambita possibilità di lavorare alle dipendenze del “boss”, appellativo con cui i candidati si riferiscono a Briatore, ottenendo uno stipendio da capogiro. Solo a uno di loro, colui che supere indenne tutte le prove, può essere data questa chance. L’edizione 2012, la prima e finora l’unica trasmessa in Italia, è stata vinta da Francesco Menegazzo, ma tra i concorrenti si è fatta notare anche Jessica, purtroppo eliminata dopo cinque puntate.

Nonostante la sua giovane età, Jessica si è laureata in Psicologia alla Winchester University e si è fatta strada nel mondo imprenditoriale dando vita a un’agenzia di recruiting di modelli, hostess, interpreti e promoter, la The Choice srl.
 
Poi è arrivata l’esperienza di The Apprentice, che ha vissuto come uno stimolo ulteriore per migliorare le proprie capacità professionali e manageriali.
L’abbiamo incontrata e ci siamo fatti raccontare della sua permanenza all’interno del programma televisivo.

Cara Jessica, innanzitutto grazie di aver accettato l’invito su MRS. Come mai hai deciso di iscriverti ai casting di The Apprentice, nonostante fossi la titolare di una attività già ben avviata e consolidata?
Ciao Chiara, è un piacere conoscervi! Dunque, per quanto riguarda la mia esperienza a The Apprentice, non mi sono iscritta a nessun casting ma mi ha direttamente cercato la redazione del programma.
Inizialmente ho affrontato la questione come se fosse un gioco, visto che sono la titolare di un agenzia di hostess, modelle, interpreti. Certamente non avrei mai pensato di essere presa per questo reality!

Attraverso il tuo lavoro e insieme al tuo staff, quindi, selezioni il personale e valuti le diverse candidature. Come è stato passare dall’altra parte della barricata ed essere giudicata in prima persona per essere poi scelta come concorrente del talent show?
E’ vero, essendo titolare di questa società che sono abituata a organizzare e poi a svolgere in prima persona i colloqui e i casting. Solitamente, però, i ragazzi e le ragazze che entrano a far parte della mia squadra sono stati selezionati sul campo, dopo averli conosciuti e apprezzati durante i miei tour in giro per l’Italia e negli eventi a cui ho partecipato. Con la mia laurea in Psicologia ho affinato istinto e capacità tali da comprendere facilmente quali siano le persone valide e ben predisposte per un lavoro!
Niente a che vedere con il colloquio che ho dovuto affrontare io per essere poi presa a The Apprentice: è durato quattro ore, durante le quali mi sono state fatte domande sulla personalità e sulla cultura generale; inoltre un’ora è stata interamente dedicata all’esperimento in gruppo, con una psicologa che prima ci ha analizzati e poi intervistati davanti alle telecamere per vedere se fossimo spigliati e fotogenici.

Puntata dopo puntata hai dovuto collaborare e confrontarti con numerosi altri concorrenti per affrontare le sfide proposte da Flavio Briatore: sono emerse delle incompatibilità lavorative e caratteriali con i tuoi “colleghi”? Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato relazionandoti con loro?
Durante il programma ho avuto spesso problemi con Martina (Frappi, ndr), perché abbiamo un carattere molto simile: siamo entrambe testarde e sfrontate. A parte questo, però,  mi sono trovata bene, a mio agio.
Molti candidati hanno le loro attività e siamo tutti abituati a “dettare legge”, quindi è difficile essere i team leader in un gruppo, soprattutto se questo è formato da donne molto in gamba che si sono create da sole.

Qual è stata la prova più difficile che hai dovuto affrontare?
La prova più difficile è stata quella dello spot pubblicitario, che poi è anche quella della mia eliminazione: i candidati hanno dovuto promuovere un prodotto, un rasoio di ultima generazione, mettendo a punto la strategia pubblicitaria e girando uno spot televisivo da sottoporre all’amministratore delegato dell’azienda e al product manager.
In passato ho fatto spot pubblicitari ma non ne avevo mai creato uno ex novo: le difficoltà sono aumentate in quanto non abbiamo avuto la possibilità di usare una post-produzione e, inoltre, abbiamo dovuto realizzare tutto in soli due giorni.
Per la selezione del modello non ho avuto problemi anche perché Alberto, il ragazzo scelto per lo spot, lo conoscevo già da tempo e quando l’ho visto al casting ho subito capito che dovevo puntare su di lui.

I tre giudici, Flavio Briatore, Patrizia Spinelli e Simone Avogadro di Vigliano, sono realmente così intransigenti come sono apparsi nel programma? Nel backstage si è instaurato un rapporto più informale o è prevalso il rispetto per i ruoli?
Sinceramente con Flavio Briatore non ho parlato molto, anche perché noi lo vedevamo solo quando c’era la boardroom (l’eliminazione, ndr) o quando doveva descriverci la prova da affrontare.
Patrizia è una persona molto professionale e precisa: c’è molto da imparare da lei. Simone, invece, è una persona più spigliata e dopo poche settimane si è instaurato un rapporto tale che tutti i candidati potevano tranquillamente dargli del “tu”.

Quando sei stata eliminata dal programma, per chi hai iniziato a tifare?
Io ho sempre tifato Enrico Perone o Francesco Menegazzo: sono due persone completamente diverse ma entrambi sono molto ambiziosi e capaci. Inoltre, erano gli unici che fin dall’inizio hanno sostenuto di poter vincere concretamente il programma!

Quali sono stati, secondo il tuo parere, i punti di forza di questo talent show che, nonostante costituisse una vera e propria sfida (in Italia andava in onda per la prima volta), ha ottenuto larghi consensi sia dal punto di vista degli ascolti, sia dal punto di vista della critica?
Sinceramente penso che in Italia serva un programma di questo tipo soprattutto per far capire ai giovani quanto sia importante studiare per costruire il proprio successo; questo talent show può essere anche uno stimolo in più per i giovani imprenditori. Credo che, nonostante io viva a Milano, città in cui la concorrenza è molto elevata, sia possibile ottenere ciò che si vuole rimboccandosi le maniche e conservando una punta di ambizione.

In futuro hai intenzione di proporti per altri programmi televisivi?
In passato ho sempre voluto fare Donnavventura. Mi piace molto anche Pechino Express, il programma andato in onda poco tempo fa su Rai 2. Sono due progetti interessanti, considerata la mia passione per i viaggi, per le nuove culture e per le esperienze stimolanti. A questo punto posso solo dire: vedremo!
Tag:  Jessica Cibin, The Apprentice, Cielo, Flavio Briatore, sfide, talent show

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