Rossana Carretto

L'intervista, in attesa di Una donna impenetrabile, one woman show in cui l’attrice interpreta tre esilaranti personaggi femminili

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In teatro Rossana Carretto ha al suo attivo importanti produzioni: Vizio di Famiglia, Caccia ai topi e, con Enzo Iacchetti, Risate al 23° Piano, di Neil Simon, e Provaci ancora Sam di Woody Allen. Con Enzo Iacchetti è anche nel cast delle sit-com Il mammo (Canale 5) e Medici Miei (Itala 1). In TV l’abbiamo vista in Don Luca con Luca Laurenti, Un ciclone in famiglia 4, con Massimo Boldi e Barbara de Rossi e, in qualità di co-protagonista, nella fiction Le segretarie del 6° su RAI 1. Nel 2003 è entrata a far parte del cast di Colorado Cafè (Italia 1), dove era la “disturbatrice” del conduttore, Diego Abatantuono, con il quale si è ritrovata a lavorare ne Il Giudice Mastrangelo 2.

Al cinema è apparsa in Chiedimi se sono felice, con Aldo, Giovanni e Giacomo, ne L’amore imperfetto, con Enrico Lo Verso, e in diversi cortometraggi.


Su RAI Radio Due ha lavorato in Carta di riso, con Gianni Fantoni, e in Un lupo alla Radio, con Enzo Iacchetti e Francesco Salvi.

Dal 2010 fa parte della compagnia del drammaturgo e scrittore statunitense Israel Horovitz, per il quale ha debuttato negli spettacoli Suite Horovitz e 3 Famiglie. Nella stagione 2011/2012 ha iniziato a collaborare con CreArTheater nel progetto BLACK ROOM – LA CAPITALE DEL VIZIO, spettacolo sui sette vizi capitali.

Suoi “colleghi” di cabaret sono stati Ale&Franz, Natalino Balasso, Flavio Oreglio, Antonio Cornacchine e Paola Galassi. E' proprio di Paola Galassi la regia di Una donna impenetrabile, che andrà in scena il 26, 27 e 28 ottobre allo StudioArea22 di Milano. Scritto dalla stessa Rossana Carretto insieme a Giorgio Centamore, autore di Striscia la notizia, e Maurizio Sangalli, autore di Love Bugs e Medici miei, lo spettacolo è un one woman show, nel quale la bella e bravissima Rossana si fa addirittura in tre per far divertire (e riflettere) il pubblico.
 
Ciao Rossana, la prima cosa che voglio chiederti è questa: hai lavorato in teatro, per il cinema, la TV, la radio e il cabaret. Cosa ti stimola maggiormente in ognuno di questi ambiti lavorativi?
Ritengo che ognuno di questi ambienti che tu hai elencato siano ricchi di stimoli e motivo di apprendimento. Poi, per quanto mi riguarda, il teatro e il cabaret hanno probabilmente quel quid in più che è dato dalla presenza dello spettatore e dal rapporto  che con esso si instaura.

Sei un’attrice affermata, di grande talento. Qual è l’insegnamento più grande che la tua vita di attrice ti ha dato?
Può sembrare banale, ma ritengo che l'insegnamento più grande sia che in questo mestiere non si finisce mai di imparare. E' vero che ci vuole talento, ma senza rigore e disciplina del talento te ne fai poco. Poi, visto che con la carriera artistica è un attimo passare dalla fama alla fame, mi dico sempre: "Ricordati di quelli che incontri quando sali perché sono gli stessi che incontrerai quando scendi.”

Ho avuto il privilegio di vederti sul palco durante una prova. In quella occasione l’attrice che recitava con te a un certo punto ha perso una battuta. Al termine della prova lei se ne stava dispiacendo e tu la hai rassicurata, dicendo: "Non preoccuparti se ti sfugge una battuta o se ti accorgi di aver fatto un piccolo errore. Vai avanti, io ti vengo dietro!" Mi hai molto colpita: sei stata un esempio di pazienza, premura, senso pratico, ironia e insieme hai dato prova di una grande sicurezza di te. Hai incontrato anche tu, sulla tua strada, colleghe o colleghi che si sono comportati con te con la stessa classe?
Al di là del fatto che ritengo ci si debba sempre comportare con rispetto ed educazione, chiunque tu sia o qualsiasi cosa tu faccia, ritengo che sottolineare in modo sgradevole una mancanza, un vuoto di memoria di un collega rischi di rovinare la serenità del momento intaccando la creatività. Mi piace invece pensare che le prove teatrali siano un lavoro collettivo, un continuo spalleggiarsi, un aiutare il collega ed essere da lui aiutato in funzione del risultato finale che è di recitare nel miglior modo possibile davanti al pubblico. Per quanto mi riguarda, finora ho avuto la fortuna di lavorare con degli attori che mi han sempre sostenuta. 

Enzo Iacchetti è un collega ricorrente nella tua carriera. E’ un maestro, un amico o un mito?
Io sono figlia unica e lui è sempre stato per me come un fratello maggiore. Questo penso racchiuda il fatto che lui sia un mio grande amico, un mio grande maestro e, da sorella minore, il mio mito.

Tu sei nota soprattutto per la tua vena brillante e la tua verve. Sei così anche nella vita?
Non sono di certo come quei comici tanto brillanti in scena quanto cupi e ombrosi nel privato, mi piace comunque nella mia vita privata dare un tocco di allegria e leggerezza  per cercare di affrontare le situazioni come sono. In altre parole se entro in una stanza e vedo un mucchio di letame, non mi metto a piangere, ma chiedo dov'è il cavallo!

Una cosa è certa: in scena hai una grinta formidabile, un’energia palpabile che trasmetti al pubblico. Da dove trai tutta questa forza?
Dalla passione per questo mestiere.

A fine ottobre porterai il tuo spettacolo, Una donna impenetrabile, allo StudioArea22. In realtà la tua Donna impenetrabile è una figura composita. Chi sono i personaggi che le danno vita?
Sono tre tipologie diverse di donna o tre forme diverse della stessa donna. Il minimo comun denominatore è lo spaesamento rispetto al mondo che le circonda e agli uomini che incontrano. Ognuna di loro a modo proprio tenta di sopravvivere alle difficoltà del quotidiano. Tutto questo in chiave comica e grottesca.

Ti capita, mentre sei in  mezzo alla gente, di cogliere qualcosa nelle persone che ti fa pensare: questo è un bello spunto su cui lavorare?
Sempre. Anche se questo non vuol dire che si trasformerà davvero in uno spettacolo.

I personaggi di Una donna impenetrabile sono tre donne molto diverse tra loro, accomunate dall’attesa. Le donne aspettano sempre qualcuno o qualcosa?
Sì, fin quando non decidono di agire e di prenderselo da sole!

In modo leggero e divertente, attraverso i personaggi femminili di Una donna impenetrabile parli anche degli uomini e del rapporto, spesso controverso, tra i due sessi. Qual è secondo te la ricetta di un rapporto equilibrato ed evolutivo fra una donna e un uomo?
Non c'è una ricetta valida per tutti, ognuno deve imparare a “cucinarsi” il proprio uomo o la propria donna in maniera personale! Sarò banale e all'antica, ma credo che finché c'è amore nella coppia di certo c'è anche la volontà di accettare quegli elementi del partner che piacciono meno.

Il primo spettacolo teatrale che hai visto nella tua vita?
Un musical tratto da “Oliver Twist” a Londra. Non so se è il primo spettacolo che ho visto, ma di certo è quello che ancora oggi ricordo con grande entusiasmo, forse perché avevo solo 13 anni.

Il più bel complimento che hai ricevuto per la tua attività di attrice?
Parto dal raccontarti un aneddoto. Durante una delle prime puntate di “Colorado Cafè” che facevo in coppia con Diego Abatantuono, mi sono tolta il costume di Ada e un addetto alla vigilanza non mi voleva più far rientrare, perché non aveva capito che ero la stessa persona che poco prima era sul palco a fare il suo pezzo. Quando qualcuno mi chiede meravigliato: “Ma eri tu quella che faceva...?” Oppure: “Sul palco sembri un'altra persona.” Questo per me è il miglior complimento che si possa fare a un attore!

Il genio della lampada ti appare e dice: qui c’è quanto occorre per finanziare tre produzioni di cui tu potrai essere la protagonista. Esprimi i tuoi desideri: protagonista di un film drammatico. Protagonista di un film commedia. Mary Poppins a teatro!

Dopo lo spettacolo si chiude il sipario e Rossana Carretto… spera che il bonifico arrivi prima di 90 giorni, ma visti i tempi spera… che arrivi!

Grazie, Rossana!


UNA DONNA IMPENETRABILE
26 - 27 - 28 ottobre 2012
StudioArea22 
via G.Giusti 22 Milano
 
Per info e prenotazioni: info@creartheater.com
Tag:  Rossana Carretto, Una donna impenetrabile, Studioarea22, www.creartheater.com, Colorado Café, Enzo Iacchetti

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