‘Ndrangheta: arrestati i familiari della pentita suicida

Si è suicidata ingerendo acido muriatico Maria Concetta Cacciola, dopo i maltrattamenti subiti dalla famiglia per le dichiarazioni rilasciate ai magistrati sui fatti di sangue attribuibili alle cosche Bellocco e Cacciola

di ilmetropolitano.it

Pubblicato venerdì, 10 febbraio 2012

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Maria Concetta Cacciola
A cura di Fausta Canzoneri - www.ilmetropolitano.it

Maltrattamenti, minacce, pressioni. Queste le accuse nei confronti dei genitori e del fratello di Maria Concetta Cacciola, la donna morta all’ospedale di Polistena che in seguito ad un tentativo di suicidio, aveva ingerito dell’acido muriatico. La donna era minacciata dalla famiglia, e aveva documentato le violenze che la stessa subiva da parte della famiglia, in modo che ritrattasse le dichiarazioni rilasciate ai magistrati relative ai fatti di sangue attribuibili alle cosche Bellocco e Cacciola.

Inoltre era stata anche minacciata di non poter vedere più i propri figli, e se in un primo momento queste accuse sembravano esserle rivolte da voci interne alla ‘ndrangheta, la verità seppur difficilmente, fa ancora più paura.

La famiglia, tra gli undici arresti compiuti questa mattina da Carabinieri e Polizia relativi all’operazione “Califfo”, sarebbe dunque realmente coinvolta nei maltrattamenti alla donna, che aveva contribuito pesantemente nel dare dei volti a coloro che si nascondevano dietro un nome che fa paura a molti ed è pronunciato da pochi.

La donna aveva comunque lasciato una lettera indirizzata alla madre, le cui strazianti parole sono state rese note alla stampa pubblica, e recitano: “Non so da dove si inizia e non trovo le parole a giustificare questo mio gesto. Mamma tu sei mamma e solo tu puoi capire, un o una figlia.. so il dolore che ti sto provocando, e spiegandoti tutto almeno ti darai una spiegazione a tutto… non volevo lasciarti senza dirti niente. Quante volte volevo parlare con te e per non darti un dolore non riuscivo. Mascheravo tutto il dolore e lo giravo in aggressività, e purtroppo non potevo sfogarmi e me la prendevo con la persona che volevo più bene.. eri tu e per questo ti affido i miei figli dove non c’è l’ho fatta io so che puoi inc… ma di un’unica cosa ti supplico, non fare l’errore mio… a loro dai una vita migliore di quella che ho avuto io, a 13 anni sposata per avere un po’ di libertà… credevo potessi tutto, invece mi sono rovinata la vita perché non mi amava né l’amo, e tu lo sai. Ti supplico non fare l’errore a loro che hai fatto con me… dagli i suoi spazi… se la chiudi è facile sbagliare, perchè si sentono prigionieri di tutto. Dagli quello che non hai dato a me. Ora non ce la faccio a continuare più voglio solo dirti di perdonarmi mamma della vergogna che ti provoco ma pian piano mi sono resa conto che in fondo sono sola, sola con tutti e tutto non volevo il lusso, non volevo i soldi.. era la serenità l’amore, che si prova, quando fai un sacrificio ma avere le soddisfazioni a me la vita non ha dato nulla che solo dolore, e la cosa più bella sono i miei figli che li porterò nel mio cuore, li lascio con dolore, un dolore, che nessuno mi ricompensa.”
Tag:  ‘Ndrangheta, Maria Concetta Cacciola, suicidio, minacce, famiglia, cosche, ilmetropolitano.it

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