Cina, le donne urlano nel silenzio

Nel Guangdong 10mila donne sono state sterilizzate contro la loro volontà. Cosa dicono le femministe?

di Stefano Magni

Pubblicato mercoledì, 5 maggio 2010

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Abbiamo visto tutti i fasti dell’inaugurazione dell’Expo 2010 a Shanghai: i fuochi d’artificio, le note della Turandot, i palazzi avvenieristici della nuova Cina... pochi si sono accorti che nello stesso Paese, sotto lo stesso governo, negli stessi giorni, dal 7 aprile, è in corso una sistematica campagna per la sterilizzazione forzata delle donne.

Squadre di funzionari per il controllo demografico, forze di sicurezza e membri del Partito Comunista stanno passando al setaccio la città di Puning nella provincia di Guangdong, cercando donne che sono state segnalate dalle autorità per essere sterilizzate, anche contro la loro volontà. I funzionari seguono delle direttive precise e devono raggiungere delle quote numeriche prefissate dalle autorità: alla fine di questa nuova campagna per la denatalità, circa 10mila donne (9559 per essere precisi) non devono più essere in grado di riprodursi.

Un medico locale, citato dai media cinesi (citati a loro volta nell’ultimo rapporto di Amnesty International) dice che la sua squadra sta lavorando dalle 8 del mattino alle quattro del mattino successivo, ininterrottamente, per compiere più operazioni possibili. Le autorità di Puning hanno detenuto 1377 famiglie che rientrano negli obiettivi della sterilizzazione. Obiettivi che, l’11 aprile, erano raggiunti al 50% stando alle fonti ufficiali cinesi. Questa “epurazione” preventiva è probabilmente già finita quando queste righe vengono scritte.

Chi sono le vittime? Donne che non hanno fatto nulla di male nella loro vita, se non l’avere messo al mondo almeno un figlio. Nonostante le rassicurazioni sul rispetto dei diritti individuali, il governo cinese sta ancora praticando la politica del figlio unico: non più di un bambino per famiglia.
Amnesty International giudica la sterilizzazione forzata una forma di tortura. Le femministe protestano? Tibet Truth, un’associazione di attivisti per i diritti umani nel Tibet e nelle province cinesi del Turkestan, ne denuncia il silenzio. Nel sito dell’associazione si legge anche un messaggio postato su Twitter in un dibattito sui diritti delle donne in Cina: “Ogni donna che ha una famiglia grande è una traditrice del femminismo”. Detto da una femminista, fa venire i brividi. Dove è finita la battaglia fondamentale per il diritto di libertà di scelta delle donne?
 
Tag:  Cina, sterilizzazione delle donne, Amnesty International, Tibet Thruth, femminismo

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