E’ morto Osamu Dezaki, “padre” di Lady Oscar

Il regista giapponese è stato autore di molte trasposizioni su pellicola di celebri manga. E ha reso famosa una donna che è diventata un esempio per un’intera generazione.

di Stefano Magni

Pubblicato lunedi, 18 aprile 2011

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Dal Giappone non finiscono di arrivare le brutte notizie. Osamu Dezaki è morto domenica sera, nella sua casa a Tokyo. E’ una perdita immensa per chi, nella generazione di chi scrive, è cresciuto con i cartoni animati diretti da lui. Sua era la regia di Lupin III: e chi, fra quelli cresciuti negli anni ‘70 e ‘80, non ha almeno un adesivo, una suoneria, un richiamo qualsiasi al gran ladro? Sua è la regia di Remì, il “Senza famiglia” in versione nipponica, una fuga continua dalla disperazione. Ma nel campo della cultura femminile ha lasciato almeno una pietra miliare. Non sto tanto parlando di Jenny la Tennista, che entra comunque a pieno titolo fra le campionesse dell’ottimismo agonistico degli anni ‘80. Ma di un’altra gran donna che ha segnato una generazione: Lady Oscar. Premessa: non era farina del suo sacco, perché Lady Oscar era una creazione di Riyoko Ikeda, cantante lirica, disegnatrice di manga e autrice romantica, che portò in Giappone le sue “Rose di Versailles” (il titolo originale del fumetto). Ma chi, nel 1979, al di fuori di una ristretta cerchia di appassionati, si sarebbe accorto dell’esistenza di una Lady Oscar, se non ci fosse stato un Osamu Dezaki a metterla su pellicola? Altra premessa: il regista è subentrato alla produzione solo a partire dal 19mo episodio. Prima era diretto da Tadao Nagahama, poi subentrò Dezaki perché la serie non faceva abbastanza audience. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: un successo mondiale. Sua, di Dezaki, è la caratteristica fondamentale della regia: quella delle “cartoline ricordo”, dei fermi-immagine che fissano nella mente disegni singoli particolarmente ben curati. Sono dei quadri che ci portiamo dietro, nella memoria, più di tutto il resto, fissando espressioni, sentimenti e decisioni dei personaggi, momenti storici, punti di svolta della trama.

E’ grazie a Osamu Dezaki che Lady Oscar è diventata un simbolo di femminilità. Simbolo erotico ambiguo, prima di tutto: ufficialmente è un uomo, fisicamente è donna, caratterialmente è più uomo di tutti, sentimentalmente è un ideale di donna virtuosa. Tutti, da Maria Antonietta a Fersen si innamorano di lei, indipendentemente dal sesso di appartenenza. Lei, il suo amore, lo riserva solo ad André Grandier. Ma anche lì, lo consuma troppo tardi, quando André è ormai destinato a morire. Lady Oscar vive per un ideale di rettitudine guerriera, con un ascetismo più tipico dell’Oriente giapponese che non degli eserciti europei del XVIII secolo. Non tradisce mai, anche se cambia corpo militare (dalla Guardia Reale alla Guardia Metropolitana, embrione della futura Guardia Nazionale rivoluzionaria) e infine anche bandiera, dalla monarchia alla rivoluzione. Ma è sempre coerente e fa al meglio il suo dovere. E’ per difendere la sua rettitudine che cambia ruolo in un mondo che sta iniziando a cambiare, non certo per opportunismo. Protegge la regina per i tre quarti della serie, da qualsiasi intrigo e minaccia. Ma, passata dall’altra parte, è lei che, di fronte a una massa di rivoltosi improvvisati che, sotto gli spalti della Bastiglia, non sanno usare i cannoni, prende il comando con un semplice e professionale “Noi li sappiamo usare”. E, con quel gesto, prende la Bastiglia, ma ci muore. Muore da prima eroina della rivoluzione, dopo una vita passata a proteggere la regina. Muore “al momento giusto”, prima che la rivoluzione, passata la sua breve fase eroica, si trasformi nel mattatoio del Terrore.

Osamu Dezaki ci ha regalato questo personaggio e questo esempio di donna. Che non ha certo bisogno di quote rosa per prendere il comando nel momento del bisogno. Anche solo per questo, gliene siamo grati.
 
Tag:  Osamu Dezaki, Lady Oscar, manga, Giappone, rivoluzione francese

Commenti

18-04-2011 - 18:11:55 - nic
:(.....il mio mito...
01-09-2011 - 23:13:18 - marika
peccato comunque il suo mito rimmarra perchè lady oscar è una agazza dalle 100 sorprese .... sono sicura che avrà più popolarità adex che prima..... mi dispiace tanto .... adex come allora riguardo molto volentieri le sue aventure.... e mi dispiaccio ancora quando muore ma e comunque il mio mito .... io sono una di quelle che lo ricorderà!
03-06-2013 - 14:12:30 - Rosa
Peccato che non è esistito questo personaggio. Anche uomo con un aspetto così angelico e con lo stesso valore e coraggio. Almeno si sapeva chi aveva preso la bastiglia. Il colonnello Oscar e i suoi soldati.
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