Gli italiani non sanno più gestire il sesso

Inquietanti i risultati di un studio sulle abitudini sessuali dei diciottenni commissionato dal Ministero della Salute

di Stefano Magni

Pubblicato lunedi, 7 giugno 2010

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"Entropa"

Nella scultura politically scorrect “Entropa”, esposta provocatoriamente alla sede del Consiglio d’Europa nel semestre di presidenza della Repubblica Ceca, ad ogni Paese dell’Ue era attribuita una caricatura che ne riassumesse lo spirito e i difetti. A noi era toccato farci rappresentare come un enorme campo da calcio in cui i giocatori hanno un rapporto sessuale con il loro pallone. Ci distinguiamo sempre: gli italiani, piaccia o no, sono famosi per il sesso, oltre che per il calcio. Perché pensiamo solo a quello. Così dicono. Così si constata in qualsiasi meta turistica in cui si trovano frotte di italiani in cerca solo di sesso. Ma lo sappiamo gestire, almeno? Perché il sesso, contrariamente a quel che si può pensare, va "gestito". Altrimenti può provocare gravi effetti collaterali.

Purtroppo l’analfabetismo di ritorno che caratterizza la cultura delle nuove generazioni coinvolge anche la sfera sessuale.
E’ quanto risulta da uno studio commissionato dal Ministero della Salute, pubblicato oggi, dal titolo: “Giovani maschi e l’amore”. E’ frutto di un sondaggio effettuato nei licei e negli istituti tecnici di sei Regioni: Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia. E il risultato non è del tutto confortante.

Sbalordisce l’alto tasso di problemi fisici: il 57% del campione visitato è affetto da patologie ed infiammazioni genitali e/o riproduttive, mentre il 41,8 % ha, o ha avuto, disturbi che potrebbero minare il loro potenziale riproduttivo. Queste percentuali così alte si spiegano anche con una notevole carenza di educazione sessuale e dunque una mancanza di cura del proprio corpo. Tra le domande più ricorrenti che i ragazzi rivolgono ai medici spicca la richiesta di sapere come si cura l'omosessualità e se l'Aids esiste ancora. Risulta che i diciottenni del 2010 ignorino i disturbi, le infezioni e le patologie del loro stesso apparato genitale. Le fonti di “informazioni sessuali” sono gli amici (64,4%), seguiti dai media (televisione e internet 45,5%).

A questa mancanza di conoscenze si accompagna un comportamento a dir poco irresponsabile: il 42,3% dei diciottenni italiani ha rapporti non protetti, il 61,4% di chi ha una attività amorosa non usa alcun metodo contraccettivo e il 23,9% si affida alla pillola anticoncezionale delle ragazze. Brutta cosa, considerando la frequenza del rapporto sessuale in tenera età: l'ha già fatto il 57% dei diciottenni. In media la "prima volta" è stata a 16 anni.  


Tag:  preservativo, contraccezione, rapporti sessuali, educazione sessuale, diciottenni

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