Strage Trapani: appicca incendio e si uccide

Bilancio tragico per l'omicidio suicidio avvenuto nel centro di Trapani, dietro il quale si cela l’atto disperato di un uomo, di un marito e di un padre, una separazione non facile, la disoccupazione, l’angoscia

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A cura di Fausta Canzoneri - www.ilmentropolitano.it

Una strage. Questo il bilancio dell’omicidio suicidio avvenuto nel centro di Trapani. Una famiglia distrutta, intrappolata fra le fiamme appiccate di proposito. Dietro l’atto disperato di un uomo, di un marito e di un padre, una separazione non facile, la disoccupazione, l’angoscia.

E’ successo tutto nel centro siciliano di Trapani. Il fuoco è stato appiccato al quinto piano di una palazzina in via Salemi Lotto 100, ad angolo con la via Omero, da un uomo, Pietro Fiorentino, quarantenne disoccupato. Stando alle prime ricostruzioni della tragedia, l’uomo avrebbe rinchiuso in una stanza l’ex moglie Stefania Mighali, 40 anni, la figlia Denise di soli 8 anni, la suocera Nunzia Rintinella di 77, e il cognato disabile Hanz Mighali di 55. Avrebbe dunque appiccato il fuoco nell’appartamento in cui vivono circa 12 anziani, oltre a varie famiglie, e si sarebbe gettato dalla finestra dopo essersi reso pienamente conto di ciò che aveva appena compiuto.


Dalle prime indiscrezioni e dalle dichiarazioni dei vicini la donna avrebbe denunciato il marito per ben tre volte con l’accusa di maltrattamenti, intanto i carabinieri si stanno accertando che la firma nelle denunce sia realmente appartenuta alla vittima.
 

Sono presto accorse molte camionette dei vigili del fuoco, ma il loro intervento è stato vano. Solo una delle 5 vittime della strage familiare è stata tirata fuori ancora in vita, ma è deceduta prima dell’arrivo in ospedale per le gravissime ustioni riportate su tutto il corpo.
 

Le ragioni reali di questo gesto non saranno facili da chiarire, tanto meno il coinvolgimento dell’intera famiglia, la piccola Denise compresa, nella vicenda che fa trasparire l’orrore di situazioni familiari sull’orlo della disperazione. Anche il procuratore di Trapani, Marcello Viola ed il suo sostituto, Anna Trinchillo dichiarano che : “la ricostruzione dei fatti sarà molto complicata”. Due delle vittime sarebbero morte per asfissia, si cerca intanto di capire se la morte per tutte sia avvenuta in seguito all’incendio, oppure no.
 

La disoccupazione, il degrado, la paura di perdere l’unica cosa che tiene su la mente di un uomo, e che lo spinge a compiere un gesto di tale ferocia ed afflizione, o il semplice attaccamento ad una donna, che stanca degli schiaffi, morali e fisici, avrebbe preso posizione per migliorare la propria vita e quella della piccola bambina che condividevano. Troppi interrogativi e nodi che nascondono ombre che solo delle indagini accurate possono portare alla luce.

Tag:  Trapani, strage, omicidio suicidio, disperazione, ilmetropolitano.it

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