Violenza femminile: torturata dalle sue coinquiline

Una ragazza inglese è stata rapita e sistematicamente brutalizzata da due coinquiline. Aveva "rubato" il ragazzo a una delle due

di Stefano Magni

Pubblicato mercoledì, 25 agosto 2010

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La vittima (G. Fenn) e la sua aguzzina (L. Viner-Mood)
Succede in Gran Bretagna, nel Kent: una ragazza di 19 anni, Georgia Fenn, si mette con un ragazzo. Che, guarda caso, è l’ex fidanzato di una delle sue due coinquiline. Le compagne di appartamento, Lucy Viner-Mood e Lois Gibson, decidono di punirla in modo esemplare. Non  parlano con la vicina di colei che si è resa“colpevole” di aver “rubato” il boy-friend. Non si limitano ad un sano schiaffo. Né ad una spontanea scazzottata. No. Sequestrano la Fenn e la torturano sistematicamente per quasi due giorni. Diciannove ore di supplizio, per essere precisi.

La vicenda si è consumata alla fine di marzo. Solo ieri, però, è arrivato il verdetto: 5 anni di carcere alla 22enne Lucy Viner-Mood e 3 anni alla 18enne Lois Gibson. Georgia Fenn sta già scontando la sua pena. L’ha subita violentemente sul suo corpo, la sta patendo tuttora nella sua mente. Assente al processo, al momento della sentenza, ha rilasciato al suo avvocato una dichiarazione in cui spiega di non riuscire più ad uscire di casa, di aver staccato il telefono per giorni interi per non comunicare con nessuno. Ha anche crisi allucinatorie: di notte, quando cerca di dormire, le sue aguzzine entrano ancora nella sua stanza.

Quel che lascia a bocca aperta di questa vicenda è la metodicità, la sistematicità, con cui due ragazze si sono dimostrate all’altezza degli aguzzini dei peggiori carceri totalitari. Oltre alla tortura fisica, l’hanno costretta ad auto-accusarsi e umiliarsi da sola, ai livelli delle terribili pratiche di lavaggio del cervello nei lager cinesi. Le due torturatrici, da quanto risulta dalla deposizione dell’accusa, si sono date anche alla sperimentazione. Per far soffrire la loro vittima hanno provato per ben due volte a sintetizzare un “napalm dei poveri” cn l'intento di provocare ustioni ancora più atroci.

Verrebbe da relegare questo episodio a una curiosità estiva, un film horror vissuto dal vivo, nella “strampalata” Inghilterra. Purtroppo non è un film horror. E’ la realtà. Ed è soprattutto una realtà che obbliga ad aprire gli occhi sulla violenza al femminile. Non tutte le aggressioni, infatti, procedono in un’unica direzione: dal maschio alla femmina. Il sadismo è parte anche della mentalità di una ragazza o di una donna, con motivazioni molto simili a quelle di un coetaneo uomo. Ed ecco che il senso del possesso del partner, una gelosia patologica, la non ammissione di una sconfitta in amore, può trasformare una casa nel civilissimo Kent in un castello degli orrori.
Tag:  violenza femminile, tradimento, gelosia, torture, Gran Bretagna

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