Io e Lei

New York. Dichiarazione d'amore a una città

di La Redazione

Pubblicato mercoledì, 31 ottobre 2012

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Photo by Giulia Piccari
A cura di Giulia Piccari

New York è una città primadonna, le piace essere sempre al centro dell'attenzione, probabilmente è del segno del leone, ed è donna, le piace vestirsi di tutti i colori e le piace che si parli di se', nel bene o nel male, ma che se ne parli.
A New York non succedono le cose normali, non vengono borseggiate le vecchiette, i ragazzini non rompono i vetri delle scuole con le palline da baseball, le macchine non hanno incidenti gravi, al massimo si limitano a tamponarsi...
New York fa le cose in grande: qui cadono aerei; arrivano bufere all'improvviso; cadono gru sui palazzi; sparano per le strade senza motivo... Se ha un pregio o un difetto questa New York, è che non la puoi prevedere... Nemmeno gli uragani...
Se ne sta tranquilla a guardare il mondo, e forse, proprio quando si sente messa da parte, allora fa le cose a modo suo, e a modo suo, per una città da 8 milioni di abitanti, deve essere senza dubbio di grande ascolto.
Allora arrivano tv da tutto il mondo, e lei è di nuovo lì, bella come il sole, pronta a farsi del male pur di finire di nuovo in prima pagina... Vallo a capire poi, questa cosa del volere apparire.
Certo è che se volessi abitare in un posto tranquillo, sereno e senza rischi, non verresti certo a vivere qui, dove partono all'improvviso le sirene e sembra essere la comparsa di un film poliziesco.
E' poi un attimo chiudere gli occhi e riaprirli e vedere dei lampioni enormi puntati sulla scena, e scoprire in un angolo Woody Allen che con un megafono in bocca urla "Action."...
Sa catalizzare l'attenzione dell'intero pianeta, sa arrivare persino in Cina e dall'altro capo del mondo. Io non so come fa, a volte le vorrei chiedere che gusto c'è a vivere sempre sul filo del rasoio, a non sapere quanto tempo ti rimarrà, a rischiare la vita ogni volta.
Ma forse questo è anche il suo bello e se non fosse così allora New York sarebbe una "semplice cittadina nel nord dell'America" dove le persone si vogliono tutte bene e nessuno ha sogni da realizzare perchè i ragazzi se ne vanno via di casa ventenni, nella speranza di trovare successo e fama da qualsiasi altra parte del globo.
Se fosse un colore sarebbe indubbiamente il giallo, perchè il giallo è un colore da donna, è un colore che non stanca, è un colore che va su tutto, ed è un colore che non sta mai fermo e sa farsi rincorrere da tutti gli altri. Sicuramente, è un colore furbo, non di certo uno di quelli inventati poco tempo fa...

Ahime' dicono che ci vogliono dieci anni prima di potersi definire un vero newyorkese. Ora, a metà strada di questo cammino, ho capito perchè...
Io dico sempre "Arrivare a New York è facile; è rimanerci che è difficile!". Mai verità fu più giusta.
Tu prova ad andare ad Amsterdam, o a Parigi, prova a fare un'esperienza di un anno a Londra o a Dublino. Ti senti parte del tutto, ti sembra che quella città ti sia sempre appartenuta e te la senti addosso.
Tu prova a farlo con New York adesso. Credi sia possibile?
Devi trovare il vestito, ecco perchè dicono che ci vogliono almeno dieci anni, tu trovalo il vestito giusto che sta bene con questa città... Trovalo tra 8 milioni di persone e esattamente 3 punto 492 mila negozi di vestiti. Se ce la fai prima dei dieci anni, allora dimmi come si fa.
Quando l'hai trovato, però, quando hai ottenuto la carta verde e il passaporto americano, quando hai pagato tutti gli avvocati della città, quando hai almeno una volta denunciato qualcuno, quando ti sei sposato per amore al City Hall, quando hai cambiato casa almeno cinque volte, quando hai imparato che per gli italo americani qui "Caprese" si dice "Capris", quando ti sei scottato la lingua con un tall capuccino di Starbucks, quando hai aspettato otto ore nella sala emergenza di un ospedale, quando hai pianto in metropolitana, quando ti sei commosso a Natale perchè sei lontano dalla tua famiglia e alla fine, quando hai realizzato il sogno per il quale dieci anni prima eri arrivato fino a lì, allora indossa quel vestito e fatti bella...
Corri in bagno, prendi i trucchi, guardati allo specchio, stirati i capelli, mettiti lo smalto, passati il rossetto sulle labbra, mettiti la collana più costosa che hai, quella che conservi da tanti anni, infilati i tacchi per una volta e indossa quel vestito...
E poi vai fuori nella tua bellezza. Sii pronta a sorridere a tutti, saluta la gente se vuoi, accarezza i bambini, lascia che i muratori si girino a guardarti e ti sorridano, chinati a salutare i cani, fai qualche foto, e vai nel punto più importante della città. Sali quelle scale rosse, non sono rosse per caso, arriva fino in cima, vacci nell'ora di punta e guarda dritto davanti a te.
Quel giorno, in quell'esatto momento, la città, tutta New York, da downtown ad uptown, sarà tua...

E sarà poi un niente, ritornare indietro negli anni e scambiare le fatiche in sorrisi, le speranze in decisioni. Guarda dritto davanti a te, fissa un punto lontano della città, quello più alto, e sappi che oggi il vestito giusto l'hai indossato tu.
Allora New York non sarà più una città piena di imprevisi, di difficoltà, di sogni da realizzare, sarà semplicemente e onestamente diventata solo una cosa per te... Perchè in tutti quegli anni ti ha guardato, osservato, protetto di nascosto, scrutato, studiato, e ora è pronta a fidarsi di te.

Sarà un attimo poi, poter finalmente dire che da quel giorno in poi, in quell'esatto momento che la guardi nel suo punto di maggior successo, New York è diventata finalmente, tua Amica.... 
Tag:  New York, Giulia Piccari, newyorkese, Amica, città

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