Omicida e suicida. Amara riflessione sulla follia umana

Il pensiero di non reggere più. I problemi che paiono insormontabili. E in un attimo qualcuno diventa un omicida. Un suicida. Una vittima

di Marta Elena Casanova

Pubblicato giovedì, 14 giugno 2012

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Lunedì mattina, poco distante da casa mia, ho notato un gran trambusto davanti a un portone. Incuriosita ho cercato di saperne di più, e così ho scoperto che Vincenzo Ialenti, 47 anni, di professione Notaio, nel corso della notte precedente aveva deciso di porre fine alla propria vita dopo averla tolta alla giovane e avvente amante.
 
La notizia mi ha dato modo riflettere.

Un po' perché, evidentemente, quando eventi tragici di questa portata avvengono vicino alla via dove abiti forse ti "colpiscono" di più, in mezzo all’impressionante numero di fatti di cronaca nera che i media riportano ogni giorno, ogni ora. Un po' perché mi sono chiesta quanto la psiche umana sia fragile.
 
Ialenti aveva una moglie, una figlia ancora piccola. E poi lei, o meglio, l'altra: Marika. Giovane e bellissima.

Gli elementi da considerare sono molteplici. Il non saper porre fine a un rapporto, i sensi di colpa nei confronti della famiglia, lo stress, la paura. Chi lo sa. E quel qualcosa che non lascia scampo. Che in un attimo, in un secondo, porta a porre fine ai problemi decidendo di uccidere. E in questo caso anche di uccidersi.
 
I casi sono tantissimi: uomini che uccidono ex fidanzate, donne che entrano in crisi e riversano le loro angosce sui figli, adolescenti che si ammazzano per una ragazza... quello che fa impressione è pensare a quanto gli uomini, gli esseri umani, magari ritenuti dai vicini di casa gente tranquilla, affabile, gentile, in una sola, piccola frazione di secondo, possano perdere la testa. Cosa scatta nel cervello, e anche nel cuore, delle persone? Cosa succede veramente quando tutto quanto sembra diventare inutile, quando si arriva a ritenere che l'unica via d’uscita da un problema sia uscire definitivamente da questo mondo?
 
Fa paura. Davvero. Perché io ho sempre pensato che il massimo della rabbia si possa sfogare, che ne so, rompendo un paio di piatti, un vaso. Urlando come folli. Eppure...

Credo che la maggior parte delle persone, di solito, la pensino allo stesso modo. Per poi ritrovarsi in un minuto con i vestiti insanguinati, con la convinzione, magari, di aver tolto di mezzo la presunta causa della loro pazzia improvvisa. Senza nemmeno rendersene conto. Perché davvero  spesso, tali persone, sono proprio quelle descritte come tranquille e gentili dai loro vicini. Ma poi, in un solo attimo, diventano altro. Assassini. E chi l'avrebbe mai detto? Il mondo fa paura perché la mente umana fa paura. Una scintilla, la classica goccia che fa traboccare il vaso. E qualcuno non c'è più.
Tag:  Omicidio-suicidio, Vincenzo Ialenti, Milano, Piazza Lega Lombarda, follia omicida, riflessione

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