Premio Giornalistico Talea

Al concorso giornalistico vince la coscienza di una società multiculturale. E con il sostegno della Fondazione Ethnoland, anche “il merito mette radici”

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Milano sempre più multietnica e multiculturale, ma fino a che punto la nostra società è in grado di vivere concretamente, nel quotidiano, le tematiche relative ai fenomeni di immigrazione e integrazione?
 
Da questa riflessione è partito il concorso giornalistico Talea, che la scorsa settimana ha premiato i suoi vincitori; con il sottotitolo “il merito mette radici”, l’obiettivo del concorso era proprio focalizzare l’attenzione su problematiche che spesso sovraffollano il settore dell’informazione, rimanendo però ai margini di una reale comprensione.
 
I premiati, Alessandro Penna, Maria Chiara Grandis e Francesco Lombardi, appartenenti rispettivamente alle categorie della stampa, radiogiornalismo e televisione,  hanno ricevuto una targa e un importo di € 1500, con gli apprezzamenti della Fondazione Ethnoland, nata per sviluppare progetti per l'integrazione dei “nuovi italiani”, promotrice dell’iniziativa.
 
«Il tentativo mio, quello di Talea, nonché l’idea del Premio Giornalistico, è quello di creare consapevolezza  riguardo il merito e il talento come strumenti per l’ascensione sociale. Il nostro obiettivo è la normalizzazione, tenendo presente all’orizzonte un meticciato di civiltà – ha commentato Otto Bitjoka, Presidente della Fondazione Ethnoland - Chi fa informazione, dunque, è chiamato a raccontare le virtuosità dei nuovi cittadini capaci di creare un'emulazione positiva».
Ma quali sono stati, nel dettaglio, i lavori che hanno attirato l’attenzione della giuria?
 
Alessandro Pennaha presentato uno scenario surreale, volto a rappresentare cosa capiterebbe all'Italia contemporanea "Se sparissero tutti" gli immigrati.
Maria Chiara Grandis, invece, ha presentato un servizio diffuso da Radio24, intitolato "Il museo del viaggio", riguardante la storia del primo museo italiano dedicato alla cultura rom: una scelta coraggiosa che tenta di abbattere le barriere della distanza, verso una prospettiva di comprensione, non sentimentale ma culturale.
Infine, Francesco Lombardi, regista di Rai Educational, è riuscito a conquistare la giuria con "Airole International", un piccolo paese tra Cuneo e Ventimiglia diventato esempio di riuscita integrazione.

Oltre ai premi già citati, sono state assegnate, per la diffusione di modelli di buona integrazione, anche tre menzioni speciali: a beneficiarne, Christian Benna con il pezzo "Se Maometto va alla partita" pubblicato su Repubblica delle Donne, Ornella Bellucci per il servizio "Nardò, una lotta vincente" diffuso da RadioArticolo1, e infine Antonio Carella con "Ghulam Azimi, nato 18 volte" diffuso da Rai Educational.

Alla premiazione, svoltasi presso il Palazzo Giureconsulti di Piazza Mercanti, alla quale erano presenti Emma Bonino, vicepresidente del Senato, l’Assessore Cristina Tajani e Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia, è stato inoltre presentato un e-book contenente i migliori lavori presentati al concorso, dal titolo “Merito e Immigrazione, tutti i media per dirlo”. Un invito implicito a usufruire della tecnologia e dei mezzi di comunicazione per creare un tessuto sociale solido, alla cui base sta una reale capacità di fare informazione.
Tag:  Premio Giornalistico Talea, Fondazione Ethnoland, Otto Bitjoka, Palazzo Giureconsulti, Milano, immigrazione, integrazione

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