Ruby, Berlusconi e le verità nascoste

Le conseguenze della telefonata del 27 maggio 2010 alla Questura di Milano

di Anna Battaini

Pubblicato giovedì, 27 gennaio 2011

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Sui festini di Arcore  ne abbiamo sentite di ogni.. dichiarazioni, ritrattazioni, illazioni, intercettazioni. Se Silvio Berlusconi fosse semplicemente un industriale agèe le sue feste sarebbero e dovrebbero rimanere un affare privato. Se Silvio Berlusconi non ricoprisse un incarico istituzionale la sua telefonata a Pietro Ostuni – capo di gabinetto della questura di Milano – non avrebbe avuto alcun effetto. Ma Silvio Berlusconi è il Presidente del Consiglio, e come tale le sue richieste hanno un peso diverso da quelle di un qualsiasi privato cittadino.
Ammettendo che Silvio Berlusconi - la notte del 27 maggio - nella sua infinita bontà d'animo abbia voluto, senza alcun secondo fine, intercedere a favore di una sua conoscente, non vi sembra impensabile credere che prima di farlo non abbia quantomeno chiesto a qualcuno di verificare le informazioni in suo possesso riguardo alla suddetta conoscente? Lo avrei fatto io che sono un privato cittadino! Lui invece no.. ed ecco ciò che Berlusconi disse nel corso della telefonata:
“Dottore, volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri”
Capiamoci.. non ha dichiarato che gli era stato segnalato che fosse una parente del suo pizzicagnolo di fiducia, ma del Presidente Egiziano Mubarak, un capo di stato, un altro personaggio pubblico con cui Berlusconi ha rapporti diretti.. Se Ruby fosse una pazza mitomane, che ama millantare parentele influenti, al Presidente del Consiglio di qualunque stato sarebbe bastata una telefonata all'ambasciata per verificare la veridicità di queste informazioni. Perchè il nostro Presidente del Consiglio non ha mai pensato di farla? Poteva controllare l'informazione quando l'ha conosciuta, quando ha deciso di frequentarla, quando ha deciso di intercedere per lei.. invece non l'ha fatto!
La risposta è ovvia.. Non l'ha fatto perchè lo sapeva già. Non ha mai creduto nemmeno per un istante che Ruby fosse la nipote del presidente egiziano.. o per lo meno questo è quello che penso io. Veniamo ora alle conseguenze della telefonata – mi viene da credere che siano state più di una, altrimenti non si spiegherebbe il numero elevato di conversazioni intercorse tra:  Ostuni, il funzionario di servizio, il suo diretto superiore, e il questore – che ha spinto la questura a disattendere le disposizioni ricevute dal pubblico ministero per i minori, Anna Maria Fiorillo. Tale telefonata ha fatto si che una minorenne venisse affidata a Nicole Minetti ancor prima che fossero formalmente richiesti dalla Questura di Milano, con fax al Commissariato di Taormina, i documenti necessari ai fini di una sua compiuta identificazione, senza averne nemmeno contattato preventivamente i genitori. (tutto ciò è agli atti)
In seguito a quella telefonata una minorenne, presunta prostituta, presunta ladra è stata affidata al consigliere regionale Nicole Minetti, che invece di prendersi cura di lei la accompagna a casa di un'altra prostituta..
Le domande sarebbero tantissime a partire dal motivo per cui l'ipotetica nipote del presidente Mubarak invece di rivolgersi alla sua ambasciata abbia preferito l'intervento del Presidente del Consiglio. Più ci rifletto e più la cosa mi sembra quanto meno bizzarra. Ci sono due possibilità: se Berlusconi sapeva di mentire significa che si è preso coscientemente gioco della questura approfittando del suo ruolo istituzionale, ed è quindi colpevole del reato di Concussione. Se Berlusconi ha mentito inconsapevolmente la cosa è ancora più grave perchè significa che si circonda senza i dovuti controlli di persone che potrebbero essere un pericolo per lui, per la sua credibilità, per la sua sicurezza e conseguentemente per quella di tutti gli italiani – che alla fin fine è l'unica cosa che mi interessa. Che succederebbe se una novella Anna "la rossa" Chapman si presentasse ad una delle serate del bunga bunga?
Meditate italiani.. Meditate!

Tag:  Ruby, Silvio Berlusconi, Nicole Minetti, Mubarak, Pietro Ostuni, Anna Maria Fiorillo, Bunga Bunga, Questura di Milano

Commenti

27-01-2011 - 10:34:15 - anna
mi sembra molto lucida la tua analisi, e apprezzo anche il fatto che tu sia tra le poche persone a non perdere di vista il punto centrale della questione, che non è la condanna morale del premier per la sua vita privata. continuando ad insistere su questo, l'opposizione paradossalmente sta facendo il suo gioco, lo sta trasformando in un perseguitato e anche molte persone che gli sono avverse cominciano a provare fastidio per quella che viene percepita come una crociata costosa e inutile. quello che berlusconi fa con la sua coscienza di uomo non mi interessa, penso che se la vedrà un giorno con il creatore, per chi ci crede, e a me basta. dove invece è giustificato, anzi, sacrosanto che nasca il nostro interesse è nel momento in cui commette reati, magari pure gravi, e li aggrava ulteriormente mentendo per insabbiarli. bravissima annina!
27-01-2011 - 12:45:49 - alessandro
brava anna, il punto è proprio quello che segnali nella chiusura del pezzo: berlusconi è ricattabile, è lui che mette a rischio la sua privacy - non i magistrati - facendo entrare chiunque a casa sua, senza alcun controllo. vuole trombare? lo faccia con chi vuole, ma si preoccupi almeno di farsi dare un po' di informazioni dai servizi, prima. e' un capo di governo, non mette a rischio solo la sua intimità, ma la sicurezza dello stato: chiunque abbia interesse a ricattarlo - uno stato straniero, un'azienda, chiunque... - deve solo mandare a casa sua una prostituta-spia. poi ci sono altri due aspetti: pagare una prostituta minorenne è un reato, non è un problema di morale. ed è un reato anche chiamare la questura per far uscire - senza rispettare le procedure - una persona accusata di furto e che secondo la pm dei minori andava affidata ad una comunità. brava, ciao
27-01-2011 - 15:56:36 - anonimo
Il comportamento di Berlusconi è come sempre inadeguato al ruolo che ricopre e che occupa; l'articolo è ovviamente corretto ma si tratta solo di uno dei mille abusi che quest'uomo ha commesso e continua a commettere da quando è al governo; ha fatto cose ben peggiori di questa da te raccontata, da una telefonata dove ha offeso fior fiore di giornalisti con l'arroganza dei peggiori Bar Sport a stringere accordi commerciali con politici-criminali tristemente famosi .. e di tutto questo ne farà le spese l'Italia .. ciao __ YAGC
30-01-2011 - 10:19:00 - paterò
fin quando ci perderemo a criticare i malcostumi della nostra politica, di destra e di sinistra che sia, poco futuro avrà questo paese. non è il primo a circondarsi di puttane, in fin dei conti, semplicemente lui non nasconde nulla, convinto di essere onnipotente. ora, senza apparizioni fisiche, è anche diventato un'entità. ma al futuro delle nuove generazioni, qualcuno ci pensa, oppure no?
30-01-2011 - 20:44:54 - Ale
Annina, sai che difficilmente so sottrarmi alla tentazione di fare un po' di polemica, e visto che la giornata è uggiosa e che il tuo invito su Facebook a commentare ciò che hai scritto mi ha stuzzicato, devo dirti che la dovizia di particolari che hai snocciolato, benché riveli una passione civile e politica che ti fa onore e che non stento a qualificare come sana, tradisce a mio avviso un pizzico di ingenuità. Mi spiego. Senza perdermi in tecnicismi, e dribblando le questioni morale e giudiziaria - la prima, ahimé, tardiva, se non altro nel Bel Paese, e la seconda, viceversa, prematura - ti propongo qualche spunto per inquadrare tutta questa faccenda da un altro punto di vista. La ricattabilità non è il problema. La ricattabilità, spiace dirlo, è la condizione necessaria e sufficiente per accedere al potere e per mantenerlo. E' un "guinzaglio", il vincolo che oggi consolida l'interdipendenza tra le istituzioni, che rafforza la compattezza dei soggetti politici e che permette di eludere le regole fondamentali di una democrazia così come i principi costituzionalmente garantiti della separazione dei poteri e della prevalenza dell'interesse pubblico, rappresentando la sommatoria degli interessi privati realmente perseguiti come esercizio legittimo della rappresentanza politico-amministrativa e della cosiddetta ragion di Stato. Vengo al caso-Ruby. Non potendo ricorrere all'agognato Lodo Alfano, è grazie a quelle telefonate alla questura di Milano, e alla farsa della supposta nipote di Mubarak, che i legali del premier possono invocare, prima ancora del conflitto di competenza (territoriale), il conflitto di attribuzione, non certo per sottrarre il loro assistito, che avrebbe dunque agito "nell'esercizio delle proprie funzioni", a un tribunale ordinario affinché si sottoponga al giudizio del tribunale dei Ministri (Pur sempre composto da magistrati), ma per subordinare il processo per concussione all'autorizzazione a procedere, guadagnando, di fatto, immunità e impunità. Non a caso, riguardo al futuro del Governo e di questa sedicesima legislatura, di tutte le soluzioni politiche possibili il Premier esclude proprio l'ipotesi di un governo tecnico. O lui, o si va alle elezioni. In altre parole, fatti due conti, la Lega si riconferma l'unico vero ago della bilancia. Perchè nella migliore delle ipotesi, complice il possibile naufragio imminente delle norme attuative del federalismo, saremo presto di nuovo nelle mani degli italiani. Di noi tutti. Ormai divisi, sulla scorta di questo clima politico e mediatico bellicoso tutt'altro che casuale, in tifoserie. Ci sono quelli che lo voteranno, e sono tanti. Ci sono quelli che daranno fiducia alla "sinistra che non c'è". E c'è quel quaranta percento di indecisi di cui, fatalità, non si sa più nulla.
14-02-2011 - 14:14:18 - Anna Battaini
Ale, in realtà quanto è successo ieri nelle piazze italiane mi da la speranza di credere che non tutti quelli che lo hanno eletto siano ancora convinti della sua idoneità a governare.. e se ne fosse convinto lui stesso starebbe già insistendo sulla possibilità di tornare alle urne, possibilità che non sembra sostenere con la veemenza di qualche settimana fa.. Riguardo a quel 40% di indecisi credo siano loro la vera "risorsa" degli italiani, visto che la sinistra non sembra essere in grado di dare un'alternativa accettabile.. Sono gli uomini e le donne oneste che lavorano e che per un motivo o per l'altro non si sono mai particolarmente interessati alla politica quelli che sono in grado di fare la differenza.. alla fine della fiera sono italiani anche loro, vivono e pagano le tasse in questo paese.. è giunto il momento in cui facciano sentire la loro voce.. o no??
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