Giotto, l'Italia

Ha aperto a Milano una rassegna unica nel suo genere, un racconto a 360° per omaggiare il grande artista del trecento italiano

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Da un Maestro dell'arte italiana ad un altro. Con Palazzo Reale a Milano facciamo un ulteriore passo indietro nel tempo e dopo la mostra dedicata a Leonardo Da Vinci ecco che apre Giotto, l'Italia.

La rassegna, promossa dal Ministero dei Beni Culturali col patrocinio della Regione Lombardia, e prodotta da Palazzo Reale e dalla casa editrice Electaarriva a conclusione del semestre che ha visto il capoluogo lombardo in primo piano grazie all'Esposizione Universale, e si potrà visitare sino al 10 gennaio 2016.

Si tratta di un'importante esposizione, che vede proragonisti quattordici capolavori, simboli dell'arte del nostro paese, da valorizzare sempre. L'allestimento, che vuole raccontare al pubblico proprio il viaggio dello stesso artista, Giotto, attraverso l'Italia, è stato progettato da Mario Bellini, insieme ai due curatori della Mostra, Pietro Petraroia e Serena Romano.

Giotto arriva così, tra le sale milanesi, grazie a importanti prestiti, che hanno permesso un itinerario unico, che ci parla di  un genio immortale dell'arte, protagonista della pittura del trecento.

Ma chi era Giotto? Giotto è nato a Bondone di Vespignano nel 1267  ( c.ca). Poco dopo la sua famiglia si è trasferita a Firenze, dove, una volta cresciuto, il giovane artista è entrato nella bottega di Cenni di Peppo, meglio noto come Cimabue. La sua concezione pittorica si è rivelata da subito molto più naturalistica, prodotta da una rappresentazione quasi più scultorica, per volumi, che non pittorica, come succedeva invece prevalentemente tra gli artisti del suo tempo.

Troviamo la sua mano nella Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi, accanto a quelle di grandi maestri, e poi a Padova, a realizzare la Cappella degli Scrovegni tra il 1303 e il 1305. Enrico Scrovegni, discendente della ricca famiglia, aveva trovato il modo di consacrarla attraverso le capacità del pittore, la cui firma è qui assolutamente indiscussa (contrariamente ad altri lavori, come quello in San Francesco d'Assisi citato precedentemente, dove, pur essendo certa per molti, alcuni personaggi della critica hanno aperto quella che ha preso il nome di questione giottesca).

Giotto è così diventato in vita richiesto e molto ricco, ha assunto incarichi prestigiosi, ha creato la sua bottega; ma se alcuni lavori sono chiaramente stati delegati ai suoi allievi, certamente suoi sono gli affreschi nelle quattro cappelle nella Chiesa di Santa Croce a Firenze.

Certo, ci sarebbe moltissimo da dire ancora su Giotto e sulle sue incredibili creazioni, così moderne e all'avanguardia, sui suoi viaggi e sulle sue tappe a Bologna, a Napoli e a Milano, che proprio oggi lo omaggia con un percorso che vede esposti capolavori come Polittico Stefaneschi, da lui creato per l'altare maggiore di San Pietro (oggi custodito nei Musei Vaticani), il Polittico di Bologna, oggi alla Pinacoteca bolognese e ancora quello di Badia,  che normalmente trova sede agli Uffizi.

Quello che  ha fatto Giotto per l'arte è fondamentale, restituendole quel genere di naturalismo tipico delle opere greche, che però da secoli si era perso, in favore di una rappresentazione iconica, proveniente dalle culture romana e bizantina.

I canoni pittorici sono stati rivoluzionati, ribaltati proprio da Giotto, che ha posto le basi per la pittura moderna. E tutto questo si può vedere oggi nelle sale di Palazzo Reale, a Milano. Un'occasione, per tutti gli amanti dell'arte, che non si può perdere.

Giotto, l'Italia
Palazzo Reale, Milano
Dal 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016

Per tutte le informazioni: www.mostragiottoitalia.it
Tag:  Giotto, l'Italia, mostra, Palazzo Reale, Expo2015, capolavori, Mario Bellini, Electa, pittura

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