Audrey Hepburn: intramontabile icona di stile

A 50 anni dall’uscita del film “Colazione da Tiffany”, Roma celebra il mito di Audrey Hepburn con una mostra unica

di ilmetropolitano.it

Pubblicato sabato, 29 ottobre 2011

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A cura di Consuelo Occhiuto - www.ilmetropolitano.it


Dal 26 ottobre al 4 dicembre al Museo dell’Ara Pacis saranno esposti quelli che possono essere definiti dei ritratti quotidiani della vita romana della grande attrice. Trent’anni che fecero della capitale italiana la città d’adozione di una delle star più belle e imitate della storia.

La mostra è un tour immaginario della città! Camminando tra le foto sembra di essere in giro per Roma, magari su quella vespa bianca che consacrò l’attrice alla fama mondiale e fece delle nostre famose due ruote un simbolo per il mondo intero. La Roma di Audrey Hepburn non è però solo quella di Vacanze Romane; è soprattutto la città vissuta quotidianamente, fatta sì di shopping in centro e di serate di gala, ma ricca anche degli affetti più cari e delle passeggiate insieme agli adorati figli.

Una stella, ma soprattutto una Donna, Audrey, a cui la capitale rende omaggio e che io vi voglio raccontare, attraverso la sua storia e il suo inconfondibile stile!

Audrey Kathleen Ruston – questo il nome all’anagrafe – nasce a Bruxelles, in Belgio, il 4 maggio 1929. Figlia di un banchiere inglese e di una baronessa olandese, conosce fin da bambina lo strazio dell’abbandono e gli orrori dell’occupazione nazista. A cinque anni, infatti, Audrey viene mandata in un collegio inglese; poco tempo dopo il padre lascia la famiglia. Passano gli anni e arrivano per lei grandi successi, ma l’attrice ricorderà quel momento come il più traumatico di tutta la sua vita; l’assenza del padre, a cui da piccola è molto legata, le lascia un profondo vuoto affettivo difficile da colmare.

Con lo scoppio della guerra, Audrey e la madre si trasferiscono in Olanda, mentre il padre è messo agli arresti domiciliari come molti altri fascisti inglesi. I coniugi Ruston, infatti, avevano intrattenuto in passato rapporti con Hitler e sposato idee fasciste, in seguito abbandonate. Quando anche l’Olanda, nel 1940, viene occupata, per la Hepburn inizia un periodo molto duro, in cui conosce la sofferenza della fame e arriva a pesare 40 kg per 1,70 cm di altezza. Conosce la brutalità nazista e, costretta a nascondersi per sfuggire alla deportazione, viene iscritta a scuola con il nome di Edda van Heemstra.

Esile ed apparentemente fragile esce da questa bruttissima esperienza più forte di prima. È in questo periodo, infatti, che si appassiona alla danza – suo vero grande amore – e coltiva il suo sogno di diventare una ballerina del Covent Garden.

Il destino, però, ha in serbo per lei molte sorprese ed una strada diversa, costellata comunque di grandi successi. Dopo la liberazione dell’Olanda e tre anni passati ad Amsterdam, Audrey è a Londra, dove quasi per caso si trova su un set cinematografico. È la sua fortuna! Inizia da lì una carriera meravigliosa, fatta di film stupendi ed un successo mondiale. Vacanze Romane, Sabrina, Colazione da Tiffany sono solo alcuni dei film che l’hanno resa celebre! Nel frattempo decide di abbandonare per sempre il cognome Ruston e di usare unicamente quello della bisnonna, Hepburn! Vince premi e ha la sua stella personale sull’Hollywood Walk of Fame. Ma negli anni Sessanta, all’apice del successo decide di ritirarsi dalle scene; abbandona il cinema e si dedica completamente alla famiglia e al volontariato, diventando ambasciatrice Unicef.

Vive grandi amori e due matrimoni, con l’attore-scrittore americano Mel Ferrer e con il conte italiano Andrea Dotti, psichiatra e professore universitario. Ha due figli, uno da ciascun marito, Sean e Luca.

Uno dei suoi più grandi amori resta, però, quello professionale che vive con Hubert de Givenchy. Lo conosce a Parigi e la sua vita cambia! L’incontro con lo stilista si rivelerà, infatti, davvero vincente, non solo per gli abiti indossati nei film, ma anche per il suo look personale, grazie al quale sarà consacrata per sempre regina dello stile.

Il tubino più famoso al mondo, quello disegnato dallo stilista e indossato dall’attrice nella scena finale di Colazione da Tiffany, esempio di eleganza allo stato puro, molti anni dopo va all’asta da Christie’s ed è venduto per 467.200 sterline: una cifra esorbitante per un capo dalla semplicità ed essenzialità uniche.

Tutti gli stilisti hanno la loro Musa, ma nessuno è mai riuscito a fare quello che Givenchy fa con Audrey Hepburn: la loro è un’unione perfetta! Lo stilista esalta la classe innata dell’attrice. La fa emergere in tutta la sua bellezza, in un periodo in cui lo stereotipo di donna è tutt’altro. Lei magra nel mondo delle pin-up, con il suo taglio corto e sbarazzino, quasi da ragazzo, quando andavano di moda le onde dolci e morbide di capelli biondo platino. Quel taglio gamine che ben presto diventerà il più imitato dalle giovani donne!
Una femminilità, la sua, non ostentata, in cui il vero lusso è la semplicità.

“ Meno è meglio ” il suo motto, l’eleganza la sua dote migliore!

Ed è proprio l’eleganza con cui porta le ballerine che viene definito “il modo più sexy di scendere dai tacchi ” e consacra le pianelle alla fama mondiale!
I suoi occhiali over size sono ancora i più copiati: la montatura ideale per fare di ognuna di noi una piccola diva e, perché no, per coprire qualche piccolo difettuccio da baldorie della sera prima !

Il tubino, quel little black dress con appena due pinces al punto vita, è – nella sua semplicità – l’abito più ricercato al mondo. I pantaloni alla pescatora, o Capri pants, che lasciano scoperta la caviglia, diventano un esempio di come il capo maschile per eccellenza può vestire di sensualità anche noi donne. E così la camicia bianca da uomo, le maniche tre quarti, i maglioni a righe da marinaio, i trench dal taglio maschile e la “ scollatura Sabrina ”, disegnata per lasciare nude le spalle, ma coprire le clavicole troppo ossute.

Nel 1957 la Hepburn viene inserita nella classifica delle dieci donne più eleganti del mondo stilata dal New York Dress Institute: non ne uscirà più! A consacrare l’“Audrey style” arrivano pure le copertine delle riviste più patinate, quali Vogue o il Time, che individua la formula del suo successo: “Audrey Hepburn non si adatta a nessun stereotipo e nessun stereotipo si adatta a lei! ”.

Audrey diventa un’icona di stile, non solo per le donne comuni, ma anche per le grandi artiste di ogni tempo.

Maria Callas, donna di immenso talento ma dal fisico decisamente opposto al suo, porta sempre con sé una foto dell’attrice quale memento di classe, stile e charme.
Al suo fianco, persino Marilyn Monroe, considerata una delle donne più belle e desiderate del mondo, confessa di sentirsi “un ippopotamo vestito di stracci ”.

Ma la Hepburn è immensa ed elegante anche nella sua insicurezza. Solo lei non riesce a vedere l’allure di fascino che la circonda, arrivando persino ad affermare “È facile copiare il mio look. Le donne possono assomigliare a Audrey Hepburn raccogliendo i capelli e comperandosi grossi occhiali e vestiti senza maniche ”.

No mia cara Audrey…mi creda…non è per nulla facile assomigliare a lei! Lei ha una cosa difficile da imitare o acquisire: la classe innata!!!
 
Tag:  Audrey Hepburn, Roma, Vacanze Romane, Sabrina, Colazione da Tiffany, tubino, stile

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