Intervista a Eugenio Rollo

Lo psicologo Eugenio Rolla ci parla del suo ultimo libro "Prendi il rene per la gola"

di Fabia Tonazzi

Pubblicato martedi, 27 ottobre 2015

Rating: 0.0 Voti: 0
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Chi è Eugenio Rollo in tre difetti e tre pregi
Ascoltatore attento (pregio) a volte troppo (difetto), rapido nelle decisioni (pregio) a volte troppo (difetto), pieno di curiosità (pregio) e mai sazio (difetto)

Da quanto tempo svolgi la professione di psicologo e cosa ti ha spinto a diventare psicologo e perché
Ho iniziato l’attività trentaquattro anni fa, dopo aver conseguito la laurea in psicologia a Roma e seguito una specializzazione in terapia della famiglia. L’interesse per la psicologia è nato gradualmente, proprio per il piacere verso la ricerca, per comprendere meglio le persone, i loro problemi e trovare il modo di essere utile. Mi ha sempre appassionato la comprensione delle emozioni e la formazione del pensiero che non fosse semplice filosofia, ma trovasse un’applicazione concreta.

Promuovendo il mese del benessere psicologico, nelle librerie è uscito da poco anche il tuo ultimo libro? Come nasce, quali temi affronti? Fornisci al lettore anche delle cure al problema affrontato?
Il testo “Prendi il rene per la gola” nasce da una storia personale. Tredici anni fa mi sono ammalato per una grave patologia renale che mi ha portato da alcuni mesi a essere in dialisi. Poiché per mia caratteristica personale riesco a reagire agli eventi avversi, ho evitato di sottolineare gli aspetti critici e ho visto quali potevano essere le opportunità offerte dalla mia nuova condizione. Così i principi alimentari imposti dalla malattia sono diventati oggetto di studio: piuttosto che evidenziare le limitazioni della dieta, ho cominciato a vedere quali ingredienti potevo utilizzare per costruire un ricettario che fosse rispettoso delle regole e al contempo accontentasse il palato. Ne è nata una raccolta, arricchitasi nell’arco degli anni, che oggi viene pubblicata, arricchita da suggerimenti nutrizionali che, pur essendo specifici per la salute dei reni, sono in realtà applicabili a chiunque. Nel libro sono riportati per ciascuna ricetta i valori nutrizionali per porzione, in modo da poter integrare quelle nelle prescrizioni dietetiche di ciascuno.
Il libro è quindi il prodotto dell’incontro tra nefrologia, dietologia e psicologia, in quanto rappresenta un elogio alla resilienza, un invito a seguire un approccio positivo di reazione a un evento traumatico.
Il progetto ha anche valenza terapeutica, in quanto la terapia nutrizionale è di fatto riconosciuta come metodo valido e indispensabile da affiancare alla terapia farmacologica nella patologia renale e non solo.

In quali librerie lo possiamo trovare e dove possiamo contattarti
Si può acquistare online su Lulu.com, Amazon e altre librerie online. È anche disponibile in qualsiasi libreria su ordinazione.

Come si prevengono dal tuo punto di vista i malesseri psicologici, che possono diventare eventualmente fisici e che nascono durante determinate fasi della vita?
Per questa risposta occorre un trattato di psicologia! In generale un atteggiamento positivo aiuta, insieme a ritmi di vita naturali e a un’affettività soddisfacente. Ma il discorso è davvero troppo ampio e ricco di variabili per poterlo sintetizzare.

In che modo il mangiar sano, quindi l’attenzione che noi rivolgiamo al cibo, soprattutto negli ultimi tempi con l’avvento dei prodotti bio, caratterizza la “salute”di ciascuno di noi? Come si può sfatare il mito che certi cibi non sono solo “di moda” o per ricchi ma che tutti dovrebbero inserirli nella propria alimentazione?
Il principio condiviso da tutti gli esperti della nutrizione è che un’alimentazione sana comprende una grande varietà di cibo, in giusta quantità. Dobbiamo assumere molte sostanze nutritive, quindi l’alimentazione deve essere varia e commisurata all’attività che svolgiamo. È chiaro che il nostro organismo gradisce e assimila meglio i prodotti naturali, in cui le alterazioni di processo siano ridotte al minimo indispensabile. Però bisogna anche evitare le ossessioni: in altri termini abbiamo bisogno di una dieta bilanciata e piacevole, che accontenti il bisogno di nutrizione, ma anche il gusto, il bisogno emotivo e affettivo, nonché la dimensione sociale. La cultura del cibo in Italia è certamente più avanzata rispetto ad altri stati, ma deve ancora evolversi ulteriormente verso un’idea di benessere più ampio che includa la salute fisica e l’equilibrio psicologico. Siamo quel che mangiamo, nel bene e nel male.

Molto spesso ci convinciamo che i prodotti a base di soia, o chi per loro, piuttosto che a base di un altro ingrediente, siano migliori o peggiori… e che quindi sia necessario non mangiarli o al contrario acquistarli... Ecco, esiste un modo per informare nel giusto che preservare la salute  è possibile sia per il ricco che per il povero avendo certi accorgimenti?
Non è questione di tasca, è possibile nutrirsi bene anche senza spendere tanto. Come ho già detto, dovremmo mangiare un po’ di tutto, compatibilmente con il gusto personale e semmai evitando alimenti che fanno male e comunque le quantità esigue o eccessive. Mangiare deve restare un piacere per far bene all’anima! Non criminalizzerei le patate fritte, purché non se ne abusi. È chiaro che quotidianamente sono preferibili cibi compatibili con le proprie esigenze e il proprio stato di salute. Mangiar bene è un ottimo sistema di prevenzione per tante malattie ma, come ho già detto, bisogna cogliere l’opportunità, senza che diventi un’ossessione.

Come nasce il concetto di “resilienza” e qual è il suo consiglio per i lettori della rivista on-line Mondorosashokking se dovessero trovarsi in una situazione simile a quella descritta nel testo?
Resilienza è un termine che nasce nella metallurgia, come caratteristica di alcuni metalli di tornare al loro stato dopo un trattamento di shock (termico o meccanico). Il termine è stato poi utilizzato in altre discipline e anche in psicologia. In pratica indica la nostra capacità di adattamento, la reazione positiva agli eventi traumatici, la facoltà di cogliere le opportunità anche nelle situazioni problematiche. È un po’ giocare con la cattiva sorte, cercando un approccio positivo e sottolineando le possibili soluzioni anziché limitarsi a certificare i problemi.
In generale nelle situazioni di malattia la resilienza aiuta molto e contribuisce attivamente alla terapia. È stato sperimentalmente dimostrato che un atteggiamento resiliente, oltre a creare benessere e bendisporre alla terapia, provoca positive reazioni fisiologiche potenziando il sistema immunitario e in genere contribuendo all’equilibrio generale dell’organismo.
Pertanto chi si trova in situazioni critiche dovrebbe cercare, nei limiti delle proprie possibilità, di sviluppare al massimo la capacità di resilienza, di pensiero positivo, eventualmente chiedendo aiuto, senza doversene in alcun modo vergognare.

Progetti per il futuro e contatti?
Non so ancora cosa farò da grande, il mondo della conoscenza è talmente vasto che c’è da sbizzarrirsi nell’esplorarlo e imparare cose nuove: l’età avanza, ma voglio mantenere la mia mente giovane, finché sarà possibile.
Per chi fosse interessato a questi e altri temi, sono a disposizione il mio sito www.eugeniorollo.it la mia email info@eugeniorollo.it


8 giugno 2015, lulu.com
pp. 184
prezzo €15,60
Tag:  Eugenio Rollo, Prendi il rene per la gola, lulu.com, psicologia, dietologia, nefrologia, resilienza, alimentazione

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni