L'Italia è un paese per donne (?)

"Le donne, come i sogni, non sono mai come tu le vorresti", L. Pirandello

di Eleonora Panella

Pubblicato venerdì, 25 febbraio 2011

Rating: 5.0 Voti: 2
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
"Ritratto di una donna italiana", Vincent Van Gogh
Credo nessuno possa volerci diversamente da quello che ognuna di noi è realmente, ma se non ci si conosce personalmente a volte l'opinione che si ha di una persona è distorta dalla realtà. Pregiudizi? Luoghi comuni? Stereotipi legati al Paese di provenienza.
Le romane, le napoletane, le milanesi e le palermitane viste Oltralpe non hanno le diverse sfumature linguistiche, stilistiche e culturali che noi percepiamo. Ultimamente mi domando: "Come siamo viste dalle donne straniere?”.

Quotidianamente ho la fortuna di parlare con amiche e colleghe straniere, mi affascina vedere come l'essere donna possa essere diverso secondo la latitudine, la cultura, ma allo stesso tempo come sia spontaneo passare ore in una mezcla di lingue e culture a raccontarci dei nostri amici lontani, famiglie, amori ed esperienze. Ad alcune di loro ho lasciato carta bianca questa volta, ho chiesto di descriverci in qualche riga, attraverso storie, sentito dire, fatti reali accaduti e messaggi mediatici. Non è un triste quiz estivo ma il tentativo di andare oltre lo stereotipo classico dell’immaginario collettivo.

Catrin è del Galles ha trentadue anni ed è laureata. Ha due opinioni delle donne italiane: quella che arriva attraverso i media, i film e l’attualità, dove la figura che ne esce è di una femmina sottomessa da una gerarchia maschile ancora dominante. Oltre le immagini mediatiche, i film e le riviste patinate, Catrin mi dice che la sua visione reale è quella personale, con donne giovani, impegnate professionalmente, che hanno dovuto lasciare il loro paese per affermarsi, socialmente liberali, spigliate, frizzanti e di cultura. Donne solidali fra loro soprattutto all’estero, che tendono ad associarsi e creare una rete sociale molto in fretta. Ridendo ammette: "tutte anti-Berlusconi!”, in ogni caso politicamente interessate ed attive. Hippy, colorate, con stile nel vestire ed un particolare "usano molte parolacce ed amano la buona cucina!” (Una sorta di Ciociare, insomma)…

Gosia è polacca, ha trentacinque anni ed è un avvocato affermato. ”La mia insegnante d’italiano a Lussemburgo non smetteva mai di parlare”, dice. Nota un attaccamento alla figura della moglie-madre un po’ isterica ed urlatrice (qui aggiunge che i film come “Ricordati di me” hanno contribuito a rafforzare questo pensiero), ed alla figura del uomo capo-famiglia. Sull’argomento scandali sessuali, dice che in Polonia la situazione sarebbe stata gestita in maniera ancor più silente, che probabilmente il loro Primo Ministro sarebbe rimasto in carica, "stimato" dagli altri maschietti suoi elettori.

“Il mio Giudizio sulle donne italiane è che sono moderne, educate, talvolta nascoste sotto lo stereotipo di sexy bomb, ma è solo un pregiudizio che si supera non appena le conosci meglio”. Pia ha quaranta anni ed è svedese, aggiunge di aver incontrato donne italiane molto intelligenti, sempre ben vestite e politicamente consapevoli, molto lontane dall’immagine che passa dalle storie di palazzo del Governo italiano. Aggiunge: "Purtroppo, penso che l’Italia sia ancora un paese abbastanza arretrato dal punto di vista delle pari opportunità e la situazione femminile è alquanto dura, le donne ancora combattono per diritti che in Svezia esistono da tempo. Ma sono felice di vedere che le donne inizino a protestare contro queste ingiustizie e lascino vedere al mondo le loro capacità. In Svezia, un primo Ministro deve essere sposato, con figli e sportivo, non potrebbe essere altrimenti, un uomo con un comportamento morale come il vostro Primo Ministro non sarebbe mai stato eletto. Un Ministro donna è stata rimossa dall’incarico per aver comprato una fetta di torta al cioccolato (2 Euro), con la carta di credito di servizio”.
Sorrido amaramente all’immagine dei nostri Parlamentari nella Buvette di Montecitorio e dei loro pasti molto-poco proletari.
“Legalmente”, aggiunge, “comprare sesso è illegale ed è un’offesa seria. Comprare sesso da una minorenne è inaccettabile, in Svezia sarebbe stato arrestato sia perché illegale ma anche perché moralmente inammissibile, un fatto del genere ne avrebbe segnato irreversibilmente la carriera politica”.

Non può che mancarmi un sorriso quando Pia mi dice che le due donne italiane conosciute dalla stampa svedese sono: Loredana Bertè e Nancy Dell’Olio!  “Gli uomini svedesi trovano le donne italiane molto più femminili delle svedesi, l’eguaglianza fra i sessi ha condotto a un appiattimento delle caratteristiche caratteriali e comportamentali tipiche dei due sessi, questo caso non sembra però essere visibile in Italia, dove le donne preservano la loro femminilità, e gli uomini fanno ancora gli 'uomini' ”.
Su quest’ultima affermazione mi scende un interrogativo, che forse svilupperò solo negli anni: ma è quindi possibile essere affermate, trattate e considerate come gli uomini sul lavoro, a casa, in televisione e sui giornali, preservando allo stesso tempo quelle caratteristiche uniche, affascinanti e charmose che noi tutte abbiamo, senza doverci androidizzare?
Ai posteri l’ardua sentenza…
Tag:  Polonia, Svezia, donne, pari opportunità, donne Loredana Bertè

Commenti

06-11-2016 - 17:10:06 - Asenath
Squalificante l'immagine che diamo a certe straniere, ma purtroppo veritiera in certe zone d'Italia, per fortuna solo certe. Deprimente un paese che non da nessuna possibilità alle donne di scegliere la propria vita tranne a fare la cameriera gratis e sfornare figli, e adesso siamo arrivati ad un punto che nemmeno gli uomini possono scegliere più un mestiere che più si confà alle loro aspirazioni. Metter su famiglia è diventato sempre più difficile, e l'unico futuro per i giovani è andarsene altrove a cercar fortuna come ai tempi dei tempi, e siamo tornati indietro c'è poco da fare sotto ogni punto di vista. Io di fronte agli stranieri a volte mi vergogno di come siamo messi.
Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni