Operatori umanitari si nasce e si diventa

Annapaola è, prima che collaboratrice di Mondo Rosa Shokking, un operatore umanitario. L'abbiamo intervistata per presentare un lavoro dalle mille sfaccettature. Perché lo spirito umanitario nasce con noi, ma necessita di formazione ed esperienza.

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Per una volta decidiamo di invertire i ruoli: il narratore si sdoppia e si racconta. Non potevamo rinunciare a presentare con un'intervista una delle nostre più preziose collaboratrici, operatrice umanitaria che ha girato il mondo e ha vissuto il quotidiano di situazioni di povertà e disperazione estrema. Annapaola Crespi ci svela segreti e dà consigli qualora le nuove generazioni vogliano intraprendere una carriera dedicata al mondo. Perché il mondo dà soDdisfazioni!
 
Parliamo delle origini. Come nasce la voglia di dare una mano al mondo?
Nel modo più spontaneo. L'ho sempre voluto fare, dai tempi di "We are The World", non c'è una ragione particolare.

Non ci si improvvisa operatori umanitari, ma serve tanta formazione. Qual è stato il tuo percorso?
E' iniziato tutto a Bruxelles quando lavoravo per una società che gestiva le risorse umane del dipartimento di Aiuti Umanitari della Commissione Europea, ECHO. In seguito a un master in Politica Internazionale ci fu la partenza per la Cambogia inizialmente come volontaria e poi com un contratto di lavoro vero e prioprio. Da allora ho cambiato 3 continenti e 5 paesi.
Nel 2006 ho fatto il Master in Aiuti Umanitari che ha dato il tocco finale. Nel 2007 ero in Bolivia, 2008-09 in Colombia con UNHCR. Adesso sono a Lisbona e lavoro per una ONG umanitaria che si occupa di emergenze mediche in molti paesi del mondo.

Il tuo lavoro è una missione che prevede tanta passione e amore per il proprio operato ma anche tanto sacrificio. Quali sono i pro e i contro di essere una “cittadina del mondo”?
E’ un mestere gratificante e appagante, l’interesse per il prossimo e il desiderio di cambiare un mondo ingiusto sono alla base di tutto, ma non mi ritengo per questo particolarmente altruísta. Il lavoro ti permette anche di viaggiare, conoscere culture diverse, vedere paesaggi unici, a volte persino di avere accesso privilegiato a zone praticamente inesplorate (come per me in Colombia). Se sei una persona avventurosa e curiosa ogni giorno è ricco di sorprese!
Al tempo stesso devi sacrificare molto nella vita personale, spesso gli affetti piu cari, una certa stabilità emozionale, le relazioni di coppia sono sempre un disastro…e quando torni a casa ti ci vogliono giorni per riambientarti. Sono molto fortunata perché ho alle spalle una famiglia che da quando ho cominciato questo mestiere mi ha sempre capita e sostenuta.
E’ anche una professione pericolosa, che spesso porta a rischiare molto. Ma la cosa piu difficile da tollerare è il quotidiano: confrontarsi con ingiustizie e sofferenze. Molte persone non ce la fanno e si perdono. All’inizio è molto dura: bisogna arrivare a superare il senso di colpa iniziale e la frustrazione di non essere superman. Poi il tempo e l’esperienza ti insegnano ad essere semplicemente un professionista, a lavorare con senso di responsabilità senza per questo diventare insensibile.

Donne e bambini rappresentano il futuro e a loro hai dedicato buona parte della tua vita lavorativa. Quanto questo ha influito proprio sulla tua personalità forte di donna libera ed emancipata?
Assolutamente sì  e in modo determinante. Non sarei  la stessa persona  se avessi  fatto uma scelta professionale diversa da questa.

Si può  lavorare per il mondo e nel mondo tutta la vita, senza una fissa dimora e senza un angolo tutto per sé? Quali sono i pro e i contro, i sacrifici e i benefici di una vita dedicata a dispensare sorrisi?
E’ molto importante sapere da dove si viene…” you don’t know where you’re going if you don’t know where you come from”. E’ stata la frase determinante all’inizio della mia carriera: mi è stata detta da un amico Anlgo-Sud Africano che lavorava sul campo da anni. Mi ha fatto ragionare sull’importanza di avere sempre chiaro dove siano la nostra casa e il nostro cuore. Quando sai dov’è CASA ti puoi muovere ovunque nel mondo. E poi non si tratta sempre e solo di una vita da nomadi: questa professione è compatibile con una famiglia e una vita “normale”, dopo l’esperienza di campo si puo lavorare dalle sedi delle organizzazioni in Europa, il continente!

Cosa consigli a chi vorrebbe fare il tuo mestiere?
Forza di volontà, pazienza e perseveranza…e dominare almeno una lingua straniera.Bisogna essere molto convinti di quello che si vuole e, una volta capito questo, bisogna non demordere e andare dritti verso la meta. Come per tutto nella vita quando si vuole una cosa ci si deve impegnare a fondo per ottenerla.
Al giorno d’oggi ci sono decine di formazioni specifiche nel campo, ci sono i veri esperti della cooperazione! Quindi, scegliere la formazione che conviene di più, addizionare uno stage professionale anche se non pagato (lo abbiamo fatto tutti) sul campo, scegliere la propria area di specializzazione e diventare esperti in quel settore. Dal punto di vista morale ci vogliono umiltà, spirito di adattamento, buona attitudine al lavoro in equipe.

Hai una prospettiva più ampia rispetto alla nostra, forse ancora troppo provinciale. Come vedi il mondo tra dieci anni?
Il fenomeno della migrazione è la sfida piu importante e problematica che ci troviamo ad affrontare oggi. Nei prossimi anni il fenomeno è destinato a prendere dimensioni ancora piu importanti. Cambiamenti climatici ed emergenze complesse (catástrofi ambientali più situazione di instabilità politica / etnica in un paese) costringono ogni giorno migliaia di persone ad abbandonare le loro terre per dirigersi altrove. La disperazione che spinge queste persone è pari solo al loro coraggio nell’affrontare l’ignoto per cercare un futuro migliore. L’integrazione non è mai facile, ci è necessario un cocktail di educazione alla tolleranza e cacapità di adattamento. Tutti siamo coinvolti in prima persona e tutti abbiamo pari responsabilità davanti a questa sfida. Tra dieci anni spero saremo sulla buona strada per creare delle condizioni socio-culturali tali per cui tutti possiamo beneficiare di un mondo piu armonioso e multiculturale. 
 
Tag:  ONG, ECHO, operatore umanitario, UNHCR, Annapaola Crespi, Cambogia, Colombia, Bruxelles, Bolivia

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