Viaggiare da soli: uno stile di vita

Abbiamo intervistato Francesca Di Pietro, viaggiatrice solitaria ed esperta di psicologia turistica

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Courtesy of Francesca Di Pietro
Francesca Di Pietro nella vita si occupa di psicologia turistica e grazie a questa professione ha svolto numerose ricerche incentrate sulla personalità dei viaggiatori. Appena può fugge alla scoperta di nuovi mondi e culture, seguendo uno "stile di vita" particolare: viaggiare da sola.

Sul Web ha aperto un sito e un blog sui quali promuove la sua filosofia e ai lettori di MRS spiega il perché.

Ciao Francesca, ho deciso di intervistarti perché mi ha colpito molto il tuo profilo professionale e perché – devo ammetterlo – prima d’ora non avevo mai incontrato qualcuno che si occupasse di “psicologia turistica”: puoi spiegarci esattamente di che cosa si tratta?
La psicologia turistica è una branca della psicologia sociale, si occupa dello studio del turista a 360 gradi. Si sofferma su cosa lo spinge a viaggiare, quali sono le sue aspettative, le sue motivazioni a partire, a come vive l’esperienza di viaggio, cosa lo soddisfa e cosa invece gli provoca un vissuto e quindi un ricordo spiacevole. E’ molto usata dal marketing turistico anche se loro la infiocchettano con numeri da economisti, ma fondamentalmente si studia l’uomo in viaggio!

Grazie a questa professione hai anche condotto delle ricerche molto dettagliate, che sono state poi pubblicate su alcune riviste di settore. Quali tematiche particolari, legate alla psicologia turistica, hai affrontato in questi studi?
Il mio interesse principale è stato concentrare l’attenzione sulla Personalità dei viaggiatori. Solitamente in psicologia turistica si parla di motivazioni, aspettative, bisogni, drivers, io ero incuriosita dal verificare se i tratti di personalità avessero un reale impatto sulla scelta di viaggio, e alla fine devo dire che avevo ragione!

All’interno del tuo iter professionale, hai strutturato un percorso di travel coaching: in che cosa consiste? A chi è destinato?
Il travel coaching è un percorso di life coaching associato al viaggio. Si individua un percorso che si vuole fare, le aree sulle quali lavorare, aspetti del proprio carattere che si desidera migliorare, si strutturano obiettivi chiari ed una strategia. Quello che faccio io è aiutare la persona a mettere in luce i propri bisogni e le proprie paure, in modo da far emergere la meta del viaggio e non solo, in modo naturale. Do supporto anche nell’organizzazione del viaggio, perché molto spesso le persone non hanno mai viaggiato da sole. Io divido il percorso di travel coaching in tre fasi, pre-viaggio, in itinere e post viaggio. Devo ammettere che quella pre-viaggio è la più richiesta. Molte persone chiedono il mio aiuto per superare la paura di viaggiare da soli e per scegliere la meta del loro viaggio. Io do supporto telefonico con appuntamenti programmati su skype.

Parallelamente, hai aperto un sito nel quale alterni esperienze di viaggio personali (vissute esclusivamente da sola) a consigli pratici per chi volesse intraprendere un percorso in solitaria. A questo punto la domanda è d’obbligo: perché hai scelto di viaggiare da sola e di stimolare, attraverso il Web, questa “scelta di vita”?
Perché in Italia mi continuavano a guardare con gli occhi sgranati quando dicevo che sarei partita da sola e io volevo far capire loro che è una cosa normale nel resto del mondo e che dovrebbe diventarlo anche da noi. Poi grazie al sito ho sdoganato questa maniera di viaggiare, ho incontrato tante altre persone che amano le stesse cose che amo io e così è nata la mia community!

La tua immensa passione per il viaggio ti ha spinta ad aprire anche un blog che tu hai definito «un diario di bordo multimediale, dove annotare esperienze, itinerari, cose da acquistare» ma anche «un taccuino per trattenere le emozioni». È questo ciò che per te rappresenta il viaggio? “Emozioni”?
Il viaggio per me è emozioni ed incontri, anche se spesso le due cose si accavallano. Da quando ho imparato a scrivere ho sempre avuto un diario, anzi più di uno, uno per ogni mio stato d’animo, da ragazzina dedicavo ore al mio diario, lo coloravo, dipingevo con gli acquerelli e riempivo di adesivi bellissimi. Ogni emozione, delusione ed incontro della mia vita è disegnato a modo mio in pagine di diario, adesso è semplicemente 2.0, anche se in tutti i miei blog evito di parlare della mia vita privata.

Hai viaggiato in lungo e in largo, hai “assaporato” nuove culture e hai conosciuto popolazioni estremamente variegate: se ti chiedessimo di partire domani mattina per un luogo in cui sei già stata, quale sceglieresti?
Sudamerica di sicuro, è quello dove mi sento più a casa, forse direi Argentina, perché ho tanti amici a Buenos Aires, ma il tempo per visitare il resto del paese non basta mai!

Qual è il viaggio che ancora manca nel tuo diario di bordo?
Mille direi, ho visitato solo 43 paesi e io per di più sono una che ama tornare nei luoghi, ad esempio sono stata 7 volte in Turchia, 2 in Thailandia 2 in Argentina e Cile, quindi direi che non mi basterà una vita! Le mie mete sono sempre frutto di ispirazione, non so mai dove andrò finché non decido di partire. Il mi prossimo viaggio sarà l’Indonesia, per 2 mesi, sono già stata a Bali, ma ora voglio vivermi anche le altre isole, non tutte, ma almeno 4-5, io amo viaggiare lentamente, anche se la lentezza non è mai troppa, più resti in un paese più vorresti altro tempo!


Dove trovare Francesca:
- Sito "Viaggiare da soli": http://www.viaggiaredasoli.net/
- Sito "Psicologia Turistica": http://www.francescadipietro.com/
Tag:  Francesca Di Pietro, psicologia turistica, viaggiare, blog, travel coaching

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