BLACK ROOM La capitale del vizio regala una mini replica a dicembre

Dopo il gran finale del 21 novembre, con il quale si è chiuso il mese dedicato alla Lussuria, al via le prove per l’Accidia, in scena da gennaio, e un appuntamento extra il 2 dicembre al Métissage di Milano

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Foto di scena a cura di Ilaria Speri
Il 21 novembre scorso, il mese dedicato alla Lussuria da Creartheater in “BLACK ROOM – La capitale del vizio” si è chiuso con un gran finale alla Maison Espana: tutti gli otto densi “atti” dedicati al conturbante vizio sono stati rappresentati davanti a un pubblico folto ed entusiasta. Tutti in scena i bravissimi attori (qui in ordine alfabetico): Rossana Carretto, Tito Ciotta, Loris Fabiani, Gabrio Monza, Daria Morelli, Silvia Pernarella, Alan Scelfo, Vincenzo Zampa. Con loro anche Francesca Piscione e Erica Vitale, sinuose e versatili comprimarie, vestali in pizzo di sangallo. In virtuale, l’espressivo primo piano di Valeria Barreca.
 
Tutti recitati, nella trasposizione in versione monologo, gli otto racconti selezionati fra i numerosi pervenuti a Creartheater per partecipare al progetto:
 
Appuntamento al Buio di Dario Degli uomini
CANDIDA di Rossella Canevari
Circolo Vizioso di Paolo Ottomano
La paletta Rossa di Paola Malaspina
MARK e la PASSIONE per DIONISO di Tiziana Fresi, Valentina Rimauro, Rubina Carancini
Padre Martin di Junky Prophet
Questa Goccia di Mirko Aretini
Venerdì 17 - LA LUNA di Emmanuele Tremolada.

Tito Ciotta, provetto regista di teatro sperimentale, ha dato un saggio di eccellenza della sua abilità nel trasformare le caratteristiche della location, non propriamente “teatrale”, in stimoli alla sua esuberante e inarrestabile creatività.

Secondo Tito il “minimalismo” del contesto non è un limite, ma l’occasione per incantare il pubblico con le sue trovate. Così ecco gli ottimi attori, e lui stesso - questa volta anche in scena -, “invadere” lo spazio della Maison, provocando il pubblico con una prossimità sensuale e coinvolgente, che ben si addice al vizio del mese. Alla recitazione intensa si accompagnano materiche incursioni fra i tavoli, costumi (e nudità) allusivi, basici ma potenti giochi di luce e una colonna sonora che rimbomba dentro. L’atmosfera “alla Twin Peaks” della Maison scompare e nel buio brillano le azioni dei protagonisti, ora in lucori sospesi nell’oscurità, ora nel fascio di impietosi fari che iconizzano gli attori e fanno scintillare il metallico fondale, ora in un’ossessiva intermittenza stroboscopica, che magicamente evoca l’azzurognola vibrazione del cinema muto.
 
E’ una lussuria soprattutto “dolorosa”, quella che viene rappresentata sul palco di Black Room, perché off limits, e perché penosi e affliggenti sono i suoi esiti sui protagonisti. All’indice il conformismo della trasgressione ad ogni costo, il consumismo del piacere, lo squallore del perbenismo che non contempla, senza possibilità d’appello, la possibile coesistenza di sano appagamento fisico, sane emozioni, e magari pure sani sentimenti. Emblematico in tal senso l’allucinato racconto di un circolo in cui la trasgressione diventa assoluta negazione dell’altro. Qui, al monologo, si alterna uno straniante duetto, fra il protagonista in catene e una surreale Valeria Barreca in virtuale. Ancora, grazie ad ammiccanti ribaltamenti di ruolo, l’ironia schiaffeggia il maschilismo di cui si veste la sessualità: preso il piacere, è una donna ad accendersi, distaccata, una sigaretta. Ma l’azione dissacrante di Black Room non si ferma a questo: è proprio il pezzo recitato da Tito Ciotta a salvarsi per il rotto della cuffia dall’odore di blasfemia, grazie ad una sottolineatura umoristica e giocosa e a una interpretazione abilmente scanzonata.

Fra i molti spettatori intervenuti, anche tanti che avevano già visto lo spettacolo in una delle precedenti date, dedicate all’Ira o alla stessa Lussuria, e che sono tornati, per seguire il progetto Black Room, sempre capace di sorprendere, grazie al suo singolare format. Black Room è infatti uno spettacolo fatto dal pubblico, come già vi abbiamo raccontato. Fatto dal pubblico a partire dai testi, racconti scelti in base alle loro mini sinossi dal pubblico della libreria Il mio libro, e poi adattati da Tito Ciotta, ideatore e regista di Black Room, con cui collabora anche Irene Altobelli. Il pubblico è nuovamente protagonista durante lo spettacolo, il cui sviluppo, sera per sera, non è affatto scontato (ogni mese un vizio, con pausa a dicembre): per ogni rappresentazione sono infatti gli spettatori  a votare su una cartolina–menù i titoli che vogliono vedere in scena in quell’occasione, oltre a uno dei due “antipasti” (a voi scoprire cosa si intende per antipasti), e a scegliere, a fine spettacolo, il racconto che più li ha colpiti, o che più li ha incuriositi, anche se non è stato rappresentato. Il percorso di selezione a cura del pubblico porterà a scegliere un solo racconto per ogni vizio, fino all’evento finale, per ora top secret.
 
A gennaio si riparte, con l’ACCIDIA. Le prove sono già in corso e Creartheater sta preparando altre novità e - c’è bisogno di dirlo? – altre sorprese!
 
Nel frattempo, il 2 dicembre, nell’ambito dell’evento “Letteratura, Teatro, Musica” organizzato da Momentum Edizioni in collaborazione con il Circolo Arci Métissage, sarà possibile rivedere due monologhi tratti dalle prime due raccolte di Black Room.



2 dicembre 2011, dalle ore 21.00
Via Borsieri 2 (entrata da Via De Castilla di fronte al n° 8), Milano
Alle 21, presentazione della trilogia noir “Malatesta - Indagini di uno sbirro anarchico” di Lorenzo Mazzoni, con le illustrazioni di Andrea Amaducci
Modererà l'incontro l'autrice Sabrina Minetti
Alle 22 BLACK ROOM con Creartheater.
Seguirà, intorno alle 23, il concerto "Guido canta De Andrè”.

Foto di scena a cura di Ilaria Speri

Trailer di BLACK ROOM La capitale del vizio, La Lussuria


Per info e prenotazioni: info@creartheater.com
Tag:  Black Room, La capitale del vizio, Creartheater, sette vizi capitali, lussuria, Tito Ciotta, teatro sperimentale

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