The Bodyguard rivive al Teatro Nazionale di Milano

Karima ricopre il ruolo che sullo schermo fu dell’indimenticabile Whitney Houston. Protagonista maschile del musical è Ettore Bassi

di Lorenza Teti

Pubblicato lunedi, 27 febbraio 2017

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Se a 8 anni, quando per la prima volta ascoltò la splendida voce di Whitney Houston, qualcuno le avesse detto che avrebbe indossato a teatro i panni del personaggio reso celebre in un film dall’indimenticata e indimenticabile cantante, probabilmente non ci avrebbe creduto. O forse sì… Da piccoli si sogna, i sogni non hanno confini e Karima non fa eccezione. “Volevo essere Whitney Houston”, ha infatti candidamente ammesso durante la conferenza stampa di presentazione del musical “The Bodyguard – Guardia del corpo”, che la vede protagonista sul palco del Teatro Nazionale Che Banca, a partire dal 23 febbraio.

La cantante livornese interpreta Rachel Marron, il personaggio reso celebre proprio da Whitney nel film della Warner Bros del 1992, “The Bodyguard”. A fianco di Karima, nel ruolo che nella versione cinematografica andò a Kevin Costner, troviamo Ettore Bassi. Tocca a lui interpretare Frank Farmer, l’affascinante guardia del corpo incaricata di proteggere Rachel, che conquistail cuore della cantante. “Ho visto più volte il film per prendere spunto da Kevin Costner – ha spiegato Bassi –. Cercherò di arrivare al pubblico con la forza di un pugno nello stomaco e scene d’azione”.

E se Ettore Bassi, sex symbol e conosciuto per i suoi ruoli di poliziotto in tv, fa riferimento ai pugni di Bud Spencer, attore che ha da sempre ammirato sin da bambino, come da lui ammesso ridendo in conferenza stampa, Karima, invece, spera che nessuno voglia ritrovare la grandissima Whitney nel musical. “Il  mio è un omaggio a quella che considero la “Maradona” del gospel. La ammiro da sempre e  I Will Always Love You è il mio cavallo di battaglia e portafortuna”, ha dichiarato la cantante, lanciata dalla trasmissione condotta da Maria De Filippi, Amici, e che nel 2010 ha aperto proprio i concerti del tour italiano di Whitney Houston.

Scritto da Alexander Dinelaris, l’adattamento italiano è curato dal regista Federico Bellone, che ha già diretto “Fame”, “Dirty Dancing”, “Newsies”, “A qualcuno piace caldo” e “West Side Story”. “Quando  uscì  la  versione  musical  del  titolo  a  Londra  qualche  anno  fa,  pensai  subito a  un'altra operazione  per  la  maggior  parte  commerciale,  alla  "Fame"  o  "Flashdance".  Invece,  con  mia  grande  sorpresa,  mi imbattei in una riduzione estremamente curata per il teatro, dove le canzoni più famose del mito di colore erano state integrate perfettamente nella storia (sempre in originale nella versione italiana in quanto, oltre che molto conosciute, sempre in contesti di performance e mai di snodi drammaturgici), con un risultato finale di grande qualità”, ha spiegato Bellone.

“Quello che raccontiamo  nel  nostro  spettacolo  è  il  grande  bisogno  che  la  diva  protagonista  ha  di  essere  amata.  Più  abbiamo successo nel nostro lavoro, più rischiamo di rimanere soli; la celebrità e il potere ci portano a dubitare di quali siano le amicizie  e  gli  amori  sinceri,  confinandoci  in  un  vortice  di  emozioni  che  difficilmente  possiamo  condividere – ha proseguito il regista  –.  La solitudine  è  un elemento comune anche al nostro  protagonista, che ha scelto il mestiere perfetto. Non nello stesso posto troppo a lungo, mai troppo vicino a qualcuno”.
“Dal punto di vista visivo,  lo show si presta all' eleganza: nero lucido specchiante, bianco, argento e oro, linee verticali negli abiti da sera; e a grande spettacolarità per l'aspetto "da  concerto"  legato  alla  protagonista  femminile,  come  un  grande  impianto  luci,  fuochi  d'artificio  e  fiamme  veri, geyser, vento, giochi di laser, botole e sistemi di volo, proiezioni, effetti speciali e mega bassi, sorprendenti cambi di scena”, ha poi dichiarato Bellone, spiegando che rispetto al film, lo spettacolo teatrale ha ridotto gli elementi più d’azione che sarebbero stati difficilmente riproducibili sulla scena.

Le coreografie sono di Bill Goodson, mentre il coaching vocale è di Cheryl Porter, “probabilmente la massima autorità per il canto black in Italia”, come lo ha definito Bellone che ha poi concluso: “Non si può raccontare di più su questo musical. Bisogna vederlo!”.

Il tempo a disposizione c’é. Prodotto dalla Wizard Productions, lo spettacolo sarà in scena fino al 7 maggio.

Per tutte le info: thebodyguardmusical.it
Tag:  The Bodyguard, Guardia del corpo, Musical, Teatro Nazionale, Milano, Karima, Ettore Bassi, Whitney Houston, Kevin Costner

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