Birroir, un birrificio di sole donne

Un viaggio nel mondo della birra, alla scoperta di un’impresa tutta al femminile

di Laura Argelati

Pubblicato mercoledì, 25 settembre 2013

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Vicino Lucca è nato di recente un nuovo birrificio e qualcosa lo rende davvero particolare: solo donne al Birroir!

Quattro chiacchiere con Elisa Tealdi, che si occupa di commercializzazione e comunicazione, ci hanno fatto conoscere meglio la nascita e la storia di questa nuova impresa dove le quote rose di certo non mancano!

Come e quando è nata l'idea di aprire il birrificio?
Io, Elisa, Elena e Alejandra siamo state colleghe di lavoro. Tutte e tre malpagate, sfruttate, e, come avviene in questi casi, deluse da questa esperienza lavorativa, abbiamo iniziato a maturare l'idea di metterci alla prova come imprenditrici e così lo scorso dicembre durante una cena, assaggiando le birre che Elena già produceva a casa, ci siamo dette "Perché no?" e così é partito tutto...

Quando avete deciso che valeva la pena trasformare la passione per la birra in un lavoro vero e proprio? Non avete avuto paura che la crisi che pesa sul nostro Paese potesse ostacolarvi?
Una volta maturata l'idea è iniziata una ricerca di mercato che ci ha consentito di verificare le potenzialità del mercato della birra artigianale in Italia, e i risultati che abbiamo raccolto ci hanno dato la conferma finale: questo prodotto nel nostro Paese sta vivendo una fase di sviluppo, quindi ci è sembrato ci fosse spazio per introdurre una birra pensata e creata in maniera totalmente differente, da sole donne! La birra artigianale è un prodotto naturale, che non costa molto al consumatore, e a certe condizioni è un prodotto sicuramente ecosostenibile e in grado di valorizzare le eccellenze territoriali.
La crisi si combatte con idee nuove e innovative, non solo per come si vuole produrre il prodotto ma anche per la realizzazione del progetto in sé: si deve pensare ed agire in modo differente, magari cercando di trarre vantaggio dal proprio impianto relazionale sul territorio. Noi ad esempio, siamo riuscite a realizzare il nostro birrificio con pochissime risorse economiche e senza alcun tipo di aiuto istituzionale, pur essendo tutte giovani e tutte donne. Ci siamo riuscite grazie al forte sostegno dei nostri familiari, che hanno contribuito allo sviluppo dell'idea e alla realizzazione anche materiale del birrificio. E poi ci sono tanti amici che fanno il tifo per Birroir!

Solo donne al Birroir: chi ne fa parte?
Io, Elisa Tealdi, mi occupo di Commercializzazione e Comunicazione. Elena di Martella Orsi è la mastra Birraia ed è lei che si occupa della progettazione e della realizzazione delle nostre birre. Alejandra Folgado, invece si occupa di amministrazione e aiuta Elena nella produzione. Infine a noi si é unita anche un’altra socia di capitale, Linda di Martella Orsi, ingegnere chimico attualmente impegnata a fare la mamma della piccolissima Bianca.

Quali sono i principi su cui avete fondato e fatto evolvere il vostro birrificio?
In realtà il nostro birrificio é ancora tutto in evoluzione, ma sicuramente le linee guida di sviluppo ce le abbiamo ben chiare e sono racchiuse nella nostra denominazione Birroir, che ha mutuato dal mondo del vino in un gioco di parole il termine "Terroir":  terroir è un termine francese quasi intraducibile che esprime per un dato vino il complesso intreccio tra valori del territorio, qualità organolettiche di uvaggi e  terreni, microclima di riferimento, e tradizioni legate alla zona di produzione. Noi ambiamo a fare, attraverso la produzione delle nostre birre esattamente questo: una valorizzazione delle nostre eccellenze  territoriali, prima tra tutte l’ottima acqua del comune di Capannori.

Come mai la scelta di un birrificio tutto al femminile? Oppure si è trattato solo di una coincidenza?
Pur essendo tutte molto fiere e consapevoli del nostro essere donna, non parlerei di una crociata tutta al femminile, quanto piuttosto di una fortunata coincidenza per cui quattro amiche, desiderose di mettersi in gioco e con la voglia di darsi da fare, si sono aggregate e si sono rimboccate le maniche per dare concretezza ai propri sogni.

Per adesso come sono i rapporti con la concorrenza maschile? E con i clienti come va quando scoprono che siete tutte donne?
Il mondo della birra è decisamente un mondo maschile, anche se le radici storiche della produzione della birra affondano in terreno prettamente femminile, tra gli antichi sumeri e gli egizi dei faraoni. Devo dire che abbiamo trovato simpatia e collaborazione dai nostri colleghi "maschi". Ma va detto che il mondo della birra è un mondo molto solidale, in cui l'invidia e la scorrettezza sono ancora delle rare eccezioni. Quanto ai nostri clienti, sanno subito che Birroir è un'azienda tutta al femminile, perchè sin dal primo approccio questa è una cosa che ci piace chiarire subito e sulla quale abbiamo di fatto costruito anche la nostra comunicazione. I clienti gradiscono l'idea di avere come interlocutori le donne, anche se la forza commerciale più importante viene dalla qualità del prodotto.

Alle donne che vorrebbero aprire un'attività in proprio ma hanno timore a farlo, che cosa consigliereste?
Di provarci sempre e comunque, di darsi da fare e credere nelle proprie idee e di non aver pregiudizi nel chiedere aiuto per poterle realizzare.


Per scoprire qualcosa in più sul Birrificio Birroir e sulle loro birre “Isotta” e “Gigliola”, potete consultare la pagina dedicata su facebook.
Tag:  Birrificio Birroir, Lucca, Capannori, Birra, Impresa, Donne, Imprenditoria femminile, Produzione artigianale

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