Heidi Busetti, professione wedding reporter

Quando la passione per i matrimoni, passando per il talento, diventa professione

di Grazia Ciavarella

Pubblicato giovedì, 3 marzo 2011

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Se gli americani sono stati bravi a inventarsi la professione di wedding planner, gli italiani non sono stati da meno ideando quella di wedding reporter. Per la precisione l’idea è di un’italiana più che creativa: Heidi Busetti.
 
La trentacinquenne giornalista, mamma e moglie di un fotografo di matrimoni, ha partorito quella che – almeno di primo acchito – potrebbe sembrare un qualcosa di bizzarro. Pian piano però ci si rende conto di come l’idea risulta invece essere unica e vincente.
Quella della wedding reporter, più che un compito, è una missione.
 
La missione di raccontare tutto ciò che accade nel giorno più bello della vita di una donna, a partire dal momento in cui la storia d’amore dei due sposi è iniziata.
Heidi vive i matrimoni mischiandosi agli invitati, osservando e analizzando tutto e tutti: dai parenti degli sposi ai loro amici, dalla cerimonia in sé alle decorazioni. 
Il racconto diventa, alla fine, un vero e proprio romanzo che gli sposi possono regalare agli invitati come bomboniere.
 
E c’è dell’altro: i più belli saranno pubblicati dalla casa editrice Arpanet per la collana Wedding Stories. Cosa già successa con Un matrimonio incantato, titolo reperibile ora in libreria. Come spiega l’autrice, si tratta di un libro non commissionato - nonostante la veridicità di alcuni dettagli -, giusto per rendere l’idea, per far capire – a chi fosse interessato – in cosa consiste il suo lavoro. O più precisamente: il frutto del suo lavoro.
 
Giornalista di professione, ha collaborato con diverse riviste occupandosi proprio di matrimoni e – forse anche un po’ per gioco – ecco che nasce in lei questa voglia di dedicarsi non più soltanto agli aspetti tecnici quali gli abiti, il ristorante, le decorazioni, ma anche alla storia d’amore.
Guardiamo ora più da vicino chi è Heidi Busetti e com’è nata la sua originale idea.

Come e quando nasce l’idea di creare una figura professionale che poi prende il nome di “wedding reporter”?
L'idea è nata qualche anno fa, mentre scrivevo come giornalista di moda per un'importante rivista del Wedding. È stata un'intuizione, una lampadina che mi si è accesa all'improvviso proprio mentre stavo scrivendo un articolo relativo ad un  matrimonio. In sostanza, tutto è nato da alcune domande che mi sono posta: Come si saranno conosciuti gli sposi? Come avranno deciso di arrivare al grande passo? E soprattutto, perché non andare davvero a questi eventi? Respirare l'atmosfera della festa, condividere le tensioni, conoscere i protagonisti di questo giorno così unico... ecco! In quel preciso istante ho realizzato che poteva nascere una nuova figura professionale: quella appunto della wedding reporter.

Quanto è appagante essere riuscita a fare della propria passione una professione?
È una sensazione impagabile. Perché, in modo molto logico e naturale, capisci di aver avuto un'idea che nessuno ha sperimentato prima di te. Ma non sono stata sola in questo affascinante percorso: non sarei mai riuscita infatti a concretizzare il progetto se non avessi avuto il supporto di Paco Simone, editore di Arpanet. E questa è un'altra grande soddisfazione: sapere che il team della wedding reporter è una squadra formata da persone poco più che trentenni...

Quando a qualcuno che non ti conosce spieghi di cosa ti occupi, qual è per la maggiore la prima reazione?
Sorridono, e poi dicono “geniale!”. Sono una biografa in rosa, un pennino curioso che desta stupore. Perciò la prima reazione è quella di un sorriso, a cui seguono molte domande.

Nella scrittura del romanzo degli sposi, quanto c’è di Heidi Busetti?
I romanzi della collana Wedding Stories si dividono essenzialmente in due parti: la prima – il racconto della storia degli sposi – in cui sono semplicemente il narratore; la seconda – il giorno del matrimonio – in cui divento invece un vero e proprio personaggio. In realtà, la mia presenza serve per esprimere riflessioni o creare dei flash back su ciò che gli sposi mi hanno raccontato, anche se non mancano divertenti aneddoti sul mio nome. Chiamandomi Heidi, direi che la cosa è praticamente inevitabile...

Tu in tre pregi e difetti.
Pregi: affidabile, determinata, innamorata della Bellezza.
Difetti: impulsiva, testarda, disordinata.

Cosa pensi della donna del XXI secolo?
È una donna emancipata, che ha trovato un proprio ruolo all'interno della società, ma deve risolvere ancora molte problematiche. La prima tra tutte è quella di un dialogo consapevole con il proprio partner. La mia opinione è che le famiglie oggi vanno spesso in frantumi perché non si è capaci di dialogare. Non si parla lo stesso linguaggio e ciò crea fraintendimenti che col tempo diventano vere e proprie problematiche. Parlare e comunicare sono due cose profondamente differenti. Se la donna, come l'uomo, del XXI secolo imparassero l'arte della comunicazione sarebbe tutto più semplice...

Cosa c’è di diverso, secondo te, nel matrimonio degli ultimi anni rispetto al passato?
Innanzitutto, sposarsi oggi è una scelta più libera e consapevole. Una vita in comune non è necessariamente legata ad un matrimonio, tanto meno ad un matrimonio religioso. Questa consapevolezza non porta però necessariamente ad un rapporto felice, che va oggi, come allora, costruito giorno per giorno. Sono cambiati anche i ruoli, che non sono più così definiti: questa è una grande opportunità di crescita per le coppie in equilibrio, perché sia l'uomo che la donna si sperimentano nelle mansioni tradizionalmente dell'altro sesso. In negativo, questa ambivalenza può creare fraintendimenti e rotture.

Per chi fosse interessato, come contattarti?
È possibile visitare il sito www.heidibusetti.com, oppure la pagina in facebook Wedding Reporter Heidi Busetti, in continuo aggiornamento!
Tag:  Heidi Busetti, Wedding Reporter, Matrimoni, Un matrimonio incantato, Edizioni Arpanet

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