La Casa delle Artiste

Scopriamo questa nuova e promettente realtà insieme a Bruna Colacicco, consigliera della Zona 6 di Milano fino all'ottobre '12, e membro del direttivo dell'associazione

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Il 26 giugno avete festeggiato, con la serata “Donne fra arte e cura”, la nascita della  Casa delle artiste.  Com’è nata l’idea di fondare questa associazione?
L’idea nasce dal lavoro dei primi sei, otto mesi del gruppo Pari opportunità del Consiglio di Zona 6 di Milano. In quel periodo eravamo stata avvicinate da un certo, imprevisto, numero di artiste, grazie alle quale abbiamo constatato la difficoltà ancora evidente di queste donne sia nel coniugare i propri impegni in ambito familiare con il lavoro creativo, sia nel dare visibilità alle proprie opere, tanto che, per esempio, una pittrice ci aveva confidato come dovesse firmarsi con uno pseudonimo maschile per vendere più facilmente...
A convincerci, infine, è stata  l’intuizione di quanto potesse essere utile un lavoro di valorizzazione dell’arte femminile non solo per ragioni strettamente di pari opportunità ma anche nell’interesse della comunità intera. Infatti è noto che l’arte accompagna e spesso addirittura anticipa i cambiamenti del pensiero e da più parti ormai si suggerisce che il pensiero e il punto di vista femminile siano, in questo momento, i più funzionali e saranno in futuro determinanti nel produrre un nuovo modello sociale, culturale ed economico, maggiormente congruo, solidale, partecipativo e accogliente, rispettoso delle differenze e, non ultimo, dell’ambiente. Non a caso la serata di presentazione dell’associazione è stata concepita per avere un basso impatto: stoviglie riciclabili, vini a Km 0. E  poi solidale con il buffet preparato dai ragazzi del Beccaria.

Come mai la Casa-Museo Alda Merini è stata scelta come sede di questa manifestazione?
La scelta ci è sembrata la più giusta, quasi obbligata. Oltre a essere, come hai visto tu stessa, una location piacevolissima, che comprende anche un piccolo delizioso spazio all’aperto, e a trovarsi in una zona tradizionalmente legato all’arte e alla creatività, la casa Museo dedicata ad Alda Merini è ricca di significati simbolici: è il luogo dove sono raccolti i ricordi di una poetessa a lungo misconosciuta, di un genio femminile che ha affrontato difficoltà di ogni genere prima di essere individuato, capito e valorizzato come meritava.

“Donne fra arte e cura”, questo il tema della serata. Un argomento impegnativo…
Volevamo presentare il film di Gianna Coletti, nostra socia, e di Laura Chiossone, “Fra cinque minuti in scena”, in uscita nei prossimi giorni. E’ la storia del rapporto fra un’attrice e la sua anziana madre, e del lavoro di cura.E’ un tema all’ordine del giorno. La cura dei figli, dei genitori, dei più deboli, delle relazioni: è un privilegio e un onere, che bisogna riuscire a conciliare con il lavoro. Tradizionalmente, ancora oggi, la cosa riguarda in modo particolare le donne.Abbiamo adeguato il resto della serata a questo argomento. E non è stato difficile. 

Il programma della serata è stato intenso, sono stati numerosi gli artisti che hanno messo a disposizione la loro creatività: una pittrice, performers, poetesse, danzatrici, una fotografa, attrici… Sono soci della Casa delle artiste?
I musicisti del quartetto jazz “Off the tracks” (Mauro Jodice al sax, Renato Milanesio al piano, Giacomo Ferrari al basso elettrico, Giorgio Marzocchi alla batteria, ndr), avendo saputo del nostro progetto, hanno voluto farci un regalo. Non fanno ancora parte della Casa delle artiste, ma speriamo che diventino presto soci. Nella nostra mission, comunque, parliamo di arte di matrice femminile: il jazz a buon diritto può essere considerato la forma di musica più libera, partecipativa e meno autoritaria. Una musica in cui si riesce a coniugare l’esigenza dell’espressività individuale con la partecipazione. Qualcosa di molto vicino al nostro punto di vista.
Poi Francesca Genti, autrice fra l’altro della bella raccolta “Poesie d’amore per ragazze Kamikaze”, è stata così gentile da rispondere al nostro invito a partecipare alla serata e ci ha letto qualche sua poesia fra le più ironiche e struggenti durante l’Aperitivo poetico, un misto di buffet e poesie. Volevamo trasmettere il messaggio che è piacevole nutrire insieme corpo e mente.
Le altre artiste sono tutte socie, tutte coinquiline della casa.

Progetti per il futuro?
L’immaginazione non ci manca. I progetti sono già molti, quelli solo abbozzati, poi, che hanno bisogno ancora di maturare, sono altrettanti.
Manifestazioni, mostre, rassegne che coinvolgano la gente, incontri con gli artisti dedicati a un pubblico il più possibile vasto e partecipativo, corsi aperti ai cittadini, arte portata fuori, magari nei luoghi periferici e dimenticati,  arte per strada. E poi pensiamo a laboratori-happening, punti d’incontro di varie forme d’arte, per contaminare, fondere, sperimentare in modo libero.
Naturalmente la poesia, anche declinata nelle forme più attuali e pop, come rap e poetry slam, avranno uno spazio adeguato. E poi abbiamo in mente anche residenze di artiste internazionali. Siamo ambiziose insomma, vogliamo molto. Per citare il bel film di Alina Marazzi: “Vogliamo anche le rose”.

Per info: info@lacasadelleartiste.it
Tag:  La casa delle artiste, Casa-Museo Alda Merini, Donne fra arte e cura, Pari opportunità, arte, poesia, “Fra cinque minuti in scena”, Bruna Colacicco

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