Tel Aviv Fashion Week: un ritorno ruggente!

Organizzata da LevManagement Group, ARH Production e dalla Israel Textile and Fashion Association, con il supporto di Kenion Ramat Avive Miri Havas, la TLVFW ha acceso i riflettori sulla capitale del design israeliano

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A cura di Conselo Occhiuto - www.ilmetropolitano.it

Si è da poco conclusa la Settimana della Moda di Tel Aviv, la prima dopo circa trent’anni! “Un ritorno ruggente!”, così lo ha definito il quotidiano Haaretz e sullo stesso tono si è espressa la maggior parte della stampa locale.
 
Organizzata da LevManagement Group, ARH Production e dalla Israel Textile and Fashion Association, con il supporto di Kenion Ramat Avive Miri Havas, la TLVFW ha acceso i riflettori sulla capitale del design israeliano.
 
18 stilisti, 7 sfilate al giorno, una location d’eccezione, 20mila ospiti, un calendario di eventi aperti al pubblico e di serate esclusive con VIP, stilisti e celebrities da tutto il mondo. E ancora un after party ed un concorso per giovani stilisti, giudicati da una commissione di veri esperti.
 
Sullo sfondo anche un po’ d’Italia, con l’accordo firmato da Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, e Ofir Lev, direttore della Fashion Week di Tel Aviv, alla presenza dell’Ambasciatore Italiano in Israele Luigi Mattiolo. Un’ideale stretta di mano che ha l’obiettivo di rafforzare il legame fra l’industria della moda italiana e quella israeliana. Ospite d’eccezione poi Roberto Cavalli, che ha aperto la kermesse presentando la collezione primavera estate 2011/2012 che aveva sfilato già a settembre durante la Settimana della Moda milanese. Lo stilista italiano è stato davvero acclamato dal pubblico israeliano, che lo ama molto. Un amore senza dubbio ricambiato dallo stesso Cavalli, che è stato uno dei primi – se non il primo in assoluto – fra i grandi della moda ad accogliere nella sua scuderia giovani stilisti emergenti provenienti dal Vicino Oriente.
 
E fra i designer che hanno presentato la propria linea sulle passerelle della TLVFW c’era pure uno dei suoi pupilli, Yaniv Persy, uno degli stilisti più giovani d’Israele.
Già collaboratore di John Galliano e direttore creativo per Apostrophe, Persy ha messo in scena uno spettacolo fatto di sirene urbane e ragazze in motocicletta. La sua è una donna rock, vestita di gonne aderenti e rasoterra che si aprono su tacchi a spillo, giacche di pelle dalla forma squadrata chiuse da un solo bottone e vestiti con maniche a rete. I colori base sono il nero ed il grigio, spezzati da grossi ciondoli a forma di pesce, a ricordare il tema acquatico che ispira l’intera collezione. Il suo tratto distintivo: i revers delle giacche che ricordano pinne di squalo!
 
Ed un omaggio a Roberto Cavalli è anche il lavoro di Shay Shalom, che s’ispira allo stilista italiano quando manda in passerella camicie e gonne in seta zebrata per la donna e giacche da sera in crepe e lana finissima dall’aria dandy per l’uomo. Per il resto la sua collezione ci porta sulle spiagge di Saint Tropez o Miami, con pantaloni a sigaretta in pelle arancio o fuxia, piccoli shorts, camicie in seta in stampe paisley dai colori accesi e capienti borse in pelle bianca e arancio con i manici in bambù. Chiude la sfilata un arioso ed elegante abito rasoterra in seta bianca con il corpetto ricamato a fiori!
 
Gioca tutto su due colori, il bianco ed il nero, la collezione di Gideon Oberson, che, con la figlia Karen, ha lanciato quattro collezioni, Quilt, Origami Linen, Blanc sur Blanc e Fabric Cuts. Un’eleganza classica fatta di abiti in lino con pieghe avvolte alle estremità come un origami.
 
Un omaggio al bianco e nero, con dettagli ricamati e abiti in maglia tricot decorati di perle, è anche la collezione di Yosef Peretz.Conosciuto per le sue stampe digitali colorate, con incisioni di pavoni, pesci ed i loro intricati dettagli di piume e squame, Peretz manda in passerella donne fasciate in aderenti abiti lunghi da sera, con una scelta di colori davvero molto sobria. Ricorda, poi, il suo passato da ballerino l’ abito al ginocchio, delicato e fine in seta bianca, con una schiera di piume.
 
Ci pensa Mira Zwillinger a portare una ventata di colore sulle passerelle della Tel Aviv Fashion Week. Nominata Stilista Israeliana dell’anno nel 2006, per il 2012 la stilista lancia Riflections, una collezione realizzata contessuti d’importazione. Sulla passerella è, quindi, un trionfo di georgette, seta grezza, chiffon ed organza. La pelle e la lana vengono, poi, utilizzate su mini blazer in stile Chanel ed eleganti abiti da cocktail. Very chic le giacchettein pelle sagomata declinate in nero e rosa antico e un ondeggiante abito da sera in chiffon rosa con spalline sottili.
 
È una palette dominata dai bordeaux accesi e dal rosso imperiale la collezione Second skin di Nethanel Zikri. Sulla passerella sfilano abiti in stile vittoriano, con lunghezze maxi e maniche ampie.
 
Chiude la Tel Aviv Fashion Week una sfilata gay! In passerella gay dichiarati, eterosessuali, drag queen audaci e giornalisti ironici, trans e attori, stilisti ed ex top model, celebrità televisive, campioni sportivi e perfino Judy Nir Mozes, moglie del vice-premier di Israele, Silvan Shalom. In 40 hanno sfilato in un festoso inno alla libertà sessuale!
 
È stato davvero difficile fare una selezione e non raccontare le straordinarie passerelle di tutti e 18 i talentuosi stilisti israeliani, perché la capitale del Vicino Oriente si candida senza alcun dubbio a vera concorrente di New York, Parigi, Milano e Tokyo.
 
Le quattro capitali storiche della moda hanno di che aver paura…Tel Aviv è tornata!!!
Tag:  Tel Aviv Fashion Week, 2011, Roberto Cavalli, Yaniv Persy, Shay Shalom, Gideon Oberson, Yosef Peretz, Mira Zwillinger, Nethanel Zikri

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