Dodici chicchi d'uva di Lisa Elisa

Misteriosamente nascosta dietro uno pseudonimo, Lisa ci parla del suo primo libro, un romanzo erotico, la storia di una donna matura che racconta il suo corpo impazzito e il suo cuore stropicciato

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Courtesy of Happy Hour edizioni
Cara Lisa, è un piacere ospitarti sulle pagine di Mondo Rosa Shokking! Inizierei domandandoti quando e come è nato in te il desiderio di mettere nero su bianco le pagine di Dodici chicchi d’uva.
Grazie a voi Mondo Rosa Shokking.
Io sono una lettrice prima di tutto, ma qualche anno fa ho pensato che  forse avevo qualcosa da raccontare oltre che da leggere. Formulato questo pensiero l’ho subito dimenticato, era un’assurdità. L’oblio è durato sino all’anno successivo, nel 2009, quando il quotidiano El Pais ha bandito un concorso, al quale, un po’ per gioco un po’ per amore, ho partecipato con un racconto sul suicidio di un cellulare. Ho vinto. Il concorso si intitolava Aqui empieza tu libro, ossiaQui comincia il tuo libro. Ho iniziato allora il manoscritto. Forse quel pensiero non era così assurdo.
 
“Ho 45 anni, vivo a Madrid da un anno, sono forse stanca di fare solo la madre, la moglie e l’insegnante da tanto tempo, scopro che sono ancora desiderabile e inizio ad aprire le ali." 
Raccontaci la tua protagonista e il suo approccio alla chat come sfogo iniziale di un desiderio sessuale rimasto troppo a lungo sopito.
La mia protagonista “prende corpo” pian piano, un corpo erotizzato, e sempre pian piano ne diviene consapevole. Il suo approccio alla chat è inizialmente casuale e spesso si sente intrappolata da circostanze contingenti, anche se nei momenti di più profonda riflessione non capisce quanto sia lei stessa  a costruire quelle circostanze proprio per sgomitolare qualcosa che sente  in potenza.  A posteriori si potrebbe dire che sapeva già tutto, ma durante la storia si sorprende continuamente  di quel corpo impazzito e di quel cuore stropicciato.
 
Belisa e Malena. Due donne in una. Quella in carne e ossa e quella fittizia, fatta di byte. Fino a che punto reale e virtuale coesistono “equilibratamente” in lei, ovvero, lungo la narrazione e con la sua evoluzione, a prevalere è uno dei due mondi?
Nel testo parlo di “dissenno”. Volevo raccontare di una donna che oscilla continuamente tra due mondi e non sempre in maniera equilibrata. Una donna che cerca l’equilibrio con la sua alma fria, la fredda voce della coscienza, ma che viene sedotta dal “dissenno”. Belisa ha un disperato bisogno vitale di farsi byte con Malena e Malena  ne ha altrettanto di farsi reale con Belisa. Tutto questo con la consapevolezza che prima o poi qualcosa spezzerà il filo.
 
Fulcro della storia sono le fantasie di natura sessuale della protagonista. Si tratta delle tue stesse fantasie? E – dall’immaginazione alla pratica - quanto della tua personale esperienza di donna, moglie, amante hai trasferito su carta e nella storia di Belisa?
Domanda chiave che non aprirà mai nessuna porta.
Potrei rispondere con la psicologia dicendo che il confine tra ricordo e immaginazione è labilissimo. Potrei rispondere con le parole di Roberto Calasso quando dice che all’autore è accaduto qualcosa, un residuo sacrificale, che ha finito per depositarsi in uno scritto. Potrei rispondere con la sociologia dicendo che ho mischiato le fantasie delle mille amiche  donne, mogli e amanti che ho conosciuto. In questo modo non risponderei  alla domanda.
Ma una risposta c’è, la più valida in letteratura, ed è il lemma delle Happy Hour edizioni:Storie vere che sembrano inventate e storie inventate che sembran vere.
 
Per una donna parlare della psicologia e dei comportamenti sessuali femminili, per quanto estrosi si rivelino, può essere più o meno complicato. Nel tuo caso non credo lo sia stato. Tu però non ti fermi alla sfera rosa… e, soprattutto in chat, sms e mail, ecco che spuntano anche fantasie e pensieri maschili. Ti sei addentrata nella mente degli uomini oppure avevi a portata di mano materiale concreto da cui trarre ispirazione?
Credo nel mito androgino e credo che la bisessualità sia molto più frequente di quanto non si dica. Purtroppo non avevo tanto materiale concreto!!! O almeno non quanto avrei voluto! Ma avevo un corpo da ascoltare meglio e degli uomini che mi parlavano e si raccontavano. Il resto lo devo alla mia specializzazione in empatia, credo!
 
Tra tutte le figure maschili che compaiono nel tuo romanzo non voglio sapere la più significativa per Belisa/Malena, ma quella che tu, Lisa, ti sei divertita maggiormente a creare come personaggio letterario.
Sicuramente il nonno della protagonista. Il più divertente così tra due mondi e con guizzi impalliditi di vizi vari. Potevo riposarmi con quel personaggio, ridere ed intenerirmi tralasciando le forti emozioni che invece mi riservavano gli altri.
 
A livello di scrittura e stile, ti sei trovata subito a tuo agio con il genere erotico o ci sono stati passaggi in cui hai avuto difficoltà e dubbi sul risultato?
Sui risultati no, non mi son posta il problema. Pensavo che sarebbero stati  i lettori, e soprattutto le lettrici, a giudicare. Sulle soluzioni da adottare invece ho avuto tanti dubbi, come penso li abbia chiunque scriva, qualsiasi genere cerchi di affrontare. Nelle parti più erotiche  il problema si accentuava.  All’inizio avrei voluto scrivere come una “pornocamionista”, con un linguaggio crudo e nudo. Forse più violento. Ma ho visto che non mi si confaceva , rendevo  tutto cupo e noioso e mi annoiavo da me stessa. Impossibile prendersi sul serio col sesso. Se davvero volevo restituire leggerezza all’eros dovevo sentirmi a mio agio e questo  non era possibile senza autoironia. Ho provato allora con la mirada  del terzo occhio: guardavo a distanza  e ci ridevo sopra con indulgenza.
 
Dodici chicchi d’uva è appena uscito. Hai già in programma qualche presentazione tra Italia e Spagna? E, contando che Lisa Elisa è uno pseudonimo, puoi darci un’anticipazione su che tipo di escamotage userai per mascherare la tua vera identità in pubblico?
Il 24 maggio alle 18 sarà presentato  a Cagliari al foyer del teatro Massimo, ed il 20 giugno alle 19,30 alla Libreria Enclave di Madrid . Io non lo presenterò in pubblico, ma ho tante amiche in Spagna e Sardegna che in nome dell’amicizia e di un sano divertimento sono disponibilissime a presentare, in veste di “guardie del corpo”, iDodici chicchi d’uva di Lisa Elisa.
 


aprile 2013, Happy Hour edizioni
pp. 160
prezzo di copertina € 12,50
Tag:  Lisa Elisa, Dodici chicchi d'uva, Happy Hour edizioni, romanzo erotico, pseudonimo, chat, Madrid

Commenti

24-02-2017 - 22:21:25 - Enrica
Svelo io il segreto! Lisa Elisa in realtà è Elisabetta Spanu...una splendida insegnante di un piccolo paese vicino Cagliari. Da donna posso tranquillamente affermare che possiede un autentico senso dell'eros.
Di' la tua


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