Intervista a Carlotta Pistone

Caporedattrice di MRS, il suo Tutta mia la città edito Piemme è in libreria dal 15 luglio. Le abbiamo chiesto di svelarci qualche curiosità sulla nascita del libro e sulla “storia vera” che racconta

di Sabrina Minetti

Pubblicato venerdì, 25 luglio 2014

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MRS è molto fiera di annunciare che la sua capo-redattrice è in libreria con un suo nuovo romanzo per la collana non fiction di Piemme. Romanzare un pezzo della propria vita è un modo per ripercorrerla. Cosa hai provato nel farlo?
Sentimenti contrastanti, ma quasi tutti positivi. Insomma, incidentini di percorso inclusi, Tutta mia la città vuole essere un libro divertente, quindi mi sono concentrata sugli aspetti più allegri, al massimo tragicomici, di questa mia avventura. Devo comunque ammettere che mettere nero su bianco quel periodo delle mia vita, oltre a farmi sorridere (sì, ridevo da sola delle mie sfighe mentre le scrivevo…) mi è servito anche a riflettere, perché è stato un periodo fondamentale, che ha segnato una svolta, e forse prima di Tutta mia la città non me ne ero ancora resa completamente conto.

La vita di Carlotta, nel romanzo e nella vita, è strettamente legata a Milano. Il tuo primo ricordo della città?
Di ricordi ne ho qualcuno legato anche all’infanzia, ma il mio primo vero passaggio significativo da Milano risale ai tempi della terza media e lo racconto nel libro. Ero in gita con la scuola, in coda di fronte a Palazzo Reale e la comparsa nel mio campo visivo di una ragazza molto particolare ha cambiato il mio destino, perché è stato quello il momento esatto in cui ho deciso che Milano sarebbe stata la mia città.

Cosa ami di più di Milano e cosa invece ancora fai fatica a gestire?
Amo tutto della città che mi ha adottato, ma c’è stato un periodo in cui non amavo più me stessa nel contesto milanese, non sapevo più quale fosse il mio posto, e per questo mi sono sentita tradita. Ma in realtà era un problema mio, non di Milano!

Il romanzo inizia con un colossale contrattempo che manda all'aria i piani della protagonista. Tu come reagisci di fronte agli imprevisti?
Malissimo! Basta un nulla per farmi andare fuori di testa e a dispetto di ciò che si dice delle donne non sono per niente multitasking. Ma ho dei tempi di ripresa molto veloci, quindi di solito me la cavo!

Oltre alle vicende che racconti in Tutta mia la città, quali altri periodi della tua vita milanese ricordi con intensità?
Domanda difficilissima. Vivo tutto con grande intensità, a volte anche troppa… E Milano me la sono goduta e me la godo al 100 per 100. Sicuramente alcuni dei momenti più emozionanti e intensi sono riconducibili al mio lavoro in campo letterario, forse nel libro un po’ sminuiti a favore di quel senso di delusione provato dalla protagonista, che mi premeva far emergere nella storia.

Milano è tutta tua. E tu senti di appartenere a Milano?
Sempre e comunque.

Le tue radici, i luoghi dell’infanzia. In che modo ti hanno nutrita, formata?
Vengo da un posto meraviglioso, su questo non ci sono dubbi. La mia formazione credo sia soprattutto di stampo milanese, invece, a tavola, mi spiace, ma resto una piemontese doc!

Tutta mia la città è un romanzo brioso, fitto di avventure tragicomiche. Ma davvero te ne sono capitate così tante nella vita vera?
Ai fini narrativi mi sono concessa qualche accorgimento sui tempi di svolgimento dei fatti – per riuscire a compattarli e concatenarli in un unico mese - e poi ho dato una spinta alla comicità e al romanticismo dove necessario, ma in pratica mi è capitato tutto quello che racconto… 

Tre luoghi speciali del tuo romanzo:
La casa di Via Verga, la Creperia Vecchia Brera, la scalinata dell’Arengario.

Il personaggio di Matilde: esiste una Matilde nella realtà?
In Tutta mia la città sono due le grandi amiche milanesi di Carlotta: Matilde, che esiste realmente, ma le ho cambiato nome, e Violetta, che è l’opposto di Matilde e rappresenta una sorta di puzzle formato da tutti i tratti più caratteristici, dolci e strambi, delle altre mie amiche, milanesi e non. Tanto per non fare torto a nessuna!

Matilde è una grande amica. Cos’è per te l’amicizia?
Le mie “amiche del cuore” sono molto diverse da me e tra loro. In qualche modo mi completano. Ecco, io credo nell’amicizia a incastro, perché quando ci si sovrappone o si è troppo slegati poi il rischio è che nascano invidie e fraintendimenti.

Il tuo romanzo è dedicato a Michi, l’amore della tua vita. Che ruolo ha avuto durante la scrittura del libro?
Fondamentale. In primis perché mi ha lasciato carta bianca. Il libro parla anche di lui, parla parecchio di lui, e di noi, quindi avrebbe potuto opporre resistenza o muovere qualche rimostranza. Invece ha voluto personalmente correggere solo un capitolo legato alla sua grande passione, la pesca, limitandosi comunque a correzioni tecniche! In ogni caso mi sono consultata con lui passo dopo passo e devo dire che ha saputo darmi consigli preziosissimi. E poi non posso negare di aver messo a dura prova la sua pazienza, soprattutto gli ultimi quindici giorni prima della consegna… Michi ha un livello di sopportazione davvero alto!

Ultimamente la figura dell’editor comincia ad avere un giusto rilievo. Per te è stato importante il lavoro con chi ha seguito la pubblicazione di Tutta mia la città?
Importantissimo. Come ho scritto anche nei ringraziamenti sono state due le persone fondamentali per la nascita del libro: Claudia Coccia, l’editor di Piemme che ha fortemente voluto Tutta mia la città, e Andrea Ottolini, che mi ha seguito lungo tutto il percorso di scrittura. Poi, dopo la consegna, si è scatenato l’intero squadrone della casa editrice e sono stati fantastici. Quando Ester Ruberto mi ha chiamata presentandosi come il mio “addetto stampa” mi sono messa a piangere dall’emozione!

La colonna sonora della storia che ci racconti in Tutta mia la città.
Premettendo che il fantastico brano dell’Equipe 84 non c’entra nulla, la colonna sonora che mi ha tenuto compagnia – e sveglia - nelle ultime notti di lavoro (i famosi quindici giorni frenetici di cui sopra) è rappresentata da un canale di Sky, il 713, Radio Capital TV, con il meglio delle canzoni ‘70, ‘80, ‘90. 

Di che colore è il tuo romanzo? Da 1 a 100 quanto rosa shocking contiene?
E’ rosa shokking al 100 per cento! Shokking con la doppia kappa ovviamente!

Sei una giornalista, segui due riviste e scrivi narrativa. Nel tuo romanzo vediamo come si svolgono le giornate della Carlotta personaggio. E Carlotta in carne e ossa come si organizza nella vita di tutti i giorni?
Lavoro per lo più da casa, quindi sono abbastanza libera di gestire come meglio credo orari e impegni. Non essendo per niente multitasking, come ho già accennato, cerco di pianificare le mie giornate senza lasciare nulla al caso, cosa pressoché impossibile nel mio mestiere, quindi ho lo “stress facile”! Ah, e poi passo tante, troppe ore incollata al pc…

Quando sei arrivata a Milano, qualche anno fa, immaginavi che la tua vita ti avrebbe portata dove sei ora?
No, è stata una continua evoluzione, la vita milanese mi ha riservato una sorpresa dopo l’altra, ma dove mi ha portata adesso mi va davvero benissimo!!!

Tutta mia la città avrà un seguito (noi ce lo auguriamo)?
Sì, è già in fase di elaborazione, ma per ora non posso aggiungere altro…


15 luglio 2014, Piemme - Voci
pp. 306
prezzo di copertina € 14,90
formato kindle € 9,99
Tag:  Carlotta Pistone, Tutta mia la città, Piemme, Milano, estate, Ibiza, agosto a Milano, storia vera, chick lit

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