L’imperfetta meraviglia. Incontro con Andrea De Carlo

L'ultimo romanzo di Andrea De Carlo è pronto per essere letto!

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Courtesy of Giunti
Venerdì 30 settembre è uscito l’ultimo attesissimo romanzo di Andrea De Carlo, edito da Giunti Editore.

Ho avuto il piacere di incontrarlo presso la libreria Mondadori in Duomo a Milano e ci ha raccontato non solo il suo libro, ma anche un po’ di se stesso.

“L’imperfetta meraviglia” è il romanzo che rappresenta per lui il culmine di un percorso iniziato già negli ultimi testi che ha scritto. L’utilizzo di due voci narranti per raccontare la storia che aveva in testa, infatti, non era un suo marchio di fabbrica, ma ha voluto iniziare a sperimentare questa tecnica e bisogna dire che ci è riuscito, senza alcun dubbio, in maniera egregia.

La storia è quindi raccontata in terza persona ma i punti di vista sono due. Milena, una gelataia dedita al suo lavoro in maniera quasi maniacale e trapiantata in Francia per amore, e Nick, il cantante di una rockband. Due persone che non potrebbero essere più diverse ma anche così simili tra loro. La prima ha una piccola bottega di gelati ed è alla perenne ricerca di ingredienti locali che facciano la differenza, di lavorazioni difficili da applicare ma che consentano di ottenere risultati stupefacenti, esaltando così la quintessenza dei sapori. La sua è più che altro una scelta artistica. Non tutti capiscono che i sapori, quando naturali e genuini, possono subire delle variazioni da una volta all’altra, proprio perché ci si affida alla natura e la natura evolve con il variare delle stagioni e non sempre offre la standardizzazione come invece succede con i prodotti industrializzati. Ha perfino messo un cartello nella sua bottega per avvertire i clienti di non rimanerci male se il sapore non è lo stesso dall’ultima volta che hanno assaggiato quel particolare gusto, perché la particolarità dei suoi gelati sta proprio nei sapori che cambiano. Milena si realizza nella continua ricerca di una perfezione relativa, di un meglio che si può continuamente perseguire. Nick, invece, si sente un irregolare. Ha un passato da fuorilegge, come succede alla maggior parte dei gruppi rock.

E siccome per De Carlo i rapporti sono alla base della nostra storia, anche questa è incentrata sul loro incontro e sulla sovrapposizione dei loro punti in comune: la loro irregolarità e la loro ricerca artistica. E quando il destino chiama… ecco che fa incontrare due persone nello stesso posto e nello stesso momento e niente sarà più come prima, creando dei cortocircuiti imprevisti.

Perché “L’imperfetta meraviglia”?
 
Innanzitutto è il nome che Milena ha dato alla sua gelateria, ma “anche perché la meraviglia è stupore, sorpresa, ammirazione per qualcosa o qualcuno che ci lascia stupefatti per la sua armonia e intensità, per la sua non ordinarietà”. È anche vero che la sorpresa, per definizione, finisce, e la meraviglia non dura se non per un battito d’ali. Il gelato è una metafora perfetta. Lo si brama, lo si desidera, lo si attende e poi… in pochi istanti finisce.

È un romanzo che fin dalle prime dieci pagine scatta una fotografia della società e cattura l’attenzione del lettore e non la lascia più andare. È proprio questa la volontà dell’autore che ci offre fin da subito il germe della storia e lo spirito dei suoi personaggi.

L’imperfetta meraviglia offre un intreccio perfetto tra scrittura e musica, arti che sono il filo conduttore della vita di Andrea De Carlo. Sembra quasi di vederlo mentre tiene il ritmo con il piede mentre trascrive i suoi pensieri su una pagina bianca. Ogni frase ha un suo ritmo che è sempre più incalzante e la musica stessa entra a gamba tesa, quasi a portare omaggio a questa sua passione che porta avanti fin da quando era ragazzo. Sembra proprio che la musica, per lui, sia una dimensione molto libera delle parole, anche se le parole seguono più una costruzione lenta, mentre la musica è più istinto, un abbandonarsi a un’onda che arriva e non ha bisogno di parole, né tantomeno di essere tradotta, in quanto segue un linguaggio universale.

Chi è un fan conclamato di Andrea de Carlo, riconoscerà inoltre un tema ricorrente che traspare spesso nei suoi romanzi. La discrepanza tra quello che potrebbe essere e invece non è. Sicuramente vige la regola che, vivendo qualunque vita e facendo qualunque tipo di lavoro e avendo dei rapporti con le persone che si incontrano, le scelte, prima o poi, le si deve compiere. Nella vita si va incontro continuamente a delle alternative tra cui scegliere. Ma spesso le persone si rifugiano nella non scelta, che è di per sé una scelta, o preferiscono adeguarsi alle aspettative altrui, privandosi della gioia di vivere una vita diversa, forse più adatta a loro.

Ma qual è il processo creativo che lo ha portato alla creazione di questo romanzo?

Sono presenti e ben tangibili due fili conduttori che vanno indietro fino a quando aveva tredici anni. La prima volta che ha visto i Rolling Stones alla televisione, decidendo di farsi regalare una chitarra con cui ha iniziato a strimpellare per poi, negli anni, dedicarsi in maniera più approfondita alla musica. La sua passione si è infine concretizzata in Nick. Anche Milena, d’altro canto, è il risultato di un lungo percorso risalente al suo interesse per le donne e il mondo femminile. Della comprensione di come le donne siano profondamente diverse dagli uomini, come risultato di un lungo percorso di infinite conversazioni, riflessioni, liti e domande. Proprio questa sua attenzione, gli ha permesso di immedesimarsi nei panni di una donna per scriverne in prima persona, evitando i classici cliché.

Il suo intento è quello di permettere al lettore di portarsi dentro alcune domande, le stesse che si fanno anche i due protagonisti. Perché, nel romanzo, di risposte non ce ne sono, solamente domande sui rapporti, sul mondo, sul rapporto che c’è tra quello che avremmo voluto essere e quello che siamo, sulle possibilità di essere, anche adesso, più vicini a quello che avremmo voluto diventare, senza trasformarci vittime delle circostanze, di quello che gli altri vorrebbero da noi. Forse, dice Andrea De Carlo, c’è ancora la possibilità di essere vicini a quello che sognavamo di essere. Perché la discrepanza tra queste due dimensioni, a volte, è enorme. Tantissime persone hanno un potenziale che non viene realizzato mai. Per le circostanze, per i limiti sociali, per i ruoli che assumono, per convenienza o semplicemente per paura.

Per scrivere un romanzo di un certo spessore ci deve essere una ispirazione forte, che porta lo scrittore a comporre, in primis nella sua testa, una struttura forte e dei personaggi credibili.

Andrea De Carlo è riuscito in maniera sublime a dare voce all’idea che gli girava per la testa. Forse più di una. Idee che hanno iniziato a essere cicliche, per comparire, poi scomparire e ripresentarsi quindi più forti, dando vita a questo straordinario libro.

“Quando inizio a pensare a un romanzo, ci sono alcune idee che tornano e si ripresentano. In questo caso c’è stata la gelateria. All’inizio il proprietario era un uomo ed era ambientato in un Paese diverso, poi è diventata una donna, e poi... poi ho mollato, iniziando a scrivere una storia dove c’era un musicista rock… poi le due storie si sono fuse insieme. Questo implica mesi e mesi di riflessione, di considerazioni e poi succede che una conversazione con qualcuno ti porta una idea, leggi il giornale e trovi qualcosa che ha a che fare con quello che stavi scrivendo. Una volta che entri su un piano di ricezione, come una radio che capta dei segnali, questi ti arrivano e ognuno di essi arricchisce ciò a cui stai pensando”. E così Milena diventa una persona più complessa rispetto all’inizio, si crea un suo retroterra che magari nel romanzo non viene nemmeno raccontato, però c’è… e si sente! È un processo di accumulo in cui le fonti si mescolano, si fecondano a vicenda e si arricchiscono continuamente.

L’imperfetta meraviglia è il diciannovesimo libro di Andrea De Carlo e riesce, già in poche righe a far instaurare al lettore un rapporto speciale con i protagonisti, coinvolgendolo e trascinandolo dentro alla storia fino alla fine.

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30 settembre 2016, Giunti editore
Pagine: 366
Prezzo di copertina: 18 euro
Tag:  L'imperfetta meraviglia, Giunti, Andrea De Carlo, intervista, ribelli, meraviglia, stupore, ammirazione

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