Cinque quarti d'arancia

Autrice: Joanne Harris, Casa Editrice: Garzanti - Elefanti Bestseller, Pagine 405, Prezzo euro 9,90

di Anna Battaini

Pubblicato giovedì, 29 luglio 2010

Rating: 3.9 Voti: 8
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"Tagliare in quarti è facile, incidi lungo il centro, poi tagli ancora, ma questa volta avevo bisogno di ricavarne un pezzo in più, sufficientemente grande da bastare al mio scopo, ma troppo piccolo per essere notato immediatamente tra gli altri, un pezzo da far scivolare in tasca, per dopo..."

Un altro bestseller dall'autrice di Chocolat con colori più cupi. Seppure la cornice di questa storia sia ancora una volta un villaggio francese, i toni del racconto sono drammatici e misteriosi.

La cucina ha un ruolo fondamentale e rappresenta l'eredità trasmessa di madre in figlia, ma è un'eredità che pesa come un macigno e che porta alla luce ricordi di un passato che la protagonista avrebbe preferito dimenticare.

Framboise Dartigen è ormai una donna matura, vedova e madre di due figlie quando riceve l'eredità di sua madre. Una madre che non vedeva da anni e che nel testamento aveva "equamente" suddiviso il suo esiguo patrimonio.
Al primogenito Cassis era toccata la fattoria nel villaggio di Les Laveuses nella Loira, una costruzione semidiroccata dove nessuno aveva più messo piede dalla fine della guerra. Alla sorella Reine Claude il "tesoro della cantina" e a lei un vaso da due litri con un tartufo nero del Perigord e un album di ricordi nel quale erano trascritti in ordine sparso appunti del passato, pensieri in codice, spesso indecifrabili, e ricette di cucina.

Framboise decide di comprare dal fratello la fattoria dove aveva trascorso la sua infanzia, la ristruttura e ci si trasferisce a vivere senza mai rivelare la sua identità agli abitanti del villaggio. Sono passati molti anni e nessuno sembrerebbe in grado di collegare la bambina di un tempo con l'attempata vedova Simon. Apre un piccolo negozio e comincia vendere dolci, quelle specialità imparate dalla madre le cui ricette sono racchiuse nell'album.

Le ricette grazie a lei riprendono vita, tornano attuali e si dimostrano essere la chiave del successo di quel piccolo "bistrot" con pochi tavoli e un numero sempre crescente di clienti. La visita di un critico gastronomico capitato per caso e l'ottima recensione che Framboise ne ricava aumenteranno il numero dei clienti risvegliando allo stesso tempo l'invidia del nipote e della moglie, anch'essi ristoratori.

L'avidità dei parenti che vorrebbero entrare in possesso degli appunti che Framboise custodisce gelosamente si rivela una minaccia per la sua tranquillità. Framboise è terrorizzata all'idea che il suo nome possa essere collegato a quello della madre e alla tragedia che si è consumata ai tempi dell'occupazione nazista.
Un segreto e una tragedia che la protagonista ripercorre passo dopo passo colmando i vuoti della memoria con gli appunti della madre e rivivendo con gli occhi di un'adulta particolari sfuggiti a quelli della bimba che non era in grado di capire la gravità e la crudeltà della guerra.

Mano a mano che il racconto procede emerge il senso di consapevolezza di Framboise per ciò che lei e i suoi fratelli avevano fatto inconsciamente e per il ruolo sostenuto in quello che  consideravano un gioco innocente, ma che di innocente aveva ben poco.
La narrazione ove il presente si interseca con i ricordi del passato mette in risalto i rapporti tra i tre fratelli e la madre.
I bambini vivono la figura materna come una presenza ostile. La durezza dei suoi comportamenti viene scambiata per mancanza d'amore. In realtà la madre è una donna sola, vedova, con tre figli, che deve portare avanti una fattoria combattendo con una persistente forma di emicrania, alleviata solo dalla morfina, che la costringe a letto per intere giornate. I bambini non intuiscono il suo dolore e arrivano a considerarla una nemica da temere a causa dei sui repentini cambiamenti d'umore e delle sue crisi.
Quelle crisi rappresentano per Framboise, Cassis e Reine Claude l'occasione per godersi un po’ di libertà, tanto che Framboise arriverà al punto di provocarle intenzionalmente con l'ausilio delle arance, il cui solo profumo le è insostenibile.
Sono le bucce d'arancia essiccate, ravvivate di tanto in tanto con qualche goccia di succo e nascoste in un sacchetto di stoffa che la bambina posiziona in punti strategici della casa, a garantire a se stessa e ai fratelli la libertà d'azione necessaria per raggiungere la vicina città e incontrarsi con alcuni giovani ufficiali tedeschi, divenendo armi inconsapevoli nelle mani spietate di un nemico travestito da benefattore.

Non mi spingo oltre per non rovinarvi la lettura e un finale inatteso.
Se avete ancora posto in valigia vi consiglio di metterci questo libro, certa che vi terrà ottima compagnia sotto l'ombrellone magari accompagnato da un cocktail alla frutta guarnito con un tocco di "framboise" o da un bicchiere di Kir Royale.

Buona lettura e buone vacanze!

Tag:  Cinque quarti d'arancia, Joanne Harris, Garzanti, Bestsellers

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