Soul Kitchen. Cibo per l'anima di improbabili gourmand

Commedia agrodolce di Fatih Akin condita da una splendida colonna sonora. Con Adam Bousdoukos, Birol Unel e Moritz Bleibtreu. Germania 2009. DVD distribuito in Italia da BIM

di Anna Battaini

Pubblicato venerdì, 13 gennaio 2012

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Amore, sesso, qualche guaio e un po' di ironia sono tra gli ingredienti preferiti degli autori di commedie. Se aggiungiamo musica e alta cucina il risultato finale sarà Soul Kitchen - Premio Speciale della Giuria al Festival del Film di Venezia nel 2009 - dove uno degli sceneggiatori – Fatih Akin -  è anche il regista e l'altro – Adam Bousdoukos -  il protagonista.
Seppure la storia non possa essere definita autobiografica, il Soul Kitchen prende ispirazione da un luogo reale. Questo luogo era la Taverna greca che Adam Bousdoukos, possedeva nel quartiere Ottensen di Amburgo, e ha rappresentato per anni il punto di ritrovo per il regista e il suo gruppo di amici.

La trama è semplice: Adam Bousdoukos è Zinos, proprietario del “Soul Kitchen”, un ristorante del quartiere Wilhelmsburg di Amburgo che abbina musica soul, funk e rebetiko - genere musicale che sta alla Grecia come il blues alle rive del Mississippi - a piatti non proprio da gourmand, ma ugualmente apprezzati dagli abitanti della zona.
 

L'esistenza di Zinos e del suo locale sono popolate da un universo di personaggi bizzarri e improbabili. C'è l’anziano e scorbutico costruttore di barche Sokrates, che vive e lavora nel magazzino del locale senza avere mai un soldo per pagare l'affitto e finendo per scroccare quotidianamente oltre all'alloggio anche la cena.
A fargli conpagnia il fratello di Zinos – Ilias - definito generosamente dal suo stesso germano come:  "il principe dei ladri", anche se forse tanto abile non è, visto che continua ad entrare e uscire dalla galera e ha bisogno di fingere di lavorare al ristorante per mantenere la libertà vigilata.
Ci sono la cameriera Lucia, che in realtà vorrebbe fare l'artista ma non avendo un soldo si mantiene lavorando da Zinos e vivendo da squatter in un loft con vista mozzafiato.
Il cameriere Luz, che usa il Soul Kitchen come sala prove per la sua rock band.

Zinos ha anche una fidanzata, Nadine, ragazza dell'alta società, che determinata a perseguire il sogno di diventare un'importante giornalista sta per trasferirsi a Shangai. 
Proprio durante la cena organizzata da Nadine per salutare la famiglia, Zinos incontrerà due personaggi che - seppure in modo diametralmente opposto - contribuiranno a dare una svolta alla storia.
Si tratta di Shayn Weiss, chef stravagante con una particolare attitudine al lancio dei coltelli, che manifesta nelle situazioni meno opportune, e di Thomas Neumann, agente immobiliare senza scrupoli – ex compagno di scuola di Zinos - che vorrebbe mettere le mani su Soul Kitchen per rilevare il terreno e venderlo a degli speculatori.

La partenza di Nadine da inizio ad una serie di eventi catastrofici, tra cui quello che Zinos scambia per un banale strappo muscolare che si rivelerà essere invece una ben più seria ernia del disco.
Impossibilitato a reggersi in piedi e occuparsi della cucina, Zinos è costretto ad assumere un nuovo chef -  l’intransigente Shayn – che, da cultore della buona cucina, bandisce dalla carta i bastoncini di pesce, la pizza surgelata e altre leccornie, introducendo pietanze nuove e sofisticate, che non sembrano però incontrare il gusto degli avventori abituali.

Nonostante i subdoli escamotage di Neuman, per mandare in fallimento il Soul Kitchen e costringere Zinos a vendere, il destino sembra essere dalla sua parte: il locale ormai utilizzato principalmente come sala prove per la band di Luz si riempie miracolosamente di nuovi clienti che oltre alla musica rock dimostrano di apprezzare anche la cucina di Shayn. Il Soul Kitchen si trasforma in breve in uno dei locali più alla moda di Amburgo.

Dopo aver salvato le sorti della sua creatura, Zinos decide che è giunto il momento di salvare anche il suo rapporto con Nadine e, affidato il ristorante nelle mani di Ilias, si fionda all'aereoporto alla volta di Shangai.

Come in ogni commedia che si rispetti, quando tutto sembrerebbe andare per il meglio, cominciano i guai!
Non essendo mia abitudine rivelare il finale mi limiterò ad un paio di constatazioni che faranno sorridere chi l'ha già visto e, probabilmente, invoglieranno a comprare il DVD chi l'avesse perso.

La prima, interpretazione colorita del principio zen secondo il quale tutto le nostre azioni tornano indietro è: "Se fotti il fisco, prima o poi il fisco fotte te".. - concetto quanto mai attuale in questo periodo storico - .
La seconda è che nella vita non bisogna eccedere mai, nemmeno nel consumo di qualcosa apparentemente innocuo, come le mentine.. potrebbe rivelarsi una scelta fatale!

La trama brillante e un po' svitata di Soul Kitchen si avvale di un condimento davvero speciale.. - che oltre ad accompagnare il pubblico è stata un sottofondo costante sul set durante tutte le riprese -  una colonna sonora strepitosa, un'emulsione multietnica che amalgama le immagini alle note di Kool & the Gang, Quincy Jones, Curtis Mayfield, Hans Albers, Louis Armstrong, Pavlos Sidiropoulos, Sam Cooke e molte altre, rendendolo realmente nutrimento per l'anima, oltre che per la vista e il palato!

Fatih Akin è riuscito a realizzare un'opera poetica, mescolando con maestria le note musicali ai condimenti afrodisiaci – occhio a non lasciarsi prendere la mano o i risultati potrebbero essere micidiali – i concerti rock con i dolci al cucchiaio, dando vita a un luogo nemmeno troppo immaginario dove chiunque vorrebbe potersi rifugiare sentendosi a casa.

 
Tag:  Soul Kitchen, Fatih Akin, Adam Bousdoukos, Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia

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