Un tocco di zenzero.. amore, storia e cucina.

Questi gli ingredienti della pellicola dolce-amara di Tassos Boulmetis. Con George Carraface, anno 2003. DVD distribuito in Italia da CG Home Video.

di Anna Battaini

Pubblicato mercoledì, 24 novembre 2010

Rating: 4.2 Voti: 5
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Foto courtesy of CG Home Video
George Carraface – Fanis – è un famoso astronomo - gourmand che insegna all'università di Atene. Come gli diceva sempre da bambino il saggio nonno Vassilis – "La parola gastronomo racchiude la parola astronomo e in quanto tale le sue lezioni di astronomia prevedevano l'uso delle spezie". L'accostamento tra queste due materie apparentemente molto distanti sembra invece essere essenziale per Vassilis, eccentrico filosofo culinario che condivide quel particolare sapere con Fanis nella soffitta del suo negozio di spezie a Costantinopoli. “Il pepe è caldo e scotta: è il sole che illumina ogni cosa; ecco perché va in ogni cosa. Venere era la più bella di tutte le donne; Venere è la cannella che è dolce e amara come le donne. Poi c’è la terra dove c’è la vita, e di cosa ha bisogno la vita? Del cibo, che necessita del sale per essere più gustoso”
 
L'infanzia di Fanis è stata stravolta dalla deportazione in Grecia agli inizi degli anni '60 che ha segnato il distacco dall'amata Istambul, dall'adorato nonno e dall'oggetto del suo amore infantile – mai dimenticato – l'amica Saime. La fanciulla danzava per Fanis e lui le dispensava quei segreti culinari – cosa abbastanza insolita per un bambino di 7 anni – che aveva a sua volta appreso dalle lezioni con Vassilis.
Nell'Atene dei giorni nostri, la notizia dell'improvvisa visita del nonno – che non vedeva da oltre trent'anni -  serve da espediente per far compiere al protagonista un viaggio a ritroso nel tempo, ripercorrendo il cammino e le esperienze che lo hanno portato a divenire l'uomo che è.

Foto courtesy of CG Home video

Il cibo e le spezie – onnipresenti tanto nella cucina turca che in quella greca – vengono usati continuamente come metafora della vita stessa. "Per imparare i segreti della nostra cucina bisogna partire dalle spezie. A volte bisogna usare quelle sbagliate per ottenere l’effetto desiderato. Il cumino è forte ed aggredisce, induce le persone a chiudersi. Lo zenzero è delicato e pungente, spinge a guardarsi negli occhi”
 
L'atteso arrivo di Vassilis è una costante che scandisce il ritmo narrativo degli eventi. Più volte annunciato nel corso degli anni è un qualcosa che mai avverrà e che ad ogni occasione crea trepidazione e aspettative -  sempre deluse -  nell'animo di Fanis.
La tanto auspicata visita è sempre pretesto per la preparazione di un nuovo banchetto e per la citazione di qualche perla di saggezza gastronomica sul significato della vita, che emerge dalla memoria del bambino a perenne ricordo dell'inscindibilità di questi argomenti. "il cibo e la vita hanno bisogno di sale per essere più gustosi".

Foto courtesy of CG Home Video

In questo poetico flashback la maggior parte degli avvenimenti, carichi di significato per la vita del protagonista, si svolgono attorno alla tavola o all'interno di una cucina – quella della famiglia, del bordello dove si rifugiava a cucinare e, in ultimo, quella di Saime – come a sottolineare ulteriormente l'indissolvibile legame tra il nutrimento del corpo e quello dell' anima.
“Le salse esaltano il cibo fino all’eccesso. Quando non lo si esalta con le salse, lo si fa con la conversazione.”
 
Pellicola agrodolce, dichiaratamente autobiografica, dove Tassos Boulmetis racconta attraverso gli occhi di un bambino il dramma della deportazione, vissuto da migliaia di persone che, nonostante vengano forzatamente sradicate da quelli che sono i "luoghi della memoria",  rimangono avvinghiati al loro ricordo, che rivivono attraverso odori e sapori, conservandolo tanto più gelosamente quanto più intenso è stato il trauma provocato dal distacco.

Foto courtesy of CG Home Video

L'abbandono forzato degli affetti innesca in Fanis un meccanismo di autodifesa che da una parte lo spinge a sviluppare un attaccamento quasi morboso al ricordo del passato, dall'altra gli impedisce di tornare nella tanto agognata terra natia - fintanto che gli eventi lo renderanno necessario. "Non sono mai tornato perchè avevo paura del momento di dovermene andare di nuovo."
 
Per gustarvi al meglio questo film vi consiglio di cucinare un pasto abbondante e speziato. Potreste preparare un po' di moussaka, oppure quelle polpette allo zenzero, tanto care a nonno Vassilis. Mi raccomando però: qualunque cosa prepariate non aggiungete per alcuna ragione il Kisa-mamut, altrimenti rischiereste di rovinarvi la serata.. e come digestivo non può mancare l'ouzo!
 
 
Tag:  Un tocco di zenzero, Tassos Boulmetis, George Carraface, CG Home video, cucina

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