Perché io no?

La maternità nelle sue diverse forme al centro di un romanzo che rompe più di un tabù

di Valentina Paternoster

Pubblicato lunedi, 19 dicembre 2011

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Nicoletta Sipos racconta nel suo ultimo romanzo, "Perché io no?", edito da Sterling&Kupfer, l'odissea di una donna che vuole diventare mamma, ad ogni costo.

 

Nel tuo libro parli delle difficoltà di diventare madre, un argomento delicato nonché un tabù in Italia. Come ti è venuta l'idea?
Non ho dovuto cercare molto. Ho seguito per anni i problemi di una mia amica, molto più giovane di me e disperatamente alla ricerca di un bimbo. L'idea del libro è venuta in realtà a lei, quando ha capito che, nonostante gli sforzi, ben difficilmente sarebbe arrivata alla meta. Infatti si è convinta che se avesse saputo di più, se avesse conosciuto qualche scorciatoia e medici più in gamba, la sua storia sarebbe andata molto diversamente.
E ha pensato che, trasmettendo ad altre donne le sue emozioni, i dolori, le speranze avrebbe potuto metterle in guardia dagli errori che lei stessa aveva commesso.
 
Che tipo di errori?
Rivolgersi troppo tardi a un medico specializzato in pma (procreazione medicalmente assistita) e per tardi intendo dopo i 35 anni, quando solitamente una donna avverte la sensazione che forse non potrà avere il figlio sognato. Oppure, affidarsi per anni allo stesso medico che però non ottiene risultati. Uno dei medici che ho intervistato crudelmente dice: dopo 8-10 mesi senza risultato, meglio cambiare cavallo.
 
Com'è strutturato il libro?
E' un romanzo costruito con le storie vere di Angelica e delle donne che ha trovato sul suo cammino, piu le storie di un paio di amiche mie. Ho cercato di unire in forma godibile le vicende di queste giovani donne che hanno cominciato la loro battaglia poco dopo il varo della famosa legge 40 del 2004, che all'origine era tremendamente restrittiva e ha fatto molto male a tante donne. Oggi, per fortuna, le maglie legali si sono di molto rilassate. Ma per tornare alla domanda, alle avventure delle mie protagoniste ho unito alcune dozzine di boxini che spiegano parole ardue o tecniche della fecondazione assistita e 7 interviste a vari esperti. Volevo ottenere un libro di servizio capace di intrattenere, ma anche di informare. Insomma un docuromanzo, un romanzo che lascia indietro un po di chiarezza.
 
Racconti la storia di una donna forte e indipendente con il sogno della maternità. Quali le difficoltà che vive e come trova la forza di reagire?
Capire di non poter avere un figlio e' un momento di lutto, una ferita che lascia una cicatrice forse indelebile. Angelica si e' consolata con il progetto del libro, con la speranza di aiutare altre donne a evitare i suoi problemi. Con le centinaia di messaggi che abbiamo ricevuto di consensi, gratitudine, affetto. Io, per altro, in tutte le presentazioni mi affanno a spiegare che  il fatto di non avere un figlio non influisce sull'essenza della donna. Essere madre e' un dono e un'esperienza meravigliosa --- ma si puo' avere una vita piena e bella anche senza riversare  il proprio amore su un figlio biologico.
 
Gli uomini appaiono figure un po' deboli e marginali. Quali sono le difficoltà per l'uomo di oggi di fronte alla voglia di maternità delle loro compagne e mogli?
Qui vorrei distinguere: la storia non vuole criticare a priori gli uomini, ma è stata scritta e pensata dal punto di vista delle donne che effettivamente portano il peso maggiore delle pratiche di procreazione assistita. Pensi solo alle cure ormonali cui le candidate madri devono sottostare o, prima ancora, agli esami spesso dolorosi che le donne devono sopportare. In verità la pma si fa in due. Uomini e donne devono fare fronte allo stesso stress e alla stessa frustrazione. Un tempo, se i bimbi non arrivavano, si puntava automaticamente il dito contro la donna. Non e' piu' cosi'. Uno dei nostri drammi e. che gli uomini hanno le stesse difficolta delle donne. Inquinamento, stress, fumo e poca prevenzione fanno si che il 50 per cento dei problemi d'infertilita' dipendano dall'uomo. 

Qual è lo stato dell'arte della maternità in tutte le sue forme (fecondazione assistita, maternità surrogata, adozione ecc.) in Italia oggi?
La domanda richiederebbe una risposta chilometrica. Togliendo di mezzo l'adozione (un procedimento lungo e costoso di suo, e sbaglia chi pensa sia facile e immediato) mi limito a dire un paio di cose. Per cominciare, oggi in Italia la pma e' molto progredita, abbiamo le stesse tecniche dei centri stranieri. Con una sostanziale differenza: in molti paesi europei (Belgio, Francia, Spagna, Russia Bulgaria etc etc) si consente la donazione di ovuli e seme per la cosiddetta fecondazione eterologa. Di recente, a livello europeo è uscita la raccomandazione a tutti gli stati che introducano la fecondazione di questo tipo. In Italia la questione e' davanti alla Corte Costituzionale e speriamo che il consenso dell'alta Corte arrivi in tempi relativamente rapidi. Per quanto riguarda la maternita' surrogata, la legge lo vieta e non vedo un movimento serio a favore. Ci sono ovviamente molte coppie che desiderano percorrere questa via, complicata e costosa (richiede l'intervento di 2 donne, una dona gli ovuli, l'altra affronta la gravidanza), altre l'hanno già, percorsa. Diverse coppie rischiano di farsi togliere il bambino nato da madre surrogata e alcune potrebbero finire pure in prigione. Vorrei ribadire ancora una volta che non si tratta di un capriccio, ma del desiderio di rimediare a problemi gravi che affliggono milioni di donne malate, per esempio, di endometriosi  o menopausa precoce o un cancro. 
 
Quale consiglio puoi dare alle donne che vogliono un bambino ma hanno difficoltà ad averlo?
Ho già detto quanto conta muoversi rapidamente (sotto i 30 anni gli interventi di pma hanno successo al 50%, dopo i 40 anni si arriva all'8% e anche meno). Vorrei aggiungere che e' molto importante non isolarsi, non chiudersi in un bozzolo di paura e vergogna, ma affrontare le difficolta anche parlandone con amici. Angelica, e molte sue amiche, sono iscritte al portale internet cercounbimbo.net. In questo portale di autoaiuto trovano consigli, informazioni e amicizie che spesso dal mondo virtuale si riversano al mondo reale. Con risultati eccellenti.

Tag:  Perché io no?, Nicoletta Sipos, maternità, pma

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