Donne per l'Italia

Il movimento fondato da Maria Cristina Sandrin che, partendo dal Veneto, sta girando il Paese per affermare una nuova visione di governace

di Sara Avesani

Pubblicato venerdì, 7 dicembre 2012

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Potrebbe esserci una novità importante per le prossime elezioni di governo, se si raccogliessero tutte le firme necessarie per la candidatura :“Donne per l’Italia”.

Si tratta di un movimento “di persone che credono nella libertà della persona e nella libera imprenditorialità e che si riconoscono nei valori della cultura, della storia e della tradizione dello stato Italiano nella sua Unità", come ne recita lo statuto.

La fondatrice, Maria Cristina Sandrin, classe 1961, veronese e libera professionista, è una donna intraprendente e davvero energica che non perde tempo e, insieme al suo team, sta passando di città in città, partecipando a numerosi incontri con i cittadini, cercando di raccogliere le firme utili a presentare la lista di Donne per l’Italia, quantomeno nei collegi veneti.

Le idee sono chiare e gli obiettivi pure. Non sono né di destra né di sinistra. “Non vogliono le Minetti, ma la competenza e l'onestà”.

Durante gli incontri con la cittadinanza, che si susseguono con sempre più maggior frequenza, la stessa Sandrin si dice “stanca di vedere che lo stipendio di un lavoratore venga tassato al 44% e di vedere che le donne capaci, vengano ghettizzate nelle cosiddette Quote Rosa senza dar loro possibilità di esprimersi”.

Le tre rose del loro simbolo «rappresentano la mamma, la nonna e la figlia» e i sostenitori del movimento sono tutti volontari.

 Il fulcro del loro programma consiste nella revisione della contabilità dello Stato, necessaria per far affioraretutti gli sprechi e i compensi per i voti clientelari” e per rendere certa l’applicazione delle regole del bilancio delle imprese al bilancio dello Stato.

Prosegue la Sandrin:“Si attuinopolitiche in favore del lavoro ai giovani (incubatrice d'impresa), e si sostenga il lavoro femminile attraverso servizi come gli asili nido presso le aziende, in modo da agevolare le lavoratrici in maternità”.

La volontà è quella di raggiungere posti di potere, al fine di stravolgere l'attuale sistema e sanare la Politica, riportandola al ruolo che le compete e dimostrando che le Donne hanno capacità di risolvere con buon senso ogni tipo di problema.
 
Spesso si dice che il rapporto fra le donne e la politica sia complicato: il punto fondamentale è proprio questo, il buon senso.

Finora la politica sembra non essersi adoperata molto con questa qualità, qualità che è invece “connaturata nella sensibilità di una donna. E le decisioni attuate con buon senso non generano mai disparità ed ingiustizia”.
Tag:  Donne per l’Italia, Maria Cristina Sandrin, Fidapa, donnealparlamento, manager donna

Commenti

12-12-2012 - 07:34:54 - maria teresa
certamente quello che dici ,e' qello che la maggior parte della gente vuole . ma si devono togliere dai piedi .. per non essere volgare , tutte quelle persone che vediamo da 25/30 anni. cordialita' maria teresa
13-04-2013 - 22:47:02 - Amedeo
Le donne, dovrebbero formare tanti partiti come gli uomini, poi unirsi in una coalizione. Invece di destra e sinistra, metà parlamento con uomini e metà con donne.
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