Il vento è cambiato...

... ma non l'abitudine a usare la donna come oggetto dei cartelloni pubblicitari

di Valentina Paternoster

Pubblicato lunedi, 27 giugno 2011

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Dopo l'exploit politico alle amministrative e ai referendum, il Partito Democratico tenta di risollevare l'umore e l'amore delle piazze attraverso gli immancabili cartelloni pubblicitari, decoro molto anni Ottanta per piazze e strade cittadine.
Nei giorni scorsi è comparso però un cartellone a effetto: le gambe di una donna, una gonna sollevata da una... folata di vento. L'effetto? Un polverone. L'immagine infatti è, senza alcun dubbio, lesiva dell'immagine della donna, rappresentata solo dalla vita in giù.

Lo scopo di questa pubblicità sarebbe promuovere l'annuale Festa dell'Unità cavalcando l'onda dello slogan "Il vento è cambiato". La modalità però risulta sbagliata: non un volto, non un gruppo, ma una gonna che si alza (o una cravatta scompigliata, nel pieno rispetto delle quote di genere...?). Le persone, quelle che la festa con il proprio lavoro volontario la pensano e la costruiscono ogni anno, dove sono? E' innegabile il fatto che coloro che hanno pensato a questo tipo di comunicazione non hanno né riflettuto sul messaggio che passava né, cosa ancor più grave, hanno consultato i vari comitati che si occupano di donne, dentro e fuori il partito. Come non aspettarsi dunque una reazione forte su internet e sulla carta stampata?

Lo scivolone peraltro ha una serie di precedenti, quantomeno inquietanti: nel 2008 lo stesso comitato mise sui manifesti una ragazza appena sveglia a cui il manifesto stesso diceva "Ciao, bella!", l'anno scorso i cartelloni hanno decorato Roma con una bella ragazza, miss un po' svampita e sorridente ad augurare tanti auguri all'Italia per i suoi 150 anni. E come dimenticare la famosa pubblicità di Oliviero Toscani per il rilancio de "L'Unità" con Concita de Gregorio direttore? Chiediamoci dunque: ma da chi è composto il comitato marketing&comunicazione del PD romano?

Certo è che questo manifesto è stato definito da Susanna Camusso, segretario nazionale CGIL, assolutamente "mancante di originalità", il comitato organizzatore della manifestazione del 13 febbraio "Se non ora quando" ha definito l'idea "sconcertante", senza contare le numerossissime persone, uomini e donne, che hanno sul web fortemente criticato quest'azione di marketing sessista. Gli ultimi due appuntamenti elettorali sembrano lontani anni luce e certo è che la politica ancora una volta si dimostra miope nei confronti di quella parte di elettorato tanto importante, sia per il lavoro dei comitati per i referendum, sia per le campagne elettorali fatte per le strade e sul web, che hanno portato davvero una ventata di cambiamento: le donne.
 
Cosa fare, dunque, e come contrastare l'utilizzo lesivo del corpo e dell'immagine della donna? Prima di tutto possiamo firmare la petizione online lanciata dal comitato "Immagine differente" per una proposta di legge contro l'uso stereotipato in pubblicità dell'immagine sia della donna che dell'uomo. E nel frattempo, continuare a usare il web come fosse una piazza virtuale per denunciare.
 
Se avete pubblicità da segnalare, potete commentare, scriverci, aiutarci e supportarci nel nostro lavoro di sentinelle. Insomma: occhi aperti!

Tag:  PD, Roma, Unità, Oliviero Toscani, Immagine differente, donne, genere

Commenti

27-06-2011 - 08:50:03 - luca
polemica davvero sul nulla... trovo del tutto osceno l'altro manifesto, che campeggia all'ingresso della Festa, un primo piano sul petto di un uomo con camicia e cravatta rossa che svolazza via per via del vento. terrible... "Le persone, quelle che la festa con il proprio lavoro volontario la pensano e la costruiscono ogni anno, dove sono?" quelle ci sono a iosa nel bellissimo video dell'indimenticabile pezzo "meno male che silvio c'è"... ora quale delle due forme preferite?
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